“La Moschea è un luogo di Dio, spazio divino, sacro”

 

A) Testo del discorso di Prevost:

Il Santo Padre risponde in italiano alle parole di benvenuto del Rettore della Grande Moschea, Mohamed Mamoun Al Qasimi.
Ringrazio per questa riflessione e per queste parole, tanto importanti in questa visita, da un luogo che rappresenta lo spazio che è di Dio, uno spazio divino, sacro, dove tante persone vengono per pregare, per trovare la presenza dell’Altissimo, di Dio, nella loro vita. […]
C’è un altro valore che voi avete voluto includere in questo bellissimo centro: precisamente con la Moschea, luogo di preghiera, vi è anche un centro di studio. Quanto è importante che l’essere umano sviluppi la capacità intellettuale che Dio ha dato all’uomo, perché possiamo scoprire quando è grande la creazione, quanto è grande ciò che Dio ci ha lasciato in tutta la creazione e specialmente nell’essere umano!
Con lo spirito, con questo luogo di preghiera, con la ricerca della verità, anche attraverso lo studio, e con la capacità di riconoscere la dignità di ogni essere umano, noi sappiamo – e oggi questo incontro ne è la prova – che possiamo imparare a rispettarci mutuamente, vivere in armonia e costruire un mondo di pace.
Questo pomeriggio prego per voi, per il popolo di Algeria, per tutti i popoli della terra, affinché la pace e la giustizia del Regno di Dio si faccia presente anche in mezzo a noi, e perché siamo tutti sempre più convinti della necessità di essere promotori di pace, di riconciliazione, di perdono e di ciò che è davvero la mente di Dio per tutta la sua creazione.”
(Grande Moschea di Algeri, Algeria, 13 aprile 2026)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Abbiate gran cura, per la vostra vita, di amare il Signore vostro Dio. Perché, se fate apostasia e vi unite al resto di queste nazioni che sono rimaste fra di voi e vi imparentate con loro e vi mescolate con esse ed esse con voi,allora sappiate che il Signore vostro Dio non scaccerà più queste genti dinanzi a voi, ma esse diventeranno per voi una rete, una trappola, un flagello ai vostri fianchi; diventeranno spine nei vostri occhi, finché non siate periti e scomparsi da questo buon paese che il Signore vostro Dio vi ha dato” (Gs, 23,11-13)

Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione” (2Ts 2,3)

Solo allora sarà rivelato l’empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all’apparire della sua venuta, l’iniquo” (2Ts 2,8)

Perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome” (Gv 20,31)

 

C) Commento:

Prevost conferma l’apostasia della Chiesa di Roma, iniziata in modo irreversibile con il pontificato di Bergoglio. Per un cristiano definire la moschea un “luogo di Dio, sacro e divino” è apostasia, è rinnegare la propria fede nel Dio Gesù, l’unigenito Figlio di Dio, l’unico Salvatore del mondo.

Il Dio dei cristiani si chiama Gesù e fuori da Gesù non vi è Salvezza. Per un vero Cristiano mai si potrà sovrapporre il Dio dei cristiani con quello dei mussulmani.

In tutta evidenza Prevost non professa la religione cristiana insegnata da Gesù Cristo ma un’altra religione, basata sulla fratellanza universale (cfr. “Siamo tutti figli di Dio, pertanto fratelli e sorelle”; Bergoglio dice: «Dio è Padre di tutti, di cristiani e di non cristiani. Siamo tutti figli di Dio». E lo spirito dell’anticristo si manifesta sempre più; “Tutti siamo figli di Dio”; Bergoglio come Sai Baba. “Noi siamo figli di Dio, tutti… come le dita di una mano: cinque sono le dita”; “In spite of different religions we are all brothers and sisters” (Nonostante le diverse religioni noi siamo tutti fratelli e sorelle); “La Bibbia narra una fraternità che supera i confini etnici del popolo di Dio e che si fonda nella comune umanità”), in perfetta linea con Bergoglio, ma non in linea con Gesù Cristo e con gli autentici Successori di San Pietro.

 

 

 

 

 




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