La maledizione più brutta e la “fauna clericale”

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

(…) “Non voglio lavoro in nero in Vaticano”. Vi chiedo scusa se questo ancora c’è. (…) Quindi, la prima parola è lavoro, per ringraziare, parlare del lavoro precario e anche, un’ultima cosa: il lavoro è la vostra strada di santità, di felicità, di crescita. Oggi la maledizione forse più brutta che c’è è non avere lavoro. (…) La seconda parola che mi viene in mente di dirvi è: famiglia. (…) L’immagine di Dio è il matrimonio, uomo e donna, fecondi: “moltiplicatevi”, fate figli, andate avanti. Io sono rimasto contento, oggi, quando ho visto tanti, tanti bambini qui. (…). La terza parola che mi viene in mente … è una parola ricorrente: le chiacchiere. (…) il chiacchierone è un terrorista, perché fa come i terroristi: butta la bomba… (…) E qui, la quarta parola che vorrei dirvi: perdono. “Perdono” e “scusa”. Perché noi non sempre diamo buon esempio; noi – parlo della “fauna clericale” (…)” (Discorso di auguri ai dipendenti vaticani, Aula Paolo VI, 21 dicembre 2017)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci” (Mt 23,13)

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5,11-16)

 

C) Commento:

L’ipocrisia di Bergoglio è sconvolgente e senza limiti. Nel discorso di auguri ai dipendenti del Vaticano Bergoglio parla di alcuni temi della quotidianità, facendo affermazioni totalmente opposte a quelle da lui fatte sugli stessi argomenti in passato.

Oltre a ciò, l’affermazione più clamorosa, che è quasi una bestemmia, è quella che porta Bergoglio a dire che “la maledizione più grande oggi è non avere un lavoro”. La maledizione più grande per un cristiano è non avere Dio, non vivere Dio, perdere Dio e quindi la vita eterna. Il lavoro nella quotidianità è importante, fondamentale: ma Dio lo è ancora di più. Dio è il bene primario, la necessità assoluta. Ecco l’inganno di Bergoglio che ancora una volta, in modo subdolo, si manifesta, cavalcando l’onda dei problemi quotidiani della gente per allontanare la gente dall’unico bene primario: Dio.

Poi Bergoglio parla della famiglia e ancora una volta la sua ipocrisia è totale. Ora dice “fate figli”. Ma in passato Bergoglio prese in giro i cristiani perché “non devono fare figli come i conigli”.

Quindi Bergoglio parla ancora del “terrorismo delle chiacchiere”. Ma nello stesso giorno, meno di due ore prima, parlando alla curia romana, Bergoglio ha invitato tutti ad essere “antenne trasmittenti”, a trasmettergli quindi tutte le notizie, pettegolezzi e chiacchere incluse. Quindi il vero “terrorismo delle chiacchiere” lo fa Bergoglio, che non vuole che gli altri facciano chiacchiere e pettegolezzi, a meno che non lo si faccia a suo servizio. Detto questo, è bene evidenziare ancora una volta che i veri terroristi che lanciano le bombe sono coloro che uccidono le persone, che lanciano le bombe vere. Questi sono i veri terroristi. Le parole vanno pesate e usate con cautela. Non si possono unire e mettere sullo stesso piano i terroristi islamici (che Bergoglio non nomina mai) con coloro che nella chiesa fanno pettegolezzi. Le due cose hanno una gravità totalmente differente.

Infine Bergoglio manifesta tutto il suo disprezzo proprio per coloro che sono consacrati nella sua chiesa, i ministri, i sacerdoti e i religiosi, che ridicolizza chiamandoli con il termine dispregiativo di “fauna clericale”. Bergoglio umilia i suoi ministri, a differenza di Gesù che ha sempre incoraggiato i Suoi discepoli, affinché fieri e dignitosi, potessero portare il Vangelo di Cristo a tutte le creature. Gesù insegna la vera umiltà, Bergoglio la grande umiliazione (cfr. “Gesù il grande umiliato”). La chiesa di Bergoglio non ha niente a che fare con la Chiesa di Cristo. La differenza tra la Chiesa di Cristo e la chiesa di Bergoglio è totale.




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