Bergoglio, il telefonino e la “cultura dell’incontro”

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

(…) E a me piace vedere anche qui — ha confidato — l’incontro di tutti i giorni fra Gesù e la sua sposa, la Chiesa, che è in attesa che lui torni. E ogni volta che Gesù trova un dolore, un peccatore, una persona fuori strada, lo guarda, gli parla, lo restituisce alla sua sposa». Dunque, «questo è il messaggio di oggi: l’incontro di Gesù con il suo popolo; l’incontro di Gesù che serve, che aiuta, che è il servitore, che si abbassa, che è condiscendente con tutti i bisognosi». E (…) «quando diciamo “bisognosi” non pensiamo solo ai senzatetto», ma anche a «noi bisognosi — bisognosi della parola di Gesù, di carezze — e anche a quelli a noi cari». Un esempio concreto? Il Papa ha descritto l’immagine di una famiglia riunita a tavola: «quante volte si mangia, si guarda la tv o si scrivono messaggi al telefonino. Ognuno è indifferente a quell’incontro. Anche proprio nel nocciolo della società, che è la famiglia, non c’è l’incontro», ha commentato. Da qui l’esortazione conclusiva «a lavorare per questa cultura dell’incontro, così semplicemente come l’ha fatto Gesù»” (Omelia, Casa Santa Marta, 13 settembre 2016)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità” (Mt 23,27-28)

Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: “Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”” (Mt 15,7-9)

 

C) Commento:

Bergoglio fa un altro discorso da vero qualunquista e pieno di ipocrisia. Bergoglio immagina la scena della famiglia riunita a tavola i cui componenti, anziché dialogare, si isolano usando gli strumenti elettronici. Dice Bergoglio: «si guarda la tv o si scrivono messaggi al telefonino». Bene, si potrebbe dire. Poi aggiunge Bergoglio: «Ognuno è indifferente a quell’incontro. Anche proprio nel nocciolo della società, che è la famiglia, non c’è l’incontro».

Quindi Bergoglio sembrerebbe preoccuparsi della famiglia, definita il “nocciolo della società”. Ma è proprio la famiglia che Bergoglio con i suoi provvedimenti sta cercando di distruggere dalle fondamenta, ammettendo di fatto forme di unione diverse dall’unione naturale voluta da Dio Padre (tutti ricordano il “chi sono io per giudicare i gay?”; si veda anche: Bergoglio non si immischia: tace e acconsente per favorire le famiglie gay e il nuovo dis-ordine mondiale), distruggendo l’indissolubilità dell’unione tra sposo e sposa voluta da Dio Figlio (si veda: La nuova legge di Bergoglio che annulla l’indissolubilità del matrimonio, Sull’indissolubilità del matrimonio Bergoglio è ipocrita come un vero fariseo), distruggendo gli insegnamenti cristiani autentici in merito alla sacralità della Vita (si veda: Un nuovo “motu proprio” per distruggere la vita e la famiglia) difesi da Dio Spirito Santo.

Ma l’ipocrisia di Bergoglio su questi temi è ormai nota ai più. Bergoglio da una parte proferisce discorsi umani e banali, privi di spiritualità, che sono accolti favorevolmente da tanti; dall’altra demolisce le fondamenta della cristianità con leggi e insegnamenti opposti alla Legge Santa e agli insegnamenti di Cristo.

Tanto si deve per amore della Verità. Chiarito ciò un’altra considerazione è doverosa. Infatti le parole di Bergoglio sono ancor più intrise di ipocrisia se si osserva il comportamento dei ministri della stravagante chiesa di Bergoglio, a maggior ragione quando chiamati a riunire i fedeli “a tavola”. Quindi per primi essi sono chiamati a dare l’esempio su come ci si comporta “a tavola”, a quella tavola che un tempo era la celebrazione della Mensa del Signore.

A tal proposito un episodio fece scalpore (anche se ora, nella stravagante e nuova chiesa di Bergoglio nessuno si stupisce più di nulla). Un ministro della chiesa di Roma, Antonio Castagnacci, ad Alatri, in provincia di Frosinone, era solito usare il telefonino durante le sue celebrazioni. In particolare, nel corso di un rito funebre da lui officiato, è stato immortalato in un video poi diffuso sul web. Nel corso della celebrazione il prelato, estraniandosi dalla funzione religiosa con lunghe pause tra le sue parole e le risposte dei fedeli, era tutto intento a far scorrere le pagine del tablet (o cellulare che fosse) con la mano sinistra, mentre con la destra officiava il rito funebre. Un vero esempio della “cultura dell’incontro”!




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