Sulla croce Gesù “si è fatto diavolo”

 

A)   Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

(…) Allora «il Signore dice a Mosè di fare un serpente di bronzo e innalzarlo, e la persona che subisce una ferita del serpente, e che guarda quello di bronzo, sarà guarita». «Il serpente — ha proseguito il Papa — è il simbolo del cattivo, è il simbolo del diavolo: era il più astuto degli animali nel paradiso terrestre». Perché «il serpente è quello che è capace di sedurre con le bugie», è «il padre della menzogna: questo è il mistero». Ma allora «dobbiamo guardare il diavolo per salvarci? Il serpente è il padre del peccato, quello che ha fatto peccare l’umanità». In realtà «Gesù dice: “Quando io sarò innalzato in alto, tutti verranno a me”. Ovviamente questo è il mistero della croce». «Il serpente di bronzo guariva — ha detto Francesco — ma il serpente di bronzo era segno di due cose: del peccato fatto dal serpente, della seduzione del serpente, dell’astuzia del serpente; e anche era segnale della croce di Cristo, era una profezia». E «per questo il Signore dice loro: “Quando avrete innalzato il figlio dell’uomo, allora conoscerete che io sono”». Così possiamo dire, ha affermato il Papa, che «Gesù si è “fatto serpente”, Gesù si “è fatto peccato” …. E si è “fatto peccato”, si è fatto innalzare perché tutta la gente lo guardasse, la gente ferita dal peccato, noi. Questo è il mistero della croce e lo dice Paolo: “Si è fatto peccatoe ha preso l’apparenza del padre del peccato, del serpente astuto». (…) La croce … «come memoria di colui che si è fatto peccato, che SI E’ FATTO DIAVOLO, serpente, per noi; si è abbassato fino ad annientarsi totalmente»” (Omelia, Casa Santa Marta, 4 aprile 2017)

 

B)   Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia” (1Pt 2,24)

Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio” (2Cor 5,21)

Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato” (Is 53,4)

Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre” (Fil 2,5-11)

 

C)   Commento:

Lo spirito che è in Bergoglio quando parla di Gesù sulla croce tocca il vertice della sua manifestazione anti-cristica. Veramente lo spirito che è in Bergoglio è uno spirito anti-cristo, anti-cristiano, anti-Gesù.

Mai nessun altro romano pontefice nella storia della cristianità aveva osato parlare di Gesù sulla croce come ha fatto e tutt’ora continua a fare Bergoglio, che dice ciò che solo chi odia Gesù e la cristianità poteva dire: “Gesù si è fatto diavolo”. Questa affermazione è una eresia, è una bestemmia, è una infamia senza precedenti.

Già in passato Bergoglio aveva bestemmiato Gesù sulla croce dicendo: “Gesù… si è fatto come un serpente, brutto che fa schifo”; Gesù “si è fatto serpente”… “E questo è il mistero del Cristo”; “Gesù, quando si lamenta, bestemmia? Il mistero è questo”“La pazzia della croce, cioè l’annientamento del Figlio di Dio”“La Via Crucis è la storia del fallimento di Dio”.

Ora Bergoglio offende i cristiani e provocando dice: “Ma allora dobbiamo guardare il diavolo per salvarci?”; per poi proseguire dicendo: Gesù si è “fatto serpente”, Gesù si “è fatto peccato”; poi ancora: “E si è “fatto peccato”, si è fatto innalzare perché tutta la gente lo guardasse”; quindi: “Questo è il mistero della croce e lo dice Paolo: «Si è fatto peccato» e ha preso l’apparenza del padre del peccato, del serpente astuto”.

Mai San Paolo ha affermato che Gesù si è fatto peccato! Nella Sacra Scrittura è scritto che “Gesù ha preso su di Sé i nostri peccati”. San Pietro ha anche detto chiaramente che “Gesù portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce”. La differenza è evidente. Anche i bambini comprendono che Bergoglio cerca di mettere in bocca a San Paolo, a San Pietro e ai Profeti frasi che mai sono state pronunciate.

Tutto ciò manifesta con chiarezza l’odio e il disprezzo che c’è nel cuore di Bergoglio nei confronti di Gesù e nei confronti del Mistero della Santa Croce. Ma le parole di Bergoglio, anche se gravemente offensive, non possono cambiare la realtà della storia: Gesù sulla croce ha vinto, il padre dello spirito che è in Bergoglio è stato annientato.

Veramente lo Spirito Santo non dimora più nella chiesa di Roma, che è con tutta evidenza dominata e animata dallo spirito del nemico di Dio. Se così non fosse, queste parole di Bergoglio susciterebbero lo sdegno e la rivolta pubblica di coloro che ancora amano Gesù e che ancora amano il cristianesimo. L’ira del Padre di certo si abbatterà sul cortile di Roma, che riceverà la giusta paga per le offese rivolte al Figlio di Dio.




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