Bergoglio e il ruolo della donna nella chiesa

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

… Io chiederò – e forse alla Presidente lo farò arrivare – alla Congregazione per il Culto che spieghi bene, in modo approfondito, quello che ho detto un po’ leggermente sulla predicazione nella Celebrazione Eucaristica. Perché non ho la teologia e la chiarezza sufficiente per spiegarlo adesso. Ma bisogna distinguere bene: una cosa è la predicazione in una Liturgia della Parola, e questo si può fare; altra cosa è la Celebrazione eucaristica, qui c’è un altro mistero. E’ il Mistero di Cristo presente e il sacerdote o il vescovo che celebrano in persona Christi.

Questa domanda… tocca il problema del diaconato permanente.Qualcuno potrà dire che le “diaconesse permanenti” nella vita della Chiesa sono le suocere [ride, ridono].

Suor Teresina abbia un po’ di pazienza, perché mi è venuto in mente quello che era sfuggito dell’altra domanda, su “che cosa può fare la vita consacrata femminile?”. E’ un criterio che voi dovete rivedere, che anche la Chiesa deve rivedere. Il vostro lavoro, il mio e quello di tutti noi, è di servizio. Ma io, tante volte, trovo donne consacrate che fanno un lavoro di servitù e non di servizio. … Questo è il criterio: lavoro di servizio e non di servitù! E quando, a voi Superiore, chiedono una cosa che è più di servitù che di servizio, siate coraggiose nel dire “no”. Questo è un criterio che aiuta parecchio, perché quando si vuole che una consacrata faccia un lavoro di servitù, si svaluta la vita e la dignità di quella donna. La sua vocazione è il servizio: servizio alla Chiesa, ovunque sia. Ma non servitù!
Ecco, adesso [rispondo a] Teresina: “Qual è, secondo lei, il posto della vita religiosa apostolica femminile all’interno della Chiesa? Che cosa mancherebbe alla Chiesa se non ci fossero più le religiose?”. Mancherebbe Maria il giorno di Pentecoste! Non c’è Chiesa senza Maria! Non c’è Pentecoste senza Maria! Ma Maria era lì, non parlava forse… Questo l’ho detto, ma mi piace ripeterlo. La donna consacrata è una icona della Chiesa, è un’icona di Maria. Il prete, il sacerdote, non è icona della Chiesa; non è icona di Maria: è icona degli apostoli, dei discepoli che sono inviati a predicare. Ma non della Chiesa e di Maria. Quando dico questo voglio farvi riflettere sul fatto che “la” Chiesa è femminile; la Chiesa è donna: non è “il” Chiesa, è “la” Chiesa. Ma è una donna sposata con Gesù Cristo, ha il suo Sposo, che è Gesù Cristo. ….” (Discorso all’Unione Internazionale Superiore Generali, 12 maggio 2016)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei” (Lc 1,38)

Allora Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata” ” (Lc 1,46-48)

 

C) Commento:

Bergoglio è preda della confusione totale. Una confusione vera e totale, che viene anche usata ad arte per non dare la possibilità a chi ascolta e legge i suoi discorsi di comprendere fino in fondo il suo vero pensiero.

Il suo parlare non è in linea con gli insegnamenti di Cristo che disse: «Il vostro parlare sia “sì, sì” e “no, no”, perché il resto viene dal maligno». Il parlare di Bergoglio non è “sì, sì e no, no”. Quindi il suo parlare viene dal maligno. E’ parola di Gesù.

Bergoglio non è mai lineare nel suo parlare. Dice una cosa, poi dice l’esatto contrario, per poi tornare successivamente sull’argomento, che riprende per cambiare ulteriormente. Così facendo, la confusione è totale.

Questo modo di fare e di comunicare di Bergoglio manifesta da una parte la chiara e palese incapacità dell’uomo Bergoglio di portare a compimento ciò che gli è stato chiesto dal suo padrone. Dall’altra vi è una volontaria azione del suo spirito che non fa parlare Bergoglio in modo lineare ma lo fa parlare in modo ambiguo, per non far comprendere mai apertamente il suo linguaggio, il suo progetto.

Nel discorso sopra riportato Bergoglio risponde ad alcune domande che hanno a tema il ruolo della donna nella chiesa. Bergoglio inizia a parlare della possibilità che la donna possa predicare apertamente in chiesa. Prima lo dice e lo fa intuire, poi quasi lo nega, “perché non ho la teologia e la chiarezza sufficiente per spiegarlo adesso”, dice. Quando mai l’ha avuta la teologia e la chiarezza, Bergoglio?

Bergoglio è al tempo stesso icona di inconsistenza e incapacità.

L’intento di strumentalizzare il ruolo della donna nella chiesa è chiaro. Bergoglio sa che questo è un terreno minato, sul quale troverà una forte opposizione. Ecco perché dice e poi ritratta, avanza ma subito indietreggia. Sonda il terreno e poi batte in ritirata.

Già in precedenza Bergoglio affermò che “la donna, nella Chiesa, è più importante dei vescovi e dei preti“, con la chiara volontà di creare un clima di confusione, ostilità e competizione tra l’uomo e la donna nella chiesa. Nell’ultima Cena del Giovedì Santo, quando Gesù istituì l’Eucarestia, Maria non era fisicamente presente. Maria, il Tabernacolo vivente, pur contenendo e vivendo il Sacrificio Eucaristico in prima persona, è chiamata dal Padre a ricoprire un ruolo diverso. Un ruolo non più o meno importante rispetto all’uomo: semplicemente diverso. Uomo e donna hanno pari dignità davanti al Padre ma sono chiamati a ricoprire nella Chiesa e nella società ruoli diversi.

Ora Bergoglio vorrebbe aprire al sacerdozio delle donne ma non ha il coraggio di farlo apertamente. Nel suo discorso Bergoglio prima parla del sacerdote, che incarna la Persona Christi (facendo credere di voler negare la possibilità alla donna di celebrare); poi però parla della donna nella chiesa quale icona di Maria, a differenza del sacerdote che, testuali parole di Bergoglio, “non è icona della chiesa“. Ma, poco prima, Bergoglio parlando del sacerdote aveva detto che questi incarna la Persona Christi.

La contraddizione e la confusione è totale. Se il sacerdote incarna la Persona di Cristo, come si può dire allo stesso tempo che il sacerdote non è l’icona della Chiesa, che è Corpo mistico di Cristo? La Persona Christi è un tutt’uno con la Chiesa. I due concetti non si possono separare.

Ecco l’inconsistenza e l’incapacità di Bergoglio che si manifestano.

Maria, Madre Chiesa, si autoproclama Serva, Ancella, del Signore. Maria non ambisce ai primi posti. Maria vuole essere serva fedele del Padre. E in virtù del Suo essere Serva, Ancella, Maria è stata chiamata dal Padre a divenire Madre. Grazie al Suo spirito di servizio alla Chiesa, Maria è divenuta Madre, Madre Chiesa.

Bergoglio invece in modo subdolo invita la donna a ribellarsi al servizio, volendo distinguere tra spirito di “servizio” e “servitù”. Chi ama serve a prescindere, indipendentemente dal tipo di servizio a cui si è chiamati. Non vi è un servizio di serie “A” e un servizio di serie “B”. Il servizio è servizio. Maria è Serva per Amore. Chi ama, serve. E chi serve, ama.

Bergoglio incarna lo spirito del maligno che tenta nuovamente la donna, come il Serpente antico tentò Eva. Lo spirito del maligno, in modo subdolo, giocando con le parole, invita in realtà la donna a ribellarsi a Dio.

Maria mai si è ribellata a Dio, anche se Bergoglio, in altre occasioni ha provato a far credere il contrario (si legga: La Madonna era umana e forse aveva voglia di dire al Signore: “Bugie! Sono stata ingannata!”)

Bergoglio non conosce Maria. Bergoglio e Maria, La Donna, sono due eterni sconosciuti. Non si conoscono. Sono l’uno estraneo all’Altra. Perciò Bergoglio ben sa quale Spirito dimora in Maria, così come Maria ben conosce lo spirito che è in Bergoglio.

La donna che nella Chiesa di Cristo vuole essere perfetta, segua l’esempio di Maria, Ancella umile e fedele; e rinnovi ogni giorno il proprio “sì” alla chiamata di Dio, affinché il “sì” porti frutto e non apparenza.

La Donna di Dio non ambisce ad apparire.

La vera e santa Donna di Dio vive per essere e far essere.




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