“L’anima avverte la pace attraverso un’alleanza tra popoli che si riconoscono figli dello stesso Pa-dre e come fratelli e sorelle tra di loro”

 

A) Testo del discorso di Prevost:

“Nel collaborare a quest’opera, le tradizioni religiose svolgono un ruolo culturalmente necessario e insostituibile, e le religioni esprimono le nostre domande sull’origine della vita e sulla sua fine, elaborando il senso primo e ultimo dell’esistenza, che si riflette nelle scelte quotidiane. Infatti, quando gli uomini e le donne di buona volontà orientano le loro azioni verso Dio, il pluralismo delle culture non si disperde nel disordine di Babele. L’umanità si ritrova invece in una ricerca comune di senso, orientata verso un destino che non è la morte. Noi non siamo in cammino verso il nulla. Ecco perché l’anima umana, nel suo rapporto con Dio, avverte ancora più intensamente la chiamata a coltivare la pace attraverso un’alleanza tra popoli che si riconoscono come figli dello stesso Padre e come fratelli e sorelle tra di loro”
(Viaggio apostolico in Francia e visita alla sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) 25-28 settembre 2026, 25 settembre 2026)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

“O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senza acqua” (Sal 62,2)
“A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12)

“Tutti voi infatti siete figli di Dio per la fede in Cristo Gesù» (Gal 3,26)

“Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv 14,6)

 

C) Commento:

“L’anima mia anela a Te, o Padre, che in Gesù hai manifestato il Tuo Volto”. Questo è il canto dei cristiani che vogliono insegnare al mondo che solo nel nome di Gesù (e in nessun altro) vi è Salvezza; che l’unica e sola ed eterna Alleanza tra Dio e il Suo popolo è in Gesù Cristo e non in altre religioni o filosofie religiose.

Questo è ciò che il Pontefice della Chiesa che ha stipulato l’Alleanza con il Padre deve insegnare. Ma Roma ha perso la fede e sta spargendo i suoi errori nel mondo intero, insegnando che tutti, ognuno appartenendo alla propria idea di religione, sono figli dello stesso Dio e quindi sono tutti fratelli e sorelle (cfr. “Siamo tutti figli di Dio, pertanto fratelli e sorelle”; “La Bibbia narra una fraternità che supera i confini etnici del popolo di Dio e che si fonda nella comune umanità”; Prevost: Tutte le religioni sono “sorelle”; “I seguaci di altre religioni sono compagni di viaggio sulla via della verità”; “Tutti siamo figli di Dio”; “In spite of different religions we are all brothers and sisters” (Nonostante le diverse religioni noi siamo tutti fratelli e sorelle); Prevost come Ario: “C’è una fratellanza e sorellanza universale indipendentemente dalla religione”; La fratellanza universale secondo Prevost e Bergoglio; Anche se di religioni diverse, ci riconosciamo “figli dello stesso Padre misericordioso”). In verità, la vera e unica fratellanza è in Gesù.

Chi crede in Gesù diviene “figlio” del Padre; chi non crede in Gesù, rimane “creatura”. Questa differenza è essenziale e sostanziale. Il resto è eresia e apostasia.




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