Anche se di religioni diverse, ci riconosciamo “figli dello stesso Padre misericordioso”

 

A) Testo del discorso di Prevost:

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!
Oggi desidero parlare del Viaggio apostolico che ho compiuto dal 13 al 23 aprile, visitando quattro Paesi africani: Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale.
Fin dall’inizio del pontificato ho pensato a un viaggio in Africa. Ringrazio il Signore che mi ha concesso di compierlo, come Pastore, per incontrare e incoraggiare il popolo di Dio; e anche di viverlo come messaggio di pace in un momento storico marcato da guerre e da gravi e frequenti violazioni del diritto internazionale. Ed esprimo il mio “grazie” più sentito ai Vescovi e alle Autorità civili che mi hanno accolto e a tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione.[…]
In Algeria ho ricevuto un’accoglienza non solo rispettosa ma cordiale, e abbiamo potuto toccare con mano e mostrare al mondo che è possibile vivere insieme come fratelli e sorelle, anche di religioni diverse, quando ci si riconosce figli dello stesso Padre misericordioso. Inoltre, è stata l’occasione propizia per mettersi alla scuola di Sant’Agostino: con la sua esperienza di vita, i suoi scritti e la sua spiritualità egli è maestro nella ricerca di Dio e della verità. Una testimonianza oggi quanto mai importante per i cristiani e per ogni persona. […]
(Udienza Generale, Piazza San Pietro, Roma, 29 aprile 2026)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome” (Gv 1,12)

Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui” (1Gv 3,1)

Tu detesti chi serve idoli falsi, ma io ho fede nel Signore” (Sal 30,7)

Poiché Dio non ci ha destinati alla sua collera ma all’acquisto della salvezza per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo” (1Ts 5,9)

Il resto dell’umanità che non perì a causa di questi flagelli, non rinunziò alle opere delle sue mani; non cessò di prestar culto ai demòni e agli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare” (Ap 9,20)

 

C) Commento:

Uno è Dio per i veri cristiani e si chiama Gesù Cristo. Fuori da Gesù non vi è Salvezza.

Prevost è cristianamente eretico quando afferma che la moschea è uno “spazio proprio di Dio”, come affermato ad Algeri (cfr. “La Moschea è un luogo di Dio, spazio divino, sacro”) e come richiamato nel discorso sopra riportato dove afferma che anche nel caso di “religioni diverse” ci si riconosce “figli dello stesso Padre Misericordioso”.

Una cosa è affermare che pur credendo in religioni diverse si può vivere pacificamente, nel rispetto reciproco (e questo lo si deve ad ogni essere umano); altro è affermare che tra appartenenti a religioni diverse ci si riconosce “figli dello stesso Padre Misericordioso”, perché quest’affermazione è eretica, come Prevost ha già affermato più volte (cfr. “Tutti siamo figli di Dio”; “In spite of different religions we are all brothers and sisters” (Nonostante le diverse religioni noi siamo tutti fratelli e sorelle; Prevost come Ario: “C’è una fratellanza e sorellanza universale indipendentemente dalla religione”).

Per i cristiani si è “figli” di Dio quando si è battezzati nel Nome di Gesù Cristo e si riconosce Gesù come l’unico Salvatore del mondo. Per un vero cristiano chi non è battezzato nel Nome di Gesù non è “figlio” di Dio ma rimane “creatura” di Dio. Per un vero cristiano né gli ebrei né  i mussulmani, né i buddisti, né gli induisti sono “figli” di Dio” ma rimangono “creature” di Dio, nella preghiera e nella speranza che si possano convertire e credere in Gesù.

Nella storia della cristianità tanti sono i martiri che hanno donato la loro vita per covertire le genti al cristianesimo. Prevost come Bergoglio insegna una fratellanza universale che è solo umana, non cristiana, perché affermare che tutti sono “figli di Dio”, anche se non battezzati, significa apostatare dalla vera fede, scartando nuovamente Gesu, la Pietra Angolare che si è donato per i suoi figli.

 




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