Le Scritture si compiono e Babilonia, la Prostituta, si manifesta

 

A) Testo del discorso:

(…) La storia insegna che l’orgoglio, l’arrivismo, la vanità, l’ostentazione sono la causa di molti mali. E Gesù ci fa capire la necessità di scegliere l’ultimo posto, cioè di cercare la piccolezza e il nascondimento: l’umiltà. Quando ci poniamo davanti a Dio in questa dimensione di umiltà, allora Dio ci esalta, si china verso di noi per elevarci a sé; «perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato» (v. 11). (…) Si tratta di scegliere la gratuità invece del calcolo opportunistico che cerca di ottenere una ricompensa, che cerca l’interesse e che cerca di arricchirsi di più. Infatti i poveri, i semplici, quelli che non contano, non potranno mai ricambiare un invito a mensa. Così Gesù dimostra la sua preferenza per i poveri e gli esclusi, che sono i privilegiati del Regno di Dio, e lancia il messaggio fondamentale del Vangelo che è servire il prossimo per amore di Dio (…)” (Angelus, Piazza san Pietro, 28 agosto 2016)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all’ira imminente? Fate dunque opere degne della conversione e non cominciate a dire in voi stessi: Abbiamo Abramo per padre! Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre. Anzi, la scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco” (Lc 3,7b-9)

 

C) Commento:

Le parole di Bergoglio fanno riecheggiare le parole che Gesù disse ai farisei: «Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: “Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini“».

Bergoglio con le labbra onora Gesù ma il suo cuore è lontano da Cristo. Con le labbra Bergoglio cita e loda Gesù per aver dato la priorità a chi pratica l’umiltà, ai poveri, agli ultimi, rispetto ai farisei che intrattenevano relazioni privilegiate con i potenti del mondo.

Ora la storia si ripete. Bergoglio con la bocca cita “i poveri, i profughi, gli esclusi” ma nella realtà sta portando alla distruzione la chiesa di Roma, che un tempo era fedele a Dio e allo Spirito Santo ma che ha tradito Cristo, per dare ora vita ad un falso progetto di nuova religione mondiale dove Cristo non è più il centro; ma Cristo è svenduto e barattato per il potere umano.

E tutto ciò conferma il compimento delle Sacre Scritture. Nel Libro della Rivelazione, l’Apocalisse, la chiesa di Roma è simbolicamente descritta come “la grande Prostituta”, “Babilonia la grande”: “Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra” (Ap 17,5).

Dio Padre è adirato con colei che è simbolicamente rappresentata dalla città di Babilonia ed è chiamata la grande prostituta “perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua sfrenata prostituzione”; e perché “i re della terra si sono prostituiti con essa e i mercanti della terra si sono arricchiti del suo lusso sfrenato” (Ap 18,3).

La grande prostituta non si prende più cura dei propri figli, che sono i veri cristiani che, fedeli alle parole del Vangelo di Giovanni, credono che i “figli” di Dio sono solo coloro che credono in Cristo Figlio di Dio; e non altri, come invece ha più volte detto Bergoglio (si legga: La lavanda dei piedi che crocifigge Gesù; La chiesa di Bergoglio madre dei mussulmani, matrigna dei cristiani; La chiesa di Bergoglio vera matrigna dei cristiani). Per questo la prostituta descritta nell’Apocalisse da donna, madre fedele (che rappresenta la vera chiesa) è divenuta prostituta e matrigna, arrivando ad uccidere i propri figli, i martiri di Gesù. “E vidi che quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù” (Ap 17,6).

Babilonia non si prende cura dei poveri e degli ultimi, ma si prostituisce con i “re della terra” (i potenti) e i “mercanti della terra” (coloro che fanno affari con essa). E “ì mercanti della terra si sono arricchiti del suo lusso sfrenato”(Ap 18,3).

Quindi le parole e i fatti descritti nell’Apocalisse contraddicono le affermazioni di Bergoglio che, alla stregua dei farisei, con la bocca loda Gesù ma nella realtà, con il suo agire, lo contrasta e lo uccide per dar vita ad una nuova religione.

Tutto ciò non può che suscitare l’ira di Dio che si abbatterà su Babilonia come scrive Giovanni nel Libro della Rivelazione: “Ne seguirono folgori, clamori e tuoni, accompagnati da un grande terremoto, di cui non vi era mai stato l’uguale da quando gli uomini vivono sopra la terra. La grande città si squarciò in tre parti e crollarono le città delle nazioni. Dio si ricordò di Babilonia la grande, per darle da bere la coppa di vino della sua ira ardente” (Ap 17,18-19).

Quindi compreso ciò, che è riferito chiaramente a tutto ciò che riguarda Babilonia, nessuno può strumentalizzare le vittime di eventi calamitosi e catastrofici per i propri fini, come farebbero gli sciacalli.

La vera Vita in Cristo va difesa e amata, in Terra e in Cielo. Tutti i veri figli di Dio, in questi tempi duri e difficili, implorano il Cuore del Padre affinché il Padre, misericordioso e giusto, doni a tutti i Suoi figli la Vita eterna, che è solo in Cristo (Preghiera per la Vita).




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