La Polonia prega per rimanere cristiana. E Bergoglio la punisce tramite il suo arcivescovo: «Chi prega il Santo Rosario è sospeso a divinis».

 

A)     Testo dell’articolo:

Continua a far discutere il rosario ai confini al quale hanno partecipato all’inizio di ottobre milioni di fedeli polacchi. Un’iniziativa promossa da laici, ma sponsorizzata dalla locale conferenza episcopale e dall’emittente Radio Maryja, che ha trasmesso in diretta le celebrazioni, che non è stata esente da critiche. Molti dei partecipanti, infatti, avevano dichiarato ad alcuni media di voler pregare, nel giorno della festa della Madonna del Rosario e dell’anniversario della battaglia di Lepanto, contro “l’invasione islamica” dell’Europa. “È necessario tornare alle radici cristiane della cultura europea se vogliamo che l’Europa rimanga Europa”, aveva detto l’arcivescovo di Cracovia, monsignor Marek Jedraszewski, nell’omelia pronunciata durante la Messa che ha dato il via all’evento. (…) Il “muro” spirituale eretto simbolicamente alle frontiere polacche per sensibilizzare le altre nazioni a “tornare alle radici cristiane della cultura europea”, non dev’essere piaciuto nemmeno a Papa Francesco che, del resto, ha fatto della battaglia contro i “muri” l’essenza del suo pontificato. Su L’Osservatore Romano, quotidiano ufficiale della Santa Sede, infatti, la notizia del rosario ai confini non è stata neppure accennata e lo stesso Santo Padre ha preferito non fare riferimento all’iniziativa, che pure ha raccolto l’adesione di milioni di cattolici in Polonia. Un silenzio assordante (…). Ma oggi a stigmatizzare l’iniziativa sono arrivate anche le dure parole di monsignor Wojciech Polak primate di Polonia e arcivescovo metropolita di Gniezno, il quale ha annunciato la sua decisione di sospendere a divinis qualsiasi sacerdote cattolico che in futuro prenderà parte a manifestazioni contro i migranti. Il riferimento, neppure troppo velato, sembra essere rivolto proprio alla manifestazione del 7 ottobre scorso. “Se dovessi avere notizia di una protesta contro i profughi alla quale i miei preti dovessero aver partecipato, la mia risposta sarà rapida: ogni sacerdote che si unisce a queste manifestazioni sarà sospeso”, ha detto perentorio monsignor Polak (…)” (Il Giornale, 19 ottobre 2017)

 

B)     Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.
Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli” (Ap 12,1-9)

Poi udii un’altra voce dal cielo: “Uscite, popolo mio, da Babilonia per non associarvi ai suoi peccati e non ricevere parte dei suoi flagelli. Perché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo e Dio si è ricordato delle sue iniquità. Pagatela con la sua stessa moneta, retribuitele il doppio dei suoi misfatti. Versatele doppia misura nella coppa con cui mesceva” (Ap 18-4-6)

In essa fu trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti coloro che furono uccisi sulla terra” (Ap 18,24)

 

C)     Commento:

In Polonia, per iniziativa dei fedeli, il 7 ottobre, giorno della Festa del Santo Rosario e della Regina delle Vittorie, milioni di persone hanno recitato insieme, pubblicamente, il Santo Rosario per ribadire il primato della cristianità, per difendere il cristianesimo e per difendere le radici cristiane della nazione. Ma per Bergoglio e per i vertici della Chiesa di Roma chi si è riunito per pregare il Santo Rosario a difesa della cristianità merita una punizione senza precedenti.

La Chiesa di Roma, tramite il proprio quotidiano (l’Osservatore Romano) non ha neppure pubblicato la notizia dei milioni di polacchi riunitisi in preghiera. Bergoglio, come sempre, non solo non ha parlato per difendere i difensori della cristianità ma ha agito (in silenzio) per distruggerli. La Chiesa di Roma, per bocca del primate della Polonia, ha minacciato di sospendere dal servizio sacerdotale (“sospensione a divinis”) ogni ministro che parteciperà nuovamente a simili iniziative di preghiera.

La minaccia di sospendere i sacerdoti che si riuniscono per pregare il Santo Rosario a difesa della cristianità è un fatto gravissimo, unico nel suo genere. Ma questo è ciò che sta accadendo nella Chiesa di Roma. Chi si ribella a Bergoglio viene severamente punito. Nella Chiesa di Roma si vive nel terrore. O si obbedisce a Bergoglio o si è fuori. Come è successo in Colombia al sacerdote sospeso a divinis nel gennaio 2017 per il solo fatto di aver “osato” criticare (giustamente) l’ “amoris laetitia”.

Le conseguenze di questa situazione terribile sono evidenti. Nella Chiesa di Roma vi è una lotta sempre più aspra e visibile tra chi, da una parte, vuole rimanere fedele allo Spirito di Cristo e chi, dall’altra, vuole (o per convinzione o per convenienza o per paura) rimanere fedele allo spirito anti-cristiano che è in Bergoglio.

Ora infatti in Polonia è scoppiata la guerra. Una guerra spirituale fra chi vuole rimanere fedele agli insegnamenti dell’indimenticato Giovanni Paolo II, fedele a Cristo, fedele a Maria; e chi vuole rimanere fedele agli insegnamenti di Bergoglio, dei suoi fedeli ministri, fedeli ad uno spirito non cristiano che non vuole che si reciti il Santo Rosario a difesa della cristianità, a difesa delle radici cristiane del Paese.

Le profezie si compiono. Quanto preannunciato dalla Vergine Santa nella storia si sta manifestando inesorabilmente. La profezia dell’Apostasia della Chiesa di Roma a cominciare dai suoi vertici è in atto. Le lotte intestine all’interno della gerarchia ecclesiastica non possono più essere tenute nascoste. Ecco che allora, come aveva preannunciato la Vergine Santa, vi sono cardinali contro cardinali, vescovi contro vescovi, sacerdoti contro sacerdoti. Lo spirito di divisione, lo spirito del nemico di Dio, è entrato all’interno della Chiesa di Roma e ora sta manifestando i suoi frutti di morte.

Ecco allora che i cristiani che vogliono rimanere cristiani sono chiamati a scegliere, se combattere dall’interno o combattere dall’esterno. Fino a quando alla guida della Chiesa di Roma (seppur in grave agonia) vi era almeno chi, animato da rette intenzioni, credeva in Cristo e nello Spirito Santo, vi era la possibilità di combattere dall’interno. E questo è stato fino al tempo del pontificato di Benedetto XVI. Ma da quando sullo scranno più alto si è insediato, con la complicità dei suoi fedeli ministri, chi non crede in Cristo ma adora uno spirito contrario a Cristo, tutto è cambiato. Dal 13 marzo 2013 lo spirito anti cristiano sta cercando quotidianamente di distruggere le fondamenta della cristianità. E chi gli si oppone, viene mortificato e martirizzato.

Quanto sta avvenendo in Polonia dimostra ancora una volta che la chiesa di Bergoglio è la matrigna dei veri cristiani. La chiesa di Bergoglio rende martiri coloro che vogliono rimanere fedeli a Cristo, come profetizzato nell’Apocalisse (Ap 18,24). Un vero pastore non percuote il gregge che si raduna a pregare il Santo Rosario a difesa della cristianità. Quello non è un pastore. È un carnefice dello Spirito Santo.

Un vero Pontefice raduna il gregge a lui affidato e lo esorta ad inginocchiarsi a Maria, dando per primo l’esempio, per difendere la cristianità, come fatto dal Pontefice della Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, che il 7 ottobre ha radunato tutti i fedeli della Chiesa Cristiana Universale per rivolgere la supplica a Maria, volendo nuovamente e pubblicamente consacrare il proprio pontificato e la missione della Chiesa a lui affidata al Cuore Immacolato di Maria, la Regina delle Vittorie.

I veri cristiani si affidano e si consacrano al Cuore Immacolato di Maria, tenendo ben stretta tra le mani e al cuore la Corona del Santo Rosario, l’arma formidabile che la Vergine Santa ha donato ad ogni cristiano per combattere il demonio e tutti i suoi figli, per far trionfare il Cuore Immacolato di Maria e la vera cristianità. Chi si mette contro la recita del Santo Rosario non è figlio di Maria, ma è figlio del suo nemico, il demonio.




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