Indi Gregory: il silenzio tombale finale di Bergoglio

 

A) Testo del discorso:

[Morte di Indi Gregory: Nessuna parola]

(Angelus, Piazza san Pietro,  Roma, 12 Novembre 2023)

(Udienza generale, Piazza san Pietro,  Roma, 15 Novembre 2023)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,per ridurre al silenzio nemici e ribelli” (Sal 8,3)

“E vidi che quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. Al vederla, fui preso da grande stupore” (Ap 17,6)

“Poi udii un’altra voce dal cielo: «Uscite, popolo mio, da Babilonia per non associarvi ai suoi peccati e non ricevere parte dei suoi flagelli” (Ap 18,4)

 

C) Commento:

Indi Gregory è morta lunedì 13 novembre 2023. E Bergoglio non si è degnato di dire personalmente una sola parola, né il mercoledì precedente (udienza generale, cfr. Caso Indi Gregory: un silenzio che uccide), né la domenica predente (angelus) né il mercoledì successivo (udienza generale). Nulla. Semplicemente nessuna parola.

Uno scandalo che per tanti è una spada che si gira in una piaga aperta per la grave ingiustizia subita da una martire innocente, che il padre ha voluto far battezzare. Quindi figlia di Dio. Come Sovrano della Città del Vaticano Bergoglio avrebbe potuto e dovuto ergersi, per rivolgere appelli urbi et orbi, in primis al suo omologo Re Carlo III; per mobilitare l’opinione pubblica, prima della morte della bambina, per far di tutto per salvarla o quantomeno per farla trasferire. Nulla. Nulla. Il nulla più assoluto.

Un silenzio che trafigge i cuori di tanti cristiani e di tanti uomini e donne di buona volontà che hanno a cuore il tema della Sacralità della Vita. E a conferma ed ulteriore riprova del vero sentimento che anima Bergoglio, nella prima uscita pubblica dopo la morte di Indi, Bergoglio ha nuovamente fatto silenzio. Errare è umano, è detto: perseverare è diabolico. Però Bergoglio nell’udienza ha trovato il tempo per offendere nuovamente i cristiani (paragonati a dei “baccalà”, cit) ma mai il tempo per spendere “di persona” una sola parola per la povera Indi, per i suoi genitori, per tutti coloro che lottano per la Sacralità della Vita. Nulla. Nulla. Nulla.

Un silenzio freddo, indifferente, che molti suoi cortigiani si affretteranno a coprire e giustificare nuovamente con l’atteggiamento di “rispettosa e silente preghiera”, che in realtà smaschera la natura e il pensiero del Sovrano della Città del Vaticano. C’è un tempo per ogni cosa: un tempo per pregare e un tempo per agire. E quando si è trattato di ricevere e parlare pubblicamente dei diritti delle persone transessuali o simili, Bergoglio non ha avuto paura di fare, parlare ed esporsi. Quindi quando si vuole, si interviene eccome, senza remore.

Il silenzio semplicemente vergognoso di Bergoglio è stato spazzato via dalle parole del padre di Indi, che pur nel dolore provato per la morte di sua figlia ha avuto il coraggio di dire: “Sono riusciti a prendersi il corpo e la dignità di Indi, ma non potranno mai prendersi la sua anima”.

Onore a Te, Dean, che hai testimoniato Cristo più di tanti sedicenti cristiani che sono rimasti in silenzio.

 




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