“Dio prima di tutto ci ha dato il dna, cioè ci ha fatto figli”

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

(…) E Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. E li benedisse e disse loro: “Siate fecondi, moltiplicatevi; riempite la Terra; soggiogatela; dominate sui pesci del mare…”». Cioè, ha detto il Papa, «Dio dà tutto all’uomo. E la creazione dell’uomo e della donna è l’incoronazione di tutta la creazione del mondo, è il fine». Ma, si è chiesto, «cosa ci dà Dio» per farci dire nel salmo: «Che cos’è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo perché te ne curi?».
«Prima di tutto ci ha dato il dna, cioè ci ha fatto figli, ci ha creati a sua immagine, a sua immagine e somiglianza, come lui». E, ha aggiunto il Pontefice, «che gli assomigli tanto o poco, è figlio: ha ricevuto l’identità». Si tratta di un legame che resta. E così «se il figlio diventa buono, il padre è orgoglioso di quel figlio» e dice: «ma guarda che bravo!». Ugualmente, se il figlio «è un po’ bruttino», il padre comunque dirà: «è bello!», perché «il padre è così, sempre». E ancora: «se è cattivo, il padre lo giustifica, lo aspetta…». Lo stesso Gesù, del resto, «ci ha insegnato come un padre sa aspettare i figli». In definitiva, Dio «ci ha dato questa identità di figli». Addirittura possiamo dire: «Siamo “come dei”, perché siamo figli di Dio». E Dio «è contento, perché ha sulla terra un figlio, come ne ha un altro in cielo. È felice il Signore: “È molto buono”, dice a se stesso»” (Omelia, Casa Santa Marta, 7 febbraio 2017)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto. A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,11-12)

Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più” ” (Gv 8,10-11)

Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: “Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio” ” (Gv 5,14)

 

C) Commento:

Bergoglio afferma che Dio Padre “prima di tutto ci ha dato il dna, cioè ci ha fatto figli”. Poi continua dicendo: se il figlio “è cattivo, il padre lo giustifica”.

L’affermazione di Bergoglio è ingannevole. I veri cristiani ben sanno che la vera figliolanza in Dio si compie solo in Cristo. Solo chi crede in Cristo e riconosce in Cristo il Figlio di Dio può essere chiamato “figlio”. Il Vangelo dell’Apostolo Giovanni su questo argomento è molto chiaro.

Invece Bergoglio continua a far credere che tutte le “creature” di Dio sono “figli” di Dio (cfr. Bergoglio dice: «Dio è Padre di tutti, di cristiani e di non cristiani. Siamo tutti figli di Dio». E lo spirito dell’anticristo si manifesta sempre più). Nel linguaggio comune, il termine “creatura” a volte si usa per indicare il “figlio”. Tuttavia, in ambito spirituale, i due termini hanno un significato diverso. Infatti tutti gli esseri umani sono “creature” di Dio. Ma, per un cristiano, i “figli” di Dio sono solo coloro che ricevono il battesimo in Cristo.

Quindi non è vero, come invece ripete sempre Bergoglio, che “siamo tutti figli di Dio”. Solo i veri cristiani battezzati in Cristo divengono figli per opera dello Spirito Santo. Invece Bergoglio inganna le coscienze dei cristiani mescolando il discorso spirituale con un discorso puramente umano, che riporta tutto alla figliolanza umana, genetica. Per questo Bergoglio cita il “dna”, che non ha nulla a che vedere con ciò che è Spirito.

Un’altra affermazione ingannevole di Bergoglio è quella che riguarda il perdono. Non è vero, come invece sentenzia Bergoglio, che se un “figlio è cattivo, Dio lo giustifica”. Questa affermazione non è vera. Il Padre perdona il figlio cattivo solo e soltanto se il figlio si pente, solo e soltanto se il figlio chiede perdono al Padre, impegnandosi a non essere più cattivo.

La misericordia insegnata da Bergoglio è diversa dalla vera misericordia divina (cfr. Difendiamo la Divina Misericordia dalla falsa misericordia). La misericordia insegnata da Dio prevede che il peccatore si penta, chieda perdono e si impegni, con viva volontà, a non peccare più, come Gesù disse all’adultera: “Vai e non peccare più” (Gv 8,10-11); o quando disse: “non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio” (Gv 5,14). Bergoglio invece vorrebbe far credere che la misericordia di Dio è gratuita e che il peccatore non debba fare alcun sforzo o atto di pentimento particolare. Tutto ciò è ingannevole. Infatti non vi può essere vera misericordia senza vera giustizia (cfr. L’incoerenza di Bergoglio su misericordia e giustizia).




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