“Gesù il grande umiliato”

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

All’inizio del cammino di Avvento, nella messa celebrata a Santa Marta martedì mattina, 5 dicembre, Papa Francesco ha indicato due aspetti fondamentali per ogni cristiano: il compito da perseguire e lo stile da mantenere. Lo ha fatto centrando la sua riflessione sul brano del profeta Isaia (11, 1-10) proposto dalla liturgia del giorno. (…) «Qualcuno crede che essere umile è essere educato, cortese, chiudere gli occhi nella preghiera…», avere una sorta di «faccia di immaginetta». Invece «no, essere umile non è quello». La chiave interpretativa l’ha fornita lo stesso Francesco: «C’è un segno, un segnale, l’unico: accettare le umiliazioni. L’umiltà senza umiliazioni non è umiltà. Umile è quell’uomo, quella donna, che è capace di sopportare le umiliazioni come le ha sopportate Gesù, l’umiliato, il grande umiliato». (…) «Gesù stava zitto nel momento dell’umiliazione più grande». E infatti, ha detto il Papa, «non c’è umiltà senza accettazione delle umiliazioni». Quindi «umiltà non è soltanto essere quieto, tranquillo. No, no. Umiltà è accettare le umiliazioni quando vengono, come ha fatto Gesù». Il cristiano è chiamato ad accettare «l’umiliazione della croce», come Gesù …».(…) ” (Omelia, Casa Santa Marta, 5 dicembre 2017)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Se ti rivolgerai all’Onnipotente con umiltà, se allontanerai l’iniquità dalla tua tenda, se stimerai come polvere l’oro
e come ciottoli dei fiumi l’oro di Ofir, allora sarà l’Onnipotente il tuo oro e sarà per te argento a mucchi. Allora sì, nell’Onnipotente ti delizierai e alzerai a Dio la tua faccia” (Gb 22,23-26)

Queste cose hanno una parvenza di sapienza, con la loro affettata religiosità e umiltà e austerità riguardo al corpo, ma in realtà non servono che per soddisfare la carne” (Col 2,23)

 

C) Commento:

Bergoglio parlando dell’umiltà afferma che il cristiano deve “accettare le umiliazioni”, che “non c’è umiltà senza accettazione delle umiliazioni”, che il cristiano è chiamato ad accettare “l’umiliazione della croce”, come Gesù, definito “il grande umiliato”.

Da queste parole ben si comprende il disprezzo di Bergoglio verso i cristiani e verso il Cristo. Le parole di Bergoglio non infondono nei cristiani il coraggio di avanzare a testa alta, preservando la dignità donata da Cristo, guardando a Cristo come il vittorioso.

Bergoglio infonde nei cristiani un vivo pessimismo e il sentimento che essere cristiani significa dover camminare nel mondo a capo chino, da remissivi, facendosi schiacciare, accettando i torti in silenzio, senza combattere per far valere i propri diritti.

Ma il cristianesimo di Bergoglio non è il vero cristianesimo! Un cristianesimo perdente contro tutto e tutti, anche contro l’arroganza degli altri (anche dei terroristi islamici che Bergoglio, dopo l’attentato nella sede di un periodico francese, ha scusato dicendo: se un amico mi dice una parolaccia… gli arriva un pugno! E’ normale!).

Il Gesù presentato da Bergoglio è sempre “il grande umiliato”, un uomo brutto da fare schifo, un uomo definito più volte “serpente”, “maledizione” e addirittura “diavolo”.

Questa non è la vera umiltà. I veri cristiani devono essere umili verso Dio, verso Gesù ma fieri nell’essere, manifestando la fierezza manifestata dallo stesso Gesù, che non ha avuto paura di difendere la Verità soprattutto davanti ai farisei ipocriti, ma anche di fronte ai potenti del mondo. La vera umiltà è fare la volontà di Dio, senza ipocrisia e con lealtà, allontanando la falsità e i comportamenti iniqui, di chi finge di predicare bene ma nella realtà razzola male, molto male.

Non una falsa umiltà insegnata da Bergoglio al solo scopo di rendere le persone come gli schiavi, come i sudditi, per poterli comandare, gestire e guidare a suo piacimento, per poterli condurre dove il suo spirito desidera: allontanare dal vero cristianesimo e portare tutti, con l’inganno, in una nuova religione mondiale dove Cristo è mischiato con Maometto, Budda e con l’ebraismo e quindi, di fatto, nuovamente scartato.

L’insegnamento umile ma fiero di Gesù è altra cosa. Gesù è nato per vincere, non per perdere e far perdere i cristiani contro gli arroganti e i falsi umili come Bergoglio. Che piaccia o non piaccia a Bergoglio e ai suoi fedeli ministri, i veri cristiani difenderanno sempre l’unica Verità che salva: Cristo, Verità assoluta e mai relativa!




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