“Ci vuole l’inquietudine dello Spirito Santo per avere la fede”

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

“(…) Cosa si deve fare? Se io non posso spiegare, cosa devo fare? Vivere in modo tale che sia lui o lei a chiedermi: “Perché tu vivi così? Perché tu hai fatto questo?”, e allora sì, spiegare. Capito? Ma mai per primo spiegare, per convincere. La fede è una grazia di Dio e ci vuole l’inquietudine dello Spirito Santo per avere la fede, e l’inquietudine dello Spirito Santo viene anche dalla nostra testimonianza. “Ma guarda, questo è pazzo! Invece di venire con noi a divertirsi, è andato a fare la veglia a un malato, ad accompagnare un malato. Ma è pazzo! Domani gli domanderò…”. “Dimmi: perché hai fatto questo?”. E’ così. E’ l’inquietudine che è nel cuore ti fa domandare. Prima, fare; dopo, spiegare. Capito? E lo Spirito Santo entra nel cuore, rende il cuore inquieto con la testimonianza dei cristiani. Per questo Gesù diceva alla gente, riguardo ai dottori della legge di quei tempi: “Fate tutto quello che loro dicono, ma non quello che fanno”. Non davano testimonianza. E la testimonianza cristiana – questo che voi avete detto su come vivere, come essere testimone – è quello che provoca l’inquietudine nell’altro, e ti fa la domanda, e tu spieghi. Hai capito la risposta? Ma mai prima incominciare a spiegare. Fare che sia lui o lei a fare la domanda, e provocare la domanda con la propria testimonianza. Capito? Ecco. Un’altra cosa, un’altra domanda?” (Visita alla parrocchia romana “Santa Maria a Setteville”, 15 gennaio 2017)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Lo spavaldo non vuol essere corretto, egli non si accompagna con i saggi. Un cuore lieto rende ilare il volto, ma, quando il cuore è triste, lo spirito è depresso. Una mente retta ricerca il sapere, la bocca degli stolti si pasce di stoltezza. Tutti i giorni son brutti per l’afflitto, per un cuore felice è sempre festa. Poco con il timore di Dio è meglio di un gran tesoro con l’inquietudine” (Prv 15,12-16)

Ama, o figlio, i tuoi fratelli; nel tuo cuore non concepire disprezzo per i tuoi fratelli, figli e figlie del tuo popolo, e tra di loro scegliti la moglie. L’orgoglio infatti è causa di rovina e di grande inquietudine” (Tob 4,13)

 

C) Commento:

Bergoglio insegna una nuova dottrina totalmente contraria, opposta, agli autentici insegnamenti di Cristo. Ora Bergoglio arriva addirittura a sostenere che la fede è frutto dell’ “inquietudine” dello Spirito Santo. Per Bergoglio lo Spirito Santo porta inquietudine. Infatti la testimonianza cristiana, per Bergoglio, “provoca l’inquietudine nell’altro”.

Questo insegnamento di Bergoglio è esattamente il contrario di ciò che produce l’azione dello Spirito Santo. Il Paraclito porta la vera pace nei cuori. Il Paraclito rialza chi è caduto. Il Paraclito incoraggia a vivere nella letizia nonostante la sofferenza. Il Paraclito tramuta la speranza in certezza. Il Paraclito, che procede dal Padre e dal Figlio, dona la vera vita anche a chi, caduto nel buio del peccato, in Cristo vuole rialzarsi per non cadere più.

Al contrario, è l’azione dello spirito maligno che inquieta i cuori. E’ lo spirito malvagio che porta scompiglio nei cuori dei figli di Dio. E’ lo spirito malvagio che genera l’inquietudine che bracca tanti cuori e spegne in loro la voglia di vivere.

Bergoglio dimostra di ben conoscere l’azione dello spirito malvagio. Con le sue parole Bergoglio sta generando una profonda inquietudine in tanti cristiani che, ascoltando i suoi falsi insegnamenti, hanno smarrito la retta via e si sono allontanati dai veri insegnamenti di Cristo. Bergoglio sta insegnando a tanti la dottrina dell’apostasia: ripudiare la vera fede per aderire ad una falsa dottrina che di cristiano non ha più nulla.




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