Prevost, Lutero e la “missione condivisa”. E Sant’Agostino piange ancora di più
A) Testo del discorso di Prevost:
“Cari amici, sono lieto di darvi il benvenuto a Roma e qui in Vaticano, questa mattina, e spero che abbiate, o abbiate avuto, il tempo per visitare i diversi luoghi santi associati ai primi cristiani e martiri, la cui testimonianza della fede in nostro Signore continua a essere una fonte d’ispirazione duratura, incoraggiando anche noi a dare la nostra vita per la gloria di Dio e per il bene dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. […]
Come ben sappiamo, nostro Signore ha pregato il Padre celeste per l’unità dei suoi discepoli: “perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me” (Gv 17, 23). Sulla base del nostro Battesimo comune e della nostra missione condivisa nel mondo, prego perché possiamo sempre crescere insieme nel nostro servizio alla promozione della pace e della giustizia.
Mentre proseguiamo su questo cammino, possiamo guardare all’esempio dei primi martiri e dei santi, come sant’Olav e santa Sunniva, le cui vite, dedicate a Dio e al prossimo, hanno aiutato a unire popoli e danno una testimonianza duratura della forza trasformatrice della carità. […]”
(Discorso ai vescovi della chiesa luterana di Norvegia, Roma, Auletta dell’Aula Paolo VI, 26 agosto 2026)
B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:
“Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi. Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità. Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me” (Gv 17,9-22)
“Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione” (2Ts 2,3)
“Dopo ciò, vidi un altro angelo discendere dal cielo con grande potere e la terra fu illuminata dal suo splendore. Gridò a gran voce: «È caduta, è caduta Babilonia la grande ed è diventata covo di demòni, carcere di ogni spirito immondo, carcere d’ogni uccello impuro e aborrito e carcere di ogni bestia immonda e aborrita. Poi udii un’altra voce dal cielo: «Uscite, popolo mio, da Babilonia per non associarvi ai suoi peccati e non ricevere parte dei suoi flagelli. Perché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo e Dio si è ricordato delle sue iniquità” (Ap 18,1-2.4-5)
C) Commento:
Prevost parla ai vescovi luterani norvegesi di “nostra missione condivisa” nel mondo. La missione di Lutero è stata però quella di creare separazione tra la Chiesa di Cristo e i tanti fedeli (molti dei quali in buonafede) che lo hanno seguito nella sua eresia.
Lutero si è separato dalla Chiesa di Cristo, essendosi ribellato all’Azione dello Spirito Santo, separandosi dalla vera comunione con il Corpo mistico di Cristo, spargendo i suoi errori nel cuore di tante anime che, per sua causa, si sono perse per sempre. Senza pentimento, quale “missione” spirituale condivisa nel mondo vi può dunque essere con coloro che, seguendo Lutero, si sono separati dal vero Corpo Mistico di Cristo e lo sono tutt’ora?
Prevost conduce la sua agenda eretica strumentalizzando il Vangelo. Nel Vangelo Gesù prega perché tutti coloro che vivono la vera comunione apostolica “siano perfetti nell’unità”. Prevost è in grande eresia o, peggio, in malafede. Nel testo biblico citato, Gesù prega il Padre per i suoi apostoli, per coloro che il Padre gli ha affidato, che sono già uniti (non separati) a Lui, affinché siano consacrati nella Verità assoluta, non relativa. E Gesù prega perché diventino “perfetti”, a differenza del “figlio della perdizione” che si è perduto. Lutero si è perso. Quindi, perché vi sia una “missione condivisa che porti Pace e Giustizia”, i luterani devono riconoscere gli errori di Lutero e ritornare nella piena comunione e non rimanere separati. È finito il tempo della protesta. Nella Nuova Gerusalemme Gesù è tornato per ricondurre e unire tutti a Sé, affinché veramente tutti “siano perfetti nell’unità”.
Ecco gli errori che Prevost e la chiesa di Roma stanno portando avanti in questo tempo di viva apostasia, strumentalizzando in modo erroneo la Parola di Gesù, insegnando con l’inganno ai fedeli che tutte le religioni sono sorelle (cfr. Prevost: Tutte le religioni sono “sorelle”) e che tutte le religioni portano a Dio (cfr. “I seguaci di altre religioni sono compagni di viaggio sulla via della verità”; Anche se di religioni diverse, ci riconosciamo “figli dello stesso Padre misericordioso”), come insegnato già in passato, più volte, da Bergoglio. Come annunciato dalla Madre di Dio e dalla Sacra Scrittura, la chiesa di Roma ha perso la fede e ha aperto le porte all’avvento della Grande Apostasia, tradendo lo Spirito Santo, per condurre tutti ad una nuova religione fondata su un nuovo umanesimo che nuovamente ha scartato Cristo, l’unica Pietra Angolare nella Quale vi è Salvezza.
Martin Lutero era un agostiniano che, con il suo tradimento alla Chiesa di Cristo, ha fatto tanto piangere il Santo d’Ippona. Ora però il tradimento di Prevost fa piangere e soffrire Sant’Agostino ancora di più, che mai avrebbe immaginato che, alla fine dei tempi, colui che pubblicamente ama proclamarsi “figlio di sant’Agostino”, potesse giungere ad osare tanto: tradire la vera Dottrina, Cristo, per un misero piatto di umana, passeggera, vanagloria. Male Lutero, peggio Prevost.