Bergoglio e la Riscossa dei figli di Dio

 

Dopo le ultime vicende che hanno ulteriormente evidenziato gli errori e le ambiguità di Bergoglio (il pugno che si meritano coloro che offendono; i calci che si meritano coloro che corrompono; i cristiani che non devono fare figli come i conigli; “tre” indicato come il numero ideale di figli per famiglia; il vangelo che “in teoria” va seguito; il transessuale ricevuto in Vaticano con la fidanzata), tanti altri cristiani cattolici che hanno mantenuta viva la propria coscienza hanno iniziato a comprendere.

Coloro che non accettano di bendarsi gli occhi e di tapparsi le orecchie davanti ai gesti e alle parole di Bergoglio comprendono che qualcosa di anomalo e straordinario sta succedendo. “Mai era capitato di assistere a tutto ciò”. “Mai si sarebbe potuto immaginare di vivere tutto ciò”. Questo lo sgomento di molti. Chi ama Cristo e la sua vera Chiesa non può rimanere inerme di fronte allo smarrimento e allo sconcerto di tanti fratelli che vivono un intimo e profondo travaglio intriso di amarezza.

Per molti l’amarezza profonda e viscerale provocata da ciò che sta accadendo sembra irreversibile. L’amarezza diventa ancor più profonda vedendo da una parte il torpore soporifero di chi vive come se nulla fosse, e vedendo dall’altra chi, dopo un attimo di smarrimento, preferisce rimproverare la propria coscienza e tornare indietro per seppellire la testa e il cuore sotto la sabbia, aspettando il godot che tarda a venire, che alla fine non viene mai. Dio non è il godot di Beckett. Dio c’è e mai abbandonerà i suoi figli. E Dio chiede a questi figli di aprire ora il cuore alla voce dello Spirito di Verità, affinché la volontà di Dio sia compresa e si possa tramutare in opere concrete, per dare segno al mondo dell’invincibilità di Dio, della potenza di Dio, dell’essere di Dio in ogni credente che con spontaneità si abbandona al Suo Dio.

Questa è la riscossa di ogni cuore che ha rimesso tutto nelle mani di Dio.

Ciò che sta avvenendo è stato annunciato e proclamato. Annunciato dalla Scrittura (con particolare riferimento al libro dell’Apocalisse) e proclamato dai messaggeri di Dio nella storia (“La Salette” , “Fatima” e “Akita” approvati). Nonostante ciò tanti sono comunque stupiti, attoniti e meravigliati e provano ora la stessa meraviglia che fu di Giovanni l’Apostolo: “Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta, con sette teste e dieci corna” (Ap 17,7).

Si rimane attoniti nel vedere come per la maggior parte della gente in generale e dei cristiani cattolici in particolare tutto procede come se nulla fosse, non solo nell’indifferenza di tanti ma nel compiacimento, nel giubilo di tanti altri che accolgono festanti parole e gesti che tradiscono nell’intimo sia l’essenza dei veri e autentici valori umani su cui si basa la civile convivenza tra i popoli e sia, soprattutto, l’essenza dei veri e autentici insegnamenti di Cristo incarnati dai tanti santi e martiri della millenaria fede cristiana cattolica.

Che significato ci trasmette la rivelazione del terzo segreto di Fatima che la Madonna annuncia a Suor Lucia? Che significato ci trasmettono le parole che la Madonna rivela a suor Agnese ad Akita: “Il fuoco cadrà dal cielo e spazzerà via una grande parte dell’umanità, i buoni come i cattivi, senza risparmiare né preti né fedeli… L’opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa in una maniera tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, e vescovi contro vescovi“? Che significato ci trasmettono le parole che la Madonna annuncia ai pastorelli di “La Salette” circa gli ultimi tempi quando Ella afferma testualmente che “Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’anticristo“? Che cosa è descritto nel Libro dell’Apocalisse nel capitolo 17 a proposito della Donna che siede (quindi dimora) sui sette colli (quindi nella “città dei sette colli“, cioè Roma) che da pura è diventata meretrice e che “era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù” (Ap 17,6)?

Cosa rappresenta quella “Donna”? L’angelo dice all’Apostolo Giovanni: “Vieni, ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque. Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione” (Ap 17, 1-2). Poi ancora: “Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: “Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra”. E vidi che quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù” (Ap 17, 5-6a). Quindi dice San Giovanni, l’Apostolo puro dell’Amore: “Al vederla, fui preso da grande stupore. Ma l’angelo mi disse: “Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta, con sette teste e dieci corna” (Ap 17, 6b-7). Cosa rappresenta “Babilonia la grande“? Perché l’Apostolo Giovanni si sarebbe dovuto meravigliare? Meravigliarsi della caduta di ciò che rappresenta il mondo e il potere del mondo o meravigliarsi di ciò che mai egli avrebbe immaginato di dover vedere e vivere alla fine dei tempi?

Poi l’angelo mi disse: “Le acque che hai viste, presso le quali siede la prostituta, simboleggiano popoli, moltitudini, genti e lingue. Le dieci corna che hai viste e la bestia odieranno la prostituta, la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la bruceranno col fuoco. Dio infatti ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno e di accordarsi per affidare il loro regno alla bestia, finché si realizzino le parole di Dio” (Ap 17, 15-17).

Bergoglio, dalla stipula dei Patti Lateranensi avvenuta nel 1929, è l’ottavo sovrano della Città Stato del Vaticano. Egli, per governare e indirizzare la sua chiesa, ha deciso di farsi affiancare da otto cardinali più un segretario. Quindi dieci persone in tutto, che devono svolgere un “bel compito”.

L’angelo dice all’Apostolo Giovanni: “Quanto alla bestia che era e non è più, è ad un tempo l’ottavo re e uno dei sette, ma va in perdizione. Le dieci corna che hai viste sono dieci re, i quali non hanno ancora ricevuto un regno, ma riceveranno potere regale, per un’ora soltanto insieme con la bestia. Questi hanno un unico intento: consegnare la loro forza e il loro potere alla bestia” (Ap 17, 11-13).

Tanti di quei pochi cristiani cattolici rimasti fedeli agli autentici insegnamenti di Cristo comprendono che ciò che sta accadendo al vertice della cristianità cattolica è clamoroso e straordinario in senso negativo e non può essere giustificato con la semplice spiegazione del singolo o banale “errore”. Non si tratta di singoli reiterati errori che sono oramai quotidiani. Di fronte all’ “errore” si cercherebbe di rettificare. Tuttavia, a seguito di specifica richiesta, l’ “errore” non è mai rettificato ma spesso reiterato e la dose rincarata, così da far comprendere che dietro a ciò che potrebbe apparire come “errore” vi è in realtà una precisa volontà di minare ciò che invece deve essere ricostruito; di annullare ciò che invece si deve preservare; di far dimenticare ciò che invece deve essere portato a conoscenza, con spirito rinnovato, a tutti coloro che sono disposti a comprendere, ad amare e ad abbracciare.

Dice San Paolo, l’Apostolo delle genti: “Camminate dunque nel Signore Gesù Cristo, come l’avete ricevuto, ben radicati e fondati in lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, abbondando nell’azione di grazie. Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo” (Col 2, 6-8).

Il nuovo cristianesimo frutto degli insegnamenti di Bergoglio sembra essere svuotato della sua vera ed autentica essenza per essere ridotto e confinato ad essere una mera filosofia fra le tante. Svuotato di Cristo e dell’essenza dei Suoi insegnamenti, il cristianesimo questo è: una filosofia. Non LA religione da trasmettere e far vivere fino ai confini del mondo ma una religione da “portare ai confini del mondo“, così da essere confinata e relegata a una semplice filosofia che deve fondersi in una unica religione, mondiale e umana, che si fonda sul generico concetto di misericordia divina, umanamente intesa e unilaterale, frutto della sola benevolenza di Dio, che non richiede alcuno sforzo all’essere umano se non quello di abbandonarsi agli insegnamenti di colui che è guida.

Infatti, secondo questa nuova dottrina, Dio è “amore” e questo è sufficiente. Così facendo si potrà giungere in tutto il mondo ad instaurare la “civiltà dell’amore“, auspicata da Bergoglio e tanto cara al santone indiano Sai Baba, che pur essendo morto vive nel cuore di coloro che lo adorano e che invocano il suo spirito.

Questo si deve capire per poter comprendere. La differenza la fa lo Spirito. La libertà che Dio ha concesso a tutte le sue creature presuppone che queste stesse creature, nate per opera dello Spirito di Dio, possano poi decidere volontariamente di aderire ad altro spirito, che non è da Dio. Questo con disincanto e celerità, alla luce di tutto ciò che sta avvenendo, deve essere compreso da quei pochi che ancora desiderano credere nel Dio Cattolico e in Cristo unico Salvatore del mondo.

Errare è umano, perseverare no. Chi persevera nell’errore, persegue altri progetti. Questa è la consapevolezza che quei pochi che vogliono rimanere e rimarranno fedeli a Cristo devono avere.

Lo Spirito di Dio risiede in chi lo invoca, non in chi lo contraddice o lo maltratta. Non vi può essere concomitanza di spiriti.

Lo Spirito non può negare Se stesso e la Sua azione condotta nella storia.

Lo Spirito di Dio non può coesistere e coabitare dove vi è lo spirito del male. O vi è l’uno o l’altro.

Il mondo deve comprendere chi gode della sua rovina; chi con azioni non sante fa di tutto affinché questo mondo crolli; chi con volontarietà fa di tutto e agevola la caduta di questo mondo, per distruggere le fondamenta create dal Padre, per distruggere ogni sentimento che può portare alla gioia di ogni cuore; chi con sagacia vuole minare i rapporti fraterni; chi con furbizia vuole distruggere per ergersi a buon pastore.

Compreso e accolto questo, poi si analizzerà il resto e a tutto sarà data la giusta spiegazione. Un passo alla volta, affinché lo Spirito di Verità che procede dal Padre (Gv 15,26) possa accompagnare e rivelare senza schiacciare, così che tutti siano in grado di accoglierLo ed essere guidati alla Verità tutta intera (Gv 16,13), senza ribellarsi ma potendo così vivere Cristo nella docilità e nella pienezza.

Il Padre mai abbandonerà i Suoi figli. Questa è la certezza che deve animare questi figli. La salvezza nonostante tutto si compirà, ma non potrà essere solo un regalo divino. Il Mistero di Salvezza si compie non secondo la logica e il pensiero dei figli del mondo ma secondo la volontà e la logica del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Gesù in una rivelazione fatta a Giuseppina Norcia dice: “La Pace ci sarà ma non può essere un regalo. La Pace è una conquista, e la via della Pace è la conversione di tante anime tiepide ed ignoranti che si svegliano al suono della Mia Voce e diventano fiamma d’Amore e di sacrificio a qualunque costo. Sappiate essere Miei discepoli e nulla vi mancherà“.

I figli di Maria e di Cristo difenderanno la vera fede cristiana cattolica e combatteranno la bestia e “i dieci re“, i quali “combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re e quelli con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli (Ap, 17,14).




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