Lettera aperta di Sonia Brunetto

 

Ho conosciuto la Culla di Gesù Bambino nel 2004 quando ero già moglie e madre. In questo luogo ho sentito qualcosa di diverso, gioia, pace, amore. Uno squarcio di Paradiso, un’isola felice dove rifugiarsi dalla frenesia e dalla corruzione del mondo. Qui gli occhi erano lo specchio dell’anima, ed il sorriso era sincero e non di circostanza. Non ho conosciuto personalmente Maria Giuseppina Norcia, ma sapevo che ci guardava dalla finestrella, pregava per e con noi, con grande umiltà. Con il suo esempio di vita insegnava a tutti coloro che giungevano, ciò che il Padre chiedeva. Amore fraterno, cristianità autentica, rispettare i dieci comandamenti e vivere seguendo l’esempio di Maria e di Gesù, in piena libertà e con consapevolezza di ciò che Lo avrebbe compiaciuto. “Per caso e per grazia” ho conosciuto Mario Samuele Morcia, il suo sorriso, le sue dolci parole, il suo viso luminoso mi hanno rapito il cuore. Lui è diverso dagli altri, lui è traboccante d’amore, quell’amore che non giudica, che non condanna anzi che ti invade e che ti sprona ad essere migliore, a cambiare la tua vita per compiacere il Padre. La semplicità, la devozione, l’umiltà e la costante dedizione al Progetto Divino, è un esempio per tutti coloro che sono stati chiamati ad accettare, riconoscere e vivere questo imperscrutabile mistero voluto dal Padre per la salvezza dell’umanità. Non si può non riconoscere in lui, il grande sacrificio d’amore in piena libertà e consapevolezza di servire Dio ed i fratelli in Cristo senza in alcun modo servirsene. La sua pazienza nel condurci per mano accompagnandoci domenica dopo domenica lungo il sentiero della conoscenza della Santissima Trinità, e di Maria, mi rende fiera della scelta che ho fatto.

Più conosci, più ami, più difendi ciò che di prezioso serbi nel cuore.

In quanto fedele della Chiesa Universale della Nuova Gerusalemme ringrazio Colui che mi ha donato la vita e per mezzo del quale la mia vita ha un senso ogni giorno, perché è dedicato al mio Creatore.

Guai a coloro che allontanatosi dal sentiero duro e difficile della salvezza screditano e additano ciò che appartiene al Padre.

Il Padre riprenderà ciò che gli appartiene e giudicherà le loro azioni.

Palermo lì, 13-02-2018

                                                   Sonia Brunetto




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