Bergoglio richiama la Polonia ad essere fedele “alla sede di Pietro”

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

Cari fratelli e sorelle, è una gioia per me accogliervi in questa circostanza e rivolgervi il mio ringraziamento per il dono del presepio e dell’albero di Natale, collocati in piazza San Pietro. Porgo di cuore a tutti voi il mio saluto, iniziando dalle Autorità e dai rappresentanti delle Istituzioni che hanno promosso questa iniziativa. Saluto l’Abate di Montevergine, per il dono del presepe; l’Arcivescovo di Warmia e il Vescovo di Elk in Polonia, da cui proviene l’albero, con la Direzione delle Foreste Statali di Bialystok. Inoltre saluto i bambini in cura presso i reparti oncologici di alcuni Ospedali italiani e delle zone terremotate del Centro Italia, coordinati dalla Fondazione “Contessa Lene Thun”, che hanno realizzato gli addobbi. (…) L’albero, proveniente quest’anno dalla Polonia, è segno della fede di quel popolo che, anche con questo gesto, ha voluto esprimere la propria fedeltà alla sede di Pietro” (Saluto alle Delegazioni che hanno donato il presepe e l’albero di Natale per piazza San Pietro, Roma, Aula Paolo VI, 7 dicembre 2017)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

E, richiamatili, ordinarono loro di non parlare assolutamente né di insegnare nel nome di Gesù. Ma Pietro e Giovanni replicarono: “Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicatelo voi stessi; noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”” (At 4,18-20)

 

C) Commento:

Bergoglio richiama la Polonia all’obbedienza e alla fedeltà. Lo fa a modo suo, nell’atteggiamento e nel modo caratteristico dei farisei del tempo di Gesù.

La Polonia aveva osato (disubbidendo al volere imposto a tutti da Bergoglio di accogliere ad ogni costo i migranti, specie quelli di fede mussulmana) recitare il santo Rosario ai propri confini per difendere il primato delle proprie radici e fede cristiana dall’invasione dei mussulmani in Europa promosso con forza da Bergoglio.

La reazione di Bergoglio era stata immediata, avendo addirittura minacciato di scomunicare ogni sacerdote polacco che avesse osato pregare nuovamente il Santo Rosario per difendere la religione cristiana (cfr. La Polonia prega per rimanere cristiana. E Bergoglio la punisce tramite il suo arcivescovo: «Chi prega il Santo Rosario è sospeso a divinis»)

Ora Bergoglio non ha perso l’occasione per ricordare nuovamente ai polacchi a chi devono essere fedeli e di conseguenza a chi obbedire: “alla sede di Pietro”. Quindi a Bergoglio stesso, per essere chiari.

Per i polacchi e per tutti coloro che si mettono contro Bergoglio non si applica alcuna misericordia (come è già capitato ai Francescani dell’Immacolata e a tanti altri che non vogliono essere complici dell’apostasia di Bergoglio).

Ma come risposero San Pietro e San Giovanni ai farisei di allora, così fanno ora i veri cristiani. Meglio obbedire a Dio che non a uomini che hanno tradito il vero insegnamento di Dio.

 




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