L’Amore di Maria e di Cristo nel Piano di Amore e di Redenzione del Padre

 

Tutto si compie per Amore. E’ l’Amore che la Verità nutre per Maria, in Maria e con Maria che porta la Verità a donarsi per ogni singola anima che il Padre ha affidato, affida e affiderà.
Ci si consacra per il tramite di Maria a Cristo Verità e la Verità si dona nella totalità per condurre tutti coloro che nella Verità si consacrano a partecipare “in forma piena al Piano di Amore e di Redenzione, per la gloria e in onore al Padre” (Libretto, Preghiera richiesta da Gesù, pag. 23).

Tutto parte, passa e ritorna da Maria. Maria è il centro del “Piano di Amore e di Redenzione” di Dio. Gesù esorta ogni cuore a consacrarsi al Cuore Immacolato di Maria “perché tutti coloro che il Padre mi affida, mi ha affidato e mi affiderà siano consacrati nella Verità” (Libretto, pag. 23).

Gesù Cristo chiede a tutti coloro che sono chiamati ad essere Suoi figli, a tutti coloro che “operatori di Pace, saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9), di consacrarsi al Cuore Immacolato di Maria.
Questa è la prima condizione richiesta da Gesù per dare compimento al Piano di Amore e Redenzione per la gloria e in onore al Padre. In questi tempi duri e difficili (Libretto, pag. 19), in cui l’umanità è chiamata a condurre a termine il Piano di Amore e di Redenzione del Padre, che prevede l’annientamento del Male, Gesù chiede a tutti coloro che vogliono vivere la condizione di figli, di consacrarsi a Maria (Libretto, Preghiera pag. 20, Preghiera pag. 23), di consacrarsi al cuore benedetto di Maria (Preghiera “Gesù nostra Luce“, rivelata da Gesù a Giuseppina, www.nuovagerusalemme.it/Preghiere), riconoscendo il Cuore di Maria come “unico nostro rifugio” (Libretto, preghiera ai Cuori Sacratissimi di Gesù e Maria pag. 22), per consolare così il Cuore Immacolato di Maria (Libretto, Preghiera a Maria Santissima desolata pag. 22).

La consacrazione al Cuore Immacolato di Maria è il primo passaggio richiesto da Gesù. Ma tale consacrazione non è fine a se stessa. La consacrazione a Maria è finalizzata alla consacrazione dei figli di Dio nella “Verità” (Libretto, preghiera pag. 23). Ci si consacra a Maria affinché, con il Suo aiuto di Madre, si possano consacrare tutti i figli affidati dal Padre, al Figlio, Cristo Verità, unica Verità, che consente ai figli di Dio di proseguire su Cristo Via per approdare a vivere Cristo Vita, la Vita eterna in Cristo. Questa l’azione trinitaria di Cristo nella storia.

Cristo chiede ad ogni figlio di consacrarsi a Maria, Mamma e Madre, che come Mamma accompagna ogni figlio, come Madre si pone a difesa di ogni figlio, affinché ogni figlio del Padre, affidandosi alla guida del Figlio, Cristo, possa nella Verità partecipare in forma piena al Piano di Amore e di Redenzione del Padre, che prevede l’annientamento del Male e la conseguente opportunità per ogni figlio di vivere eternamente la Vita, che in Cristo Vita si compie, così come era in origine nel Piano di Creazione del Padre.

Cristo ha il compito di guidare tutti i figli di Dio che operano per il compimento di Pace (Mt 5,9), che il Padre ha rivelato a Giuseppina Norcia in questa Terra d’Amore, “affinché partecipino in forma piena al Piano di Amore e di Redenzione, per la gloria e in onore al Padre” (Libretto, pag. 23).

La missione che il Padre ha assegnato a Suo Figlio, accolto da Maria, è quella di far partecipare tutti i figli di Dio “al Piano di Amore e di Redenzione in forma piena“. La forma in cui si è chiamati a vivere il Piano di Amore e di Redenzione deve essere piena, non può essere parziale. Nei tempi duri e difficili che l’umanità sta sperimentando non sono ammesse vie di mezzo o terze vie. O si è freddi o si è caldi. Non c’è posto per i tiepidi. O si aderisce al Bene nella totalità, che si manifesta nell’attuazione e nel compimento del Piano di Amore e di Redenzione del Padre, o si è travolti dal Male. Il Male sa di avere poco tempo a disposizione e in questo poco tempo cerca di travolgere con l’inganno anche i figli di Dio, attraverso un falso e melenso insegnamento denso di umano buonismo ma svuotato dei principi fondamentali cristiani.

Tanti di questi non sanno, non possono e non vogliono scegliere, non avendo la forza di reagire di fronte al grande stupore e alla grande meraviglia che fu anche dell’Apostolo Giovanni, che descrisse ciò che vide e che mai avrebbe immaginato di vedere: “E vidi che quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. Al vederla, fui preso da grande stupore. Ma l’angelo mi disse: “Perché ti meravigli?” (Ap 17, 6-7). L’Apostolo Giovanni, l’Apostolo dell’Amore, ebbe il grato e al tempo stesso ingrato compito di descrivere (al culmine del suo percorso di vita terrena, vissuta per essere Testimone dell’Amore di Cristo Amore che, con Maria, si è donato per Amore) gli eventi che avrebbero caratterizzato i compimenti futuri della Chiesa di Cristo. Ma in questi tempi duri e difficili, in cui il Male pur di vincere la propria battaglia è disposto a tutto, i figli di Dio sono chiamati ad essere forti, ad avanzare a cuore caldo nonostante lo stupore e la meraviglia, per contrastare il freddo e il gelo con il quale il Male vuole intorpidire e anestetizzare il mondo, con un falso buonismo, affinché il mondo sia messo nelle condizioni di non saper e poter reagire più. “Così parla l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio: Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca“. (Ap 3, 14-16).

Questo succederà a coloro che si lasceranno intiepidire dall’azione subdola e diabolica del Male. Non un’azione condotta a viso aperto, alla luce del sole, ma un’azione strisciante, soporifera, finalizzata ad annacquare le coscienze e poter così più facilmente attuare il Piano diabolico per sottomettere tutti i figli all’unico dio, che non è il Dio Uno e Trino dei cristiani, che non è il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, ma è altro dio. Un dio che si autoproclama dio e che nel suo nome ha l’ambizione, l’arroganza e la superbia di unire tutte le religioni in un’unica grande religione, per sottomettere e mettere a tacere coloro che hanno sete della vera religione. NON LA VERA RELIGIONE del Dio Uno e Trino che si rivela e si manifesta nella storia per mezzo di Maria in Cristo, MA UNA GENERICA RELIGIONE, dove tutti sono accolti sotto l’ombrello ingannevole della parola “amore”.

Questo è il piano diabolico di chi si autoproclamava il dio in terra, Sai Baba, che tanti falsi profeti di oggi cercano di attuare, nel nascondimento più totale, nell’inganno più totale, seguendo l’uomo iniquo, che in modo subdolo, anziché portare al mondo solo e soltanto Cristo Via, Verità e Vita, sacrifica Cristo e distrugge il Suo sacrificio per ergersi a paladino del diritto di una generica libertà di religione, che svuotata di Cristo, è appunto vuota di Dio e piena di sola umanità.

La consapevolezza deve essere piena, affinché la partecipazione al Piano di Amore e di Redenzione possa essere piena. Gesù ci chiede di consacrarci a Maria e Maria ci riporta a Cristo Verità, a cui il Padre chiede di condurre i Suoi figli a vivere in pienezza il Piano di Amore e di Redenzione. Solo così si renderà gloria e onore al Padre. Non ci sono altre vie. Cristo è Via, Verità e Vita. Fuori da Cristo non ci può essere salvezza. Cristo si dona sulla Croce, Cristo rinnova quel sacrificio di croce, ogni giorno, per quei figli che Lo riconoscono quale Figlio di Dio. La Sua Messa, continua, viva, vera e palpitante è per molti ma non per tutti. Dio si dona a beneficio di tutti ma solo coloro che lo riconoscono Figlio di Dio possono prendere parte al Mistero di Redenzione. Il Libero arbitrio che Dio dona ai Suoi figli fin dal tempo della Creazione del mondo non consente a Dio di costringere i Suoi figli a credere in via obbligata. I figli sono liberi di credere o di non credere. E la libera scelta di ciascuno determinerà il giudizio di Dio. E’ il Padre che stabilisce e determina il Suo Piano. Il Piano del Padre non può essere sindacato o giudicato. Chi lo ha fatto, lo fa e lo farà, di fatto si ribella al Padre, seguendo l’esempio di Lucifero, il ribelle; e lo spirito di Lucifero trova e troverà nel cuore di costoro un varco per entrare in essi e prenderne possesso. Con la bocca allora si potrà anche continuare a lodare e a chiamare Dio “Signore” ma con il cuore, nei fatti, si emuleranno le gesta e si ripercorreranno le tappe di coloro che nella storia hanno tradito Dio. “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità” (Mt 7, 21-23).

Giuda, a modo suo, amava Gesù. Ma Giuda pretendeva che Gesù facesse ciò che egli pensava essere giusto. Giuda ha giudicato il Piano di Amore e di Redenzione del Padre e si è ribellato a questo Piano. Chiamato a rinnovare il suo cuore, a farsi otre nuovo, a farsi guidare da Cristo, Giuda pretendeva che il vino nuovo potesse essere contenuto dall’otre rimasto vecchio; Giuda pretendeva di essere egli stesso guida per il Cristo.

Ecco il tradimento. Giuda ha tradito perché non è riuscito, non ha voluto, abbandonarsi al Maestro. Non ha voluto obbedire amorevolmente a ciò che il Maestro diceva e chiedeva con amore, per amore e nell’amore, per rinnovare il suo cuore. Gesù ha amato Giuda. Lo ha chiamato per dare, anche a lui, la possibilità di riscattarsi. I Dodici non erano i migliori uomini che nel momento storico della chiamata vi erano sulla Terra. Ma dovevano essere l’esempio per tutti gli uomini della Terra che con Cristo, in Cristo e per Cristo tutto era possibile, purché si rimanga innestati in Cristo, come il tralcio alla vite, affinché ogni uomo della Terra nel corso dei secoli potesse specchiarsi in ognuno o qualcuno di Loro e abbandonarsi al Maestro, obbedire amorevolmente al Maestro mandato da Dio.

Ma se anche uno (o più) dei Dodici, fosse anche il primo, volontariamente si disinnestasse da Gesù Vite per innestarsi in altra vite che non è da Dio o, peggio, per innestarsi nella vite antagonista di Dio, che cosa dovrebbe fare il Padre Vignaiolo? “Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano” (Mt 15,6). Il Padre, dopo aver per tempo avvisato i Suoi figli tramite i Suoi messaggeri inviati nella storia, attuerà comunque il Suo Piano di Amore e di Redenzione. E nella Sua infinita misericordia manda nuovamente per Amore Suo Figlio che nelle sembianze di Bambino scende nella Terra d’Amore donata dal Padre all’umanità, affinché con la Sua Luce possa illuminare questa umanità arida e smarrita e aprire gli occhi a chi non Lo vuol vedere, la mente a chi non Lo vuol capire e soprattutto il cuore a chi non Lo vuol amare (Preghiera rivelata dalla Madonna Giuseppina, 1997). La Luce di Cristo, eterna ed ultima pietra, conduce il popolo di Dio al compimento di Pace.

Per poter accogliere e vivere ciò bisogna essere disposti a farsi nuovamente otri nuovi, per consentire al Padre di rinnovare ciò che a suo tempo era già stato rinnovato. L’ “io” deve sottomettersi al cuore divenuto otre nuovo per accogliere il Piano di Amore e di Redenzione del Padre, la Sua volontà, che non si giudica ma si accoglie con Amore, con abbandono filiale, così come Maria e Cristo, Uomo Dio, hanno fatto, accogliendo con Amore il Progetto del Padre. E così, sull’esempio dell’Amore di Maria e di Cristo, tutti i figli di Dio, che si consacrano a Maria per essere consacrati in Cristo, sono chiamati a lasciarsi condurre da Cristo con docilità di cuore e amore filiale. Cristo è la Via, unica Via. Cristo è la Verità, assoluta Verità. Solo in Cristo vi è la Vita, Vita eterna.

Cristo, il Maestro, si è abbandonato e ha obbedito amorevolmente e totalmente al Piano di Amore e di Redenzione del Padre. Cristo è esempio di umiltà e di obbedienza amorevole al Progetto del Padre. Cristo chiede obbedienza amorevole ai Suoi figli perché ha obbedito, dando per primo l’esempio di obbedienza totale e incondizionata al Piano di Amore e di Redenzione del Padre. E così ha fatto Maria, Ancella, Sposa, Madre e Regina.

Dio manda Suo Figlio sulla Terra che, generato da Maria per opera dello Spirito Santo, è da Lei generato nel cuore dei Suoi figli, ogni volta che non dimora più nel loro cuore (Libretto, pag.23). Dio Padre Amore genera Cristo Amore. Cristo, frutto dell’Amore del Padre, al quale il Padre dona una Madre, la Vergine Maria, dona a Sua volta Maria all’umanità, affinché l’umanità possa, come Lui, chiamarLa Madre. Cristo Amore ci chiede di chiedere a Cristo Amore di consacrarci al Cuore di Maria: “… consacraci tutti al Suo cuore benedetto perché ognuno di noi possa, come Te, chiamarLa Madre, considerandoLa non solo come Regina ma come Madre universale“. (Preghiera “Gesù nostra luce”, rivelata da Gesù a Giuseppina nel 50° ann.rio della Sua prima apparizione, 1997).

Il Piano di Amore e di Redenzione del Padre passa dalla consacrazione reciproca e indissolubile al Cuore di Maria e al Cuore di Cristo. Maria porta i Suoi figli a Cristo. Cristo porta i Suoi figli a Maria. Ecco il Piano di Amore e di Redenzione voluto dal Padre.

Quindi nel Piano di Amore e di Redenzione del Padre non c’è Maria senza Cristo e non c’è Cristo senza Maria.

Chi dice di amare Maria e si consacra al Suo Cuore Immacolato ma non giunge ad amare e a consacrarsi a Cristo è menzognero e non è da Dio.
Chi dice di amare Cristo e si consacra al Suo Cuore ma non giunge ad amare e a consacrarsi al Cuore Immacolato di Maria è menzognero e non è da Dio.

Questo prevede il Piano di Amore e di Redenzione voluto dal Padre: ci si consacra a Maria per consacrare tutti in pienezza nella Verità di Cristo, Cristo Verità, che dona a tutti Maria, Sposa e Madre, affinché tutti si consacrino nuovamente al Suo Cuore di Ancella, Sposa, Mamma, Madre e Regina che genera nel cuore dei Suoi figli Cristo, Cristo Vita eterna.

Per comprendere tutto ciò bisogna essere e voler essere nella giusta predisposizione spirituale, per poter dire come Maria ha fatto: “Fa’ di me ciò che piace a Te“. Questo è ciò che conta: la docilità e la predisposizione spirituale che i figli di Maria e Cristo intendono totalmente applicare per non essere più soli ma essere ripieni dello Spirito Santo, che purifica, modella e santifica per essere tutti come Cristo è.

Coloro che nella storia di Dio vogliono con consapevolezza dividere ciò che Dio nel Suo Piano di Amore e di Redenzione ha eternamente unito, saranno giudicati e condannati.

Dio è Amore, Amore allo stato puro. Non può essere compreso il Piano di Amore di Redenzione del Padre se non ci si fa totalmente Amore, spogliandosi totalmente dell’umanità per far sì che il cuore sia riempito dallo Spirito Santo, “Amore sostanziale del Padre e del Figlio” (Libretto, pag. 23).

Il Padre avrebbe potuto non dare al mondo una Madre. Il Padre avrebbe potuto manifestarsi nel Figlio senza la Madre. Lo avrebbe potuto fare ma non l’ha fatto. Dio ha voluto donare all’umanità una Madre, la Madre, Maria. E ha voluto legare indissolubilmente Maria a Cristo, affinché Cristo Uomo Dio avesse una Madre e così, tramite Cristo (che l’ha donata a noi e non l’ha tenuta per Sè) all’umanità: “Figlio, ecco la Tua Madre” (Gv 19, 27), disse Gesù all’Apostolo dell’Amore ai piedi della Croce.

Tutto si compie sulla e ai piedi della Croce. Il Piano di Amore e di Redenzione per la gloria e in onore al Padre si compie necessariamente nel Sacrificio di Croce. Questo prevede il Piano del Padre. Il martirio, la testimonianza, la Messa continua, viva, vera e palpitante si compie e si rinnova ogni volta che ci si immola e si compartecipa con Cristo sulla Croce e con Maria ai piedi della Croce.

Dice Gesù in un messaggio rivelato a Giuseppina: “Il premio del Sacro Calice spetterà a chi meglio condividerà la sua amarezza, e cioè la Mia Passione e Morte. Il mistero della Croce continua in voi, uniti a Me, per salvare il mondo“.

E ancora: “La mia Mamma l’ha vissuta la Messa, partecipando alla Passione, alla morte e alla Resurrezione del Figlio. Noi siamo invitati a bere il Calice come il Cristo e la Madre hanno fatto, svolgendo in pieno la missione affidata loro dal Padre, nostro Dio. Noi tutti dobbiamo compiere il medesimo cammino di redenzione“.

Il Signore chiama con insistenza i suoi figli, per far comprendere loro che ormai si tratta di un cammino nuovo e decisivo. Questo è il tempo della nuova alleanza. Se vogliamo seguire Dio, dobbiamo decidere e dare la nostra personale testimonianza, essere veri cristiani e condividere la Sua compassionevole sofferenza. Per noi il Signore affrontò il dolore. Per il Signore, noi dobbiamo affrontare il dolore. Non dobbiamo temere nulla perché sempre il Signore Dio è con noi. Così la nostra obbedienza sarà la Sua Gloria. Dio chiama le sue creature alla responsabilità di coscienza, perché è giunto il momento di annientare il male“.

Questa è l’unione dei cuori e di Spirito che Dio, in questi tempi, nell’unico Amore di Maria e di Cristo, ci chiede di attuare.

Ecco la coesione totale di azione, di pensiero, di parola che i figli di Dio sono chiamati ad attuare ora, in questi tempi: una vera fusione d’Amore, sull’esempio della fusione d’Amore totale di Maria e Cristo, che nella Messa continua, viva, vera e palpitante si compie e che ogni cristiano, sull’esempio d’Amore di Maria e di Cristo, è chiamato ogni giorno a rinnovare nell’offerta della propria quotidianità.

Solo così si comprende e si vive il significato profondo della rivelazione di Gesù a Giuseppina. “Infine, il Signore le mostrò il monte Calvario, per farle capire meglio che la santa Messa è essenzialmente la RINNOVAZIONE DEL SACRIFICIO DI CRISTO” (Libretto, pag. 7-8: www.nuovagerusalemme.it/Storia). Cristo Via, Verità e Vita, Pane vivo disceso dal Cielo, è l’Agnello immolato per la nostra salvezza. Questa è la “Sua Messa, la nostra messa, che il mondo non capirà“, dice Gesù in una rivelazione a Giuseppina.

Solo chi si rifugia nel Cuore Immacolato di Maria; chi spalanca con docilità le porte del cuore allo Spirito di Dio, Amore sostanziale del Padre e del Figlio; chi si lascia condurre da Cristo Verità, rimanendo fedele fino alla fine, potrà partecipare in forma piena al Piano di Amore e di Redenzione, per la gloria e in onore al Padre.

Questa è la sapienza, la saggezza e il coraggio che Cristo vuole donare ai Suoi figli affinché ogni figlio possa esprimere la santità viva, leale e perfetta in unione con il Padre, con il Figlio e con lo Spirito Santo.

Te Deum laudamus“. Amen.




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