La resurrezione: per Bergoglio “festa della speranza”, per i veri cristiani “festa della certezza”

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

La Pasqua è la “festa della speranza”, perché l’amore di Dio non delude mai. … C’è una pietra da far rotolare via nella notte che conduce alla Pasqua. E non è soltanto la pietra che chiude il sepolcro di Cristo, ma è quella della “mancanza di speranza che ci chiude in noi stessi”. … è speranza, infatti, quella che spinge Pietro a correre verso il sepolcro del Signore: “Non rimase seduto a pensare, non restò chiuso in casa come gli altri. Non si lasciò intrappolare dall’atmosfera cupa di quei giorni, né travolgere dai suoi dubbi; non si fece assorbire dai rimorsi, dalla paura e dalle chiacchiere continue che non portano a nulla. Cercò Gesù, non se stesso. Preferì la via dell’incontro e della fiducia”.
In un certo senso … quel gesto è stato “l’inizio della ‘risurrezione’ di Pietro, la risurrezione del suo cuore”, che ha lasciato entrare la luce di Dio, “senza soffocarla”. … Speranza che “non è semplice ottimismo”, né “un atteggiamento psicologico” e neppure “un invito a farsi coraggio”, ma è “dono di Dio che non delude”: “Il Consolatore non fa apparire tutto bello, non elimina il male con la bacchetta magica, ma infonde la vera forza della vita, che non è l’assenza di problemi, ma la certezza di essere amati e perdonati sempre da Cristo, che per noi ha vinto il peccato, la morte e la paura. Oggi è la festa della nostra speranza, la celebrazione di questa certezza: niente e nessuno potranno mai separarci dal suo amore (cfr Rm 8,39)”” (Celebrazione della Veglia Pasquale, Basilica Vaticana, servizio di Radio Vaticana tratto da www.news.va, 26 marzo 2016)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato”” (Lc 24,1-6a)

Poiché nella speranza noi siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo?” (Rm 8,24)

 

C) Commento:

Per Bergoglio la resurrezione è la “festa della speranza”.

Per i veri cristiani la resurrezione è la “festa della certezza”.

In questa differenza, essenziale e sostanziale, ci si gioca tutto.

O si crede che Cristo è veramente risorto, e da questa certezza il cristianesimo è. Oppure, se la speranza non si tramuta in certezza, il cristianesimo, vero e autentico, non è e mai sarà.

Già nel Venerdì Santo, al termine dell’apparente rito della Via Crucis, Bergoglio ha spogliato la Croce di Cristo della Sua essenza e sostanza. Infatti Bergoglio presenta la Santa Croce come terminale e simbolo sia del Bene ma anche del male, stravolgendo così il vero significato della Santa Croce, che per i cristiani è solo e soltanto simbolo di vittoria sul mondo e su ogni male (che, al contrario, grazie alla Santa Croce è stato vinto).

Bergoglio quando parla della croce non è credibile. Come può far credere Bergoglio di pregare veramente la Santa Croce di Cristo dopo aver bestemmiato più volte Cristo e la Sua santa Croce? Colui che appare ma non è ha affermato infatti: la Croce di Gesù esprime tutta la forza negativa del male; la Croce è uno scandalo; Gesù, quando si lamenta, bestemmia? Il Mistero è questo; la Via Crucis è la storia del fallimento di Dio; Gesù si è fatto come un serpente, brutto che fa schifo; Cristo crocifisso sulla falce e martello è arte di protesta; la pazzia della Croce cioè l’annientamento del Figlio di Dio; Gesù si è fatto serpente… e questo è il mistero del Cristo. Questi sono i frutti marci dell’albero Bergoglio.

Ora, nella veglia pasquale, Bergoglio presenta la Resurrezione di Cristo come la “festa della speranza”. Ma per i cristiani autentici è proprio con la Resurrezione di Cristo che la speranza diviene certezza. Bergoglio parla come se Cristo non fosse risorto. Ecco l’inganno subdolo e sottile trasmesso al mondo intero, che narcotizzato nell’intimo dal veleno dell’iniquità, non sa reagire.

Con la resurrezione, Cristo, da “speranza”, diviene “certezza”.

“Cristo è risorto, alleluia. E’ veramente risorto, alleluia, alleluia”.




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