“Adulteri davanti a Dio, traditori della sua fedeltà”

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

… Quella donna si trova così in mezzo tra Gesù e la folla (cfr v. 3), tra la misericordia del Figlio di Dio e la violenza, la rabbia dei suoi accusatori. In realtà, essi non sono venuti dal Maestro per chiedere il suo parere – era gente cattiva -, ma per tendergli un tranello. Infatti, se Gesù seguirà la severità della legge, approvando la lapidazione della donna, perderà la sua fama di mitezza e di bontà che tanto affascina il popolo; se invece vorrà essere misericordioso, dovrà andare contro la legge, che Egli stesso ha detto di non voler abolire ma compiere (cfr Mt 5,17). E Gesù è messo in questa situazione. …
Cari fratelli e sorelle, quella donna rappresenta tutti noi, che siamo peccatori, cioè adulteri davanti a Dio, traditori della sua fedeltà. E la sua esperienza rappresenta la volontà di Dio per ognuno di noi: non la nostra condanna, ma la nostra salvezza attraverso Gesù. Lui è la grazia, che salva dal peccato e dalla morte. Lui ha scritto nella terra, nella polvere di cui è fatto ogni essere umano (cfr Gen 2,7), la sentenza di Dio: “Non voglio che tu muoia, ma che tu viva”. Dio non ci inchioda al nostro peccato, non ci identifica con il male che abbiamo commesso. Abbiamo un nome, e Dio non identifica questo nome con il peccato che abbiamo commesso. Ci vuole liberare, e vuole che anche noi lo vogliamo insieme con Lui. Vuole che la nostra libertà si converta dal male al bene, e questo è possibile – è possibile! – con la sua grazia” (Angelus, 13 marzo 2016)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Non commettere adulterio” (Es 20,14)

Se uno commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l’adultero e l’adultera dovranno essere messi a morte” (Lv 20,10)

Perché ti dovrei perdonare? I tuoi figli mi hanno abbandonato, hanno giurato per chi non è Dio. Io li ho saziati ed essi hanno commesso adulterio, si affollano nelle case di prostituzione” (Ger 5,7)

Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Mt 5,28)

Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più»” (Gv 8,10-11)

Ebbene, io getterò lei in un letto di dolore e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione, se non si ravvederanno dalle opere che ha loro insegnato” (Ap 2,22)

 

C) Commento:

Bergoglio ancora una volta manipola e stravolge l’insegnamento di Gesù per cercare giustificazioni che avvalorino il suo insegnamento errato e ingannevole, basato sulla falsa relazione tra misericordia e giustizia nell’ambito familiare.

La misericordia, senza la giustizia, non è.

Non vi può essere misericordia senza giustizia.

Dio Padre Onnipotente è allo stesso tempo misericordioso e giusto. Cristo è allo stesso tempo misericordioso e giusto.

Non è vero, come afferma Bergoglio, che Gesù “se vuole essere misericordioso va contro la legge“. Cristo viene nel mondo non per abolire la legge, ma per dare pieno compimento alla legge, fondendo la divina misericordia, che in Cristo Amore si personifica, con la giustizia.

Cristo non viene per condannare soltanto; ma nella Sua infinita misericordia prende su di Sé il peccato altrui a condizione che il peccatore voglia non peccare più. Questo è il punto centrale dell’insegnamento di Cristo, che Bergoglio omette sempre di trattare.

Infatti in tutto il suo discorso Bergoglio omette accuratamente di citare le ultime parole che Gesù rivolse all’adultera: “Va’ e non peccare più!“. Eppure quelle parole finali di Gesù non possono essere omesse se si vuole realmente comprendere il senso profondo del perdono concesso da Dio, perchè rappresentano il grande ammonimento divino rivolto alla peccatrice. Un ammonimento che non lascia intravedere alcuna ulteriore concessione, qualora la peccatrice volesse peccare nuovamente. In quel momento Gesù lega il perdono concesso all’adultera al fermo, sincero e intimo proposito da parte della donna di non peccare più.

Da una parte Gesù tende la mano all’adultera per risollevarla da una condizione di peccato, dall’altra la ammonisce, affinché non le abbia ad accadere qualcosa di peggio. Questo è ciò che Bergoglio non dice mai. Ma Gesù ebbe a dire al paralitico guarito: “Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio” (Gv 5,14). Il perdono di Gesù è dunque legato a doppio filo al fermo proposito di non peccare più, perché diversamente i guai aumentano.

Ecco perché l’insegnamento di Bergoglio è totalmente sbagliato e, nel momento in cui è svuotato della condizione vincolante di “non peccare più”, oltre che essere sbagliato diviene profondamente ingannevole.

Da questo primo sottile inganno, ne deriva uno peggiore. Bergoglio afferma che “quella donna rappresenta tutti noi, che siamo peccatori, cioè adulteri davanti a Dio, traditori della sua fedeltà“.

Ma ciò è totalmente falso! Chi non vuole vivere il peccato e con tutte le proprie forze si propone di essere santo e in conseguenza a ciò, con l’aiuto della grazia di Dio, non è in una condizione di peccato mortale, non è adultero davanti a Dio e non tradisce la sua fedeltà!

Bergoglio ritiene di essere adultero di fronte a Dio perché con il suo spirito e con il suo comportamento di vita non fedele tradisce Dio venendo meno al rapporto di fedeltà?

Ebbene, Bergoglio rinunci a satana, adori il Mistero della Santa Croce e il Cuore immacolato di Maria, vada per non peccare più!

Ora Bergoglio con i suoi insegnamenti sbagliati trascina nell’errore e nel peccato una moltitudine di fedeli che, seguendo il suo spirito, restano “adulteri davanti a Dio, traditori della sua fedeltà” e della Sua Alleanza.




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