Prevost: “Se siete inquieti siete vivi”

 

A) Testo del discorso di Prevost:

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Grazie, Signora Rettrice, per le sue parole. Obrigado! Ha detto che tutti ci sentiamo «pellegrini». È una parola bella, il cui significato merita di essere meditato; letteralmente vuol dire lasciare da parte la routine abituale e mettersi in cammino con un’intenzione, muovendosi «attraverso i campi» o «oltre i propri confini», cioè fuori dalla propria zona di comfort verso un orizzonte di senso. Nel termine “pellegrino” vediamo rispecchiata la condizione umana, perché ognuno è chiamato a confrontarsi con grandi domande che non hanno risposta, una risposta semplicistica o immediata, ma invitano a compiere un viaggio, a superare sé stessi, ad andare oltre. (…)
Pessoa ha detto, in modo tormentato ma corretto, che «essere insoddisfatti è essere uomini» (Mensagem, O Quinto Império). Non dobbiamo aver paura di sentirci inquieti, di pensare che quanto facciamo non basti. Essere insoddisfatti, in questo senso e nella giusta misura, è un buon antidoto contro la presunzione di autosufficienza e contro il narcisismo. L’incompletezza caratterizza la nostra condizione di cercatori e pellegrini; come dice Gesù, “siamo nel mondo, ma non siamo del mondo” (cfr Gv 17,16). Siamo in cammino verso… Siamo chiamati a qualcosa di più, a un decollo senza il quale non c’è volo. Non allarmiamoci allora se ci troviamo interiormente assetati, inquieti, incompiuti, desiderosi di senso e di futuro, com saudade do futuro! E qui, insieme alla saudade do futuro, non dimenticatevi di mantenere viva la memoria del futuro. Non siamo malati, siamo vivi! Preoccupiamoci piuttosto quando siamo disposti a sostituire la strada da fare col fare sosta in qualsiasi punto di ristoro, purché ci dia l’illusione della comodità; quando sostituiamo i volti con gli schermi, il reale con il virtuale; quando, al posto delle domande che lacerano, preferiamo le risposte facili che anestetizzano. E le possiamo trovare in qualsiasi manuale sui rapporti sociali, su come comportarsi bene. Le risposte facili anestetizzano. (…)
Come alcuni di voi hanno sottolineato, dobbiamo riconoscere l’urgenza drammatica di prenderci cura della casa comune. Tuttavia, ciò non può essere fatto senza una conversione del cuore e un cambiamento della visione antropologica alla base dell’economia e della politica. Non ci si può accontentare di semplici misure palliative o di timidi e ambigui compromessi. In questo caso «le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo nel disastro» (Lett. enc. Laudato si’, 194). Non dimenticatelo: le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo nel disastro. .(..)
Grazie, Tomás, per aver detto che «non è possibile un’autentica ecologia integrale senza Dio, che non può esserci futuro in un mondo senza Dio». (…)”

(Incontro con i giovani universitari, Università Cattolica Portoghese, Lisbona, 3 agosto 2025)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Poco con il timore di Dio è meglio di un gran tesoro con l’inquietudine” (Pr 15,16)

Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere un po’ afflitti da varie prove” (1Pt 1,6)

Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta” (1Gv 1,4)

 

C) Commento:

Il cristiano è gioia e vuole vivere nella gioia perché Gesù “è” LA Gioia. Il cristiano allontana ogni inquietudine e ogni paura perché confidando in Gesù e confidando in Maria tutto lascia il passo alla gioia. Questo è l’insegnamento per chi vuole essere cristiano ieri, oggi e sempre.

Nuovamente Prevost ricalca l’insegnamento del predecessore (cfr. “Ci vuole l’inquietudine dello Spirito Santo per avere la fede”; “Non dobbiamo aver paura di sentirci inquieti… di essere insoddisfatti”; La verità secondo Bergoglio: “La Verità ci deve inquietare”) per portare avanti la stessa dottrina, seppur con un linguaggio più accorto e meno spregiudicato, cercando di salvaguardare la forma ma nei fatti portando avanti la stessa sostanza.




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