L’alleanza con il popolo ebraico è abrogata “sì, sì” o “no, no”?

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

Mosè, che la misericordia divina ha salvato appena nato dalla morte nelle acque del Nilo, si fa mediatore di quella stessa misericordia, permettendo al popolo di nascere alla libertà salvato dalle acque del Mar Rosso. E anche noi in quest’Anno della Misericordia possiamo fare questo lavoro di essere mediatori di misericordia con le opere di misericordia per avvicinare, per dare sollievo, per fare unità. …
Quando dà istruzioni a Mosè riguardo all’alleanza, dice: «Se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa» (Es 19,5-6). …
Ebbene, tali noi diventiamo per Dio accogliendo la sua alleanza e lasciandoci salvare da Lui. La misericordia del Signore rende l’uomo prezioso, come una ricchezza personale che Gli appartiene, che Egli custodisce e in cui si compiace. Sono queste le meraviglie della misericordia divina, che giunge a pieno compimento nel Signore Gesù, in quella “nuova ed eterna alleanza” consumata nel suo sangue, che con il perdono distrugge il nostro peccato e ci rende definitivamente figli di Dio (cfr 1 Gv 3,1), gioielli preziosi nelle mani del Padre buono e misericordioso. E se noi siamo figli di Dio e abbiamo la possibilità di aver questa eredità – quella della bontà e della misericordia – in confronto con gli altri, chiediamo al Signore che in quest’Anno della Misericordia anche noi facciamo cose di misericordia; apriamo il nostro cuore per arrivare a tutti con le opere di misericordia, l’eredità misericordiosa che Dio Padre ha avuto con noi” (Udienza generale, 27 gennaio 2016)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Ora, se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli, perché mia è tutta la terra!” (Es 19,5)

Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio” (Gv 3,17-18)

 

C) Commento:

Bergoglio si tira la zappa sui piedi da solo. Ritorna a parlare dell’Alleanza stipulata tra Dio Padre e il popolo ebraico. Ma stavolta ritratta e manifesta il suo spirito, che è contrario allo Spirito di Gesù, che invita a parlare dicendo “sì, sì”; e “no, no”.

Bergoglio per ben due volte nel recente passato ha negato che l’Alleanza con il popolo ebraico sia stata revocata. (nel documento Evangelii Gaudium, n. 247 dice: “Uno sguardo molto speciale si rivolge al popolo ebreo, la cui alleanza con Dio non è stata mai revocata“; e nel discorso tenuto nella sinagoga di Roma il 17 gennaio 2016, dice: “l’irrevocabilità dell’Antica Alleanza e l’amore costante e fedele di Dio per Israele“).

Nell’odierna udienza generale Bergoglio dice che la misericordia divina giunge a pieno compimento «nel Signore Gesù, in quella “nuova ed eterna alleanza” consumata nel suo sangue». Quindi Bergoglio ritratta quanto da egli stesso affermato per ben due volte. Bergoglio dice e “sdice”, prima dice una cosa, poi poco dopo la nega e ne afferma un’altra. Insomma, Bergoglio non solo è un vero campione di coerenza e di chiarezza (si fa per dire) ma soprattutto manifesta la sua debolezza (il non riuscire a portare avanti una posizione per paura di essere troppo smascherato).

Ecco l’inconsistenza di Bergoglio che si manifesta.

Questo è il parlare di Bergoglio: “no, sì”; “sì, no”, che è il contrario di ciò che dice Gesù, che invita a parlare dicendo: “sì, sì”; e “no, no”. “Il di più viene dal maligno” (Mt 5,37). Appunto. Gesù afferma che è tipico dello spirito del maligno parlare in modo poco chiaro, contrastante: chi prima afferma una cosa e poi la nega; chi afferma e poi ritratta (dicendo che gli altri hanno o capito male o strumentalizzato).

Se Bergoglio riflettesse bene prima di parlare e di citare la Sacra Scrittura, non si condannerebbe da solo.

Invece, dato che anziché tacere, continua a parlare, manifesta la sua contraddizione, la sua incoerenza, la sua vera natura spirituale.

Cosa dice il Padre nel testo biblico citato da Bergoglio? Mette in guardia il popolo a proposito dell’ascoltare la Sua Voce e del custodire la Sua Alleanza. E che cosa succede se ciò non accade? Che cosa è successo al popolo ebraico che non ha rispettato i Dieci Comandamenti e che non ha ascoltato la Voce del Padre che tramite il Figlio si è manifestata? Il Padre ha tradito la prima Alleanza, a causa del tradimento di quel popolo. E il Padre non ha più inviato il Suo Spirito a salvaguardia del popolo ebraico e del loro Tempio, che senza lo Spirito di Dio è crollato.

E se tutto ciò è valso per la prima Alleanza, che cosa succede (è già successo) a riguardo dell’Alleanza successiva? Che cosa succede se non si ascolta nuovamente la Voce del Padre e si tradisce nuovamente la Sua Alleanza, tradendo lo Spirito del Padre? Succede ciò che successe prima. Il Padre tradisce nuovamente l’Alleanza a causa dei vignaioli omicidi e stipula una nuova Alleanza con un nuovo popolo, con una nuova Casa, che gli sia fedele e che rispetti i Suoi insegnamenti, che mette Cristo al centro di tutto e non Lo sacrifica per unirsi con altre idee di religione.

Non serve addormentare il popolo con la litania continua della (falsa) misericordia. C’è un tempo per ogni cosa.

Come la storia del popolo ebraico insegna, c’è prima il tempo della misericordia, nel quale il Padre avverte, richiama, ammonisce, donando sempre una nuova possibilità affinché il popolo si penta e si converta; poi c’è il tempo della misericordiosa giustizia.

Il Padre avanza e con misericordia giudica: “Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio (Gv 3,18).

Questa è la Verità del Vangelo. Questa è la vera misericordia del Padre: invitare con chiarezza e con coerenza tutti a ravvedersi a chiedere perdono a Dio per i propri peccati, volendo con tutte le proprie forze non peccare più, avendo Fede in Cristo, il Figlio del Dio vivente e mettendo in pratica, con le opere, i Suoi insegnamenti.
Tutto ciò prima che il Padre applichi la Sua misericordiosa giustizia.

Chi insegna a fare il contrario, in nome di una falsa misericordia atta ad addormentare le coscienze (che perdono il timore di Dio e abbassano la guardia rispetto al rischio mortale del peccato), conduce il popolo nel baratro e determina (a causa dell’infedeltà provocata), una nuova rottura dell’Alleanza con il Padre.
Il Padre ritira il Suo Spirito da quel Tempio che, senza lo Spirito, sempre più è destinato a crollare; e inesorabilmente crollerà.




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