“Il chiacchierone è un terrorista che butta la bomba”

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

Vigilate attentamente perché tutto ciò che si mette in atto per l’evangelizzazione e le diverse attività pastorali di cui siete promotori non venga danneggiato o vanificato da divisioni già presenti o che si possono creare. Le divisioni sono l’arma che il diavolo ha più alla mano per distruggere la Chiesa da dentro. Ha due armi, ma quella principale è la divisione; l’altra sono i soldi. Il diavolo entra per le tasche e distrugge con la lingua, con le chiacchiere che dividono, e l’abitudine a chiacchierare è un’abitudine di “terrorismo”. Il chiacchierone è un “terrorista” che butta la bomba – la chiacchiera – per distruggere. Per favore, lottate contro le divisioni, perché è una delle armi che ha il diavolo per distruggere la Chiesa locale e la Chiesa universale. In particolare, le differenze dovute alle varie etnie presenti in uno stesso territorio non devono penetrare nelle comunità cristiane fino a prevalere sul loro bene. Ci sono sfide difficili da risolvere, ma con la grazia di Dio, la preghiera, la penitenza, si può. La Chiesa è chiamata a sapersi porre sempre al di sopra delle connotazioni tribali-culturali e il Vescovo, visibile principio di unità, ha il compito di edificare incessantemente la Chiesa particolare nella comunione di tutti i suoi membri” (Seminario di aggiornamento per Vescovi in territori di missione, Sala Clementina, 9 settembre 2016)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Io, la Sapienza, possiedo la prudenza e ho la scienza e la riflessione. Temere il Signore è odiare il male: io detesto la superbia, l’arroganza, la cattiva condotta e la bocca perversa” (Prv 8,12-13)

Potrebbe il saggio rispondere con ragioni campate in aria e riempirsi il ventre di vento d’oriente?
Si difende egli con parole senza costrutto e con discorsi inutili?
Tu anzi distruggi la religione e abolisci la preghiera innanzi a Dio.
Sì, la tua malizia suggerisce alla tua bocca e scegli il linguaggio degli astuti.
Non io, ma la tua bocca ti condanna e le tue labbra attestano contro di te” (Gb 15,2-6)

 

C) Commento:

Bergoglio persevera nell’insegnamento della sua nuova dottrina. Una dottrina che nulla ha a che vedere con gli insegnamenti cristiani autentici ma che è totalmente umanizzata e fuori controllo nelle espressioni.

Come in questo caso quando con una leggerezza sconcertante Bergoglio arriva ad affermare che «il chiacchierone è un terrorista che lancia una bomba». Se è vero come vero che, in alcune circostanze, il silenzio è una grande virtù, è a maggior ragione vero che accostare la figura del “terrorista che lancia la bomba” al “chiacchierone” è un atto sovversivo e totalmente irresponsabile.

La gravità di tali affermazioni è ancora più evidente se si pensa che Bergoglio non ha mai voluto parlare di “terrorismo islamico”, ma ha sempre cercato di giustificare il fanatismo islamico, nonostante in tanti stati del mondo gli islamici stiano compiendo veri e propri genocidi contro i cristiani.

Bergoglio preferisce accanirsi contro i “chiacchieroni”, definiti appunto terroristi. La gravità di tali affermazioni è inaudita. Ma Bergoglio non è nuovo a tali affermazioni. Già in precedenza Bergoglio ne aveva parlato (si veda Bergoglio e il terrorismo) e prima ancora era arrivato a redarguire dei religiosi cristiani arrivando ad affermare che meglio sarebbe stato se avessero fatto i kamikaze! (si veda “Se almeno facesse il Kamikaze!“).

Con le sue parole fuori controllo Bergoglio compie atti di vero terrorismo psicologico, nel tentativo di annichilire le coscienze e di sovvertire il vero ordine e la vera gravità delle azioni. Il capo di una chiesa cristiana non può giungere ad equiparare le bombe che provocano migliaia di morti con le “chiacchiere”.

Questo non è accettabile. Ma ciò che stupisce è che ora anche tanti cristiani si sono abituati al modo di fare e di parlare di Bergoglio, che in tal modo può continuare imperterrito a proferire gravi sciocchezze, civili e religiose, senza che alcuno levi la sua voce per denunciarne la gravità.




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