Comunione ai divorziati risposati sì o no? Bergoglio: «Sì. E punto». E basta.

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

Domanda del giornalista Francis Rocca: … Quindi se mi permette vorrei fare una domanda su un altro evento degli ultimi giorni, che è stata la sua Esortazione Apostolica. Come lei ben sa, c’è stata molta discussione su uno dei molti punti – lo so che vi ci siamo concentrati molti – dopo la pubblicazione: alcuni sostengono che niente sia cambiato rispetto alla disciplina che governa l’accesso ai Sacramenti per i divorziati e i risposati, e che la legge e la prassi pastorale e ovviamente la dottrina rimangono così; altri sostengono invece che molto sia cambiato e che si sono tante nuove aperture e possibilità. La domanda è per una persona, un cattolico che vuole sapere: ci sono nuove possibilità concrete, che non esistevano prima della pubblicazione dell’Esortazione o no?
Risposta di Bergoglio: Io potrei dire “si”. E punto. …” Ma sarebbe una risposta troppo piccola. Raccomando a tutti voi di leggere la presentazione che ha fatto il cardinale Schönborn, che è un grande teologo…
(Risposta di Bergoglio in occasione della conferenza stampa durante il volo di ritorno da Lesbo – 16 aprile 2016)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «è lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?». Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto». Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio»” (Mc 10, 2-11)

 

C) Commento:

Non servono tanti commenti o approfondimenti per comprendere. Bergoglio risponde senza tentennare al giornalista che gli chiede di commentare il contenuto dell’Esortazione Apostolica Amoris Laetitia circa la possibilità, rispetto a prima, di dare la comunione ai divorziati risposati. Lapidario Bergoglio risponde sicuro: «Io potrei dire “sì”. E punto». Bergoglio sul punto è coerente con se stesso, quando telefonò alla donna argentina unita con un divorziato, esortandola a prendere la comunione in un’altra parrocchia (cfr. Il divorzio cristiano e le seconde (o più) nozze) e quando ha scritto il famigerato motu proprio che vorrebbe consentire anche ai cani e ai porci di annullare ogni vincolo.

Ciò basta. Il resto non serve. Non serve fare ricorso all’introduzione del cardinale Schönborn, né agli scritti o alle esternazioni del cardinale Kasper (che da tempo parla di “rivoluzione” in tema di comunione ai divorziati risposati), né alle relazioni ed esternazioni sinodali ed extra sinodali del vescovo teologo bergogliano Bruno Forte, né al prodigarsi del ghost writer nonché promotore della propaganda bergogliana, il gesuita Spadaro.

In sfregio a San Giuseppe, il patrono della Chiesa universale e il padre putativo di Gesù, il 19 marzo 2016 nella sua esortazione apostolica Amoris Laetitia Bergoglio esorta ufficialmente a disobbedire a Cristo e ad obbedire allo spirito dell’anticristo.

Bergoglio cancella ufficialmente con una nota l’indissolubilità del matrimonio voluta e sancita da Cristo.

Questa è la chiesa di Bergoglio e di tutti coloro che sono uniti a lui nella comunione della preghiera. Una chiesa non animata dallo Spirito di Cristo ma animata dallo spirito del serpente antico che vuole annullare Cristo e i Suoi insegnamenti autentici. Sì. E punto. E basta.




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