Lettera aperta di Patrizia McCabe

 

Mi chiamo Patrizia McCabe e vengo da Liverpool (England). Tempo fa sono stata affetta da una grave forma di endometriosi con carcinoma ovarico e dolori atroci. La malattia ai tempi era poco conosciuta e studiata ed aveva già intaccato tutto il mio basso ventre.

Nel luglio del 1981, sono arrivata alla Culla di Gesù Bambino, dove ho vissuto una grandissima emozione nel conoscere Maria Giuseppina Norcia, che spontaneamente ho chiamato mamma per ben due volte.

Da quel giorno ho voluto liberamente e in modo costante continuare a frequentare quello che ho capito subito era il Luogo Santo di Dio, in cui l’amore del Padre Celeste si manifestava in essenza e sostanza ogni giorno nell’amore che Giuseppina e sua mamma, che per noi è sempre stata Nonna Nella, dispensavano a tutte le anime che come me si affidavano alle loro cure materne, ai loro consigli e alla loro guida, esclusivamente volta al rispetto degli insegnamenti di Gesù e ai dieci Comandamenti.

Dio Padre ha affidato la nascita e la crescita del Suo Mistero d’Amore a Maria Giuseppina che lo ha accolto senza riserve e portato avanti con amore, umiltà, santità e costante coerenza, sposando con il suo “SI” la volontà del Padre per il suo Progetto di salvezza per l’umanità. In tutti questi anni ho avuto l’onore di poter stare insieme anche tante volte ad Anna, la figlia di Giuseppina, che in riservatezza, umiltà, amore e semplicità è sempre stata al fianco della madre e che rappresenta la sua naturale continuità.

Mentre i giorni passavano, sentivo che anche il mio corpo diventava più leggero e senza quegli atroci dolori che la malattia mi affliggeva. I successivi esami medici, confermarono la mia totale guarigione. Lei, mamma Giuseppina, da quel momento mi guidava in tutto. mi faceva ascoltare tanti messaggi di Gesù. Uno di questi in particolare mi colpì, perché diceva: “Figlia mia, tra poco ti manderò un valido aiuto, una persona cristallina”.

Con Lei aspettavamo il suo arrivo. Nel 2000 arrivò un giovane dall’aspetto molto serio e fermo, e dai modi dolcissimi. In sua presenza sentivo lo stesso amore e le stesse emozioni che provavo con Mamma Maria Giuseppina e con Anna. Mi dissero: “Ecco è lui. È arrivato. È Samuele, colui che aspettavamo”.

Lui, così come mamma Giuseppina, non ci ha mai comandato né obbligato a fare nulla, né a rimanere né ad andare via, ma ci ha sempre invitato alla preghiera, all’unione fraterna, a rispettare i dieci Comandamenti.

Alcune persone, testimoni allora personalmente di avvenimenti straordinari in questo Luogo di Dio, oggi in veste di denigratori del Mistero di Dio e delle persone che tutto hanno dato e danno per la realizzazione del volere del Padre, sanno bene che Maria Giuseppina Norcia non ha mai detto ciò che invece loro adesso sostengono.

Dio Padre Onnipotente ci ha fatto il grande dono della libertà. Io non mi sono mai sentita obbligata a seguire questo Mistero divino e chiunque vi giunge trova le porte aperte sia all’entrata che all’uscita. Sono fiera di appartenere alla Chiesa di Cristo, la Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme.

Esprimo il mio profondo amore per questo Mistero Divino e per tutto ciò che appartiene a questa Chiesa. Il mio cuore palpita di gioia ad ogni incontro con Samuele e la sua sposa.

A chiunque contesta questo Mistero e coloro che lo guidano con Amore, umiltà e fermezza, dico: “L’importante è che vi assumiate la responsabilità di ciò che dite e fate e guardate di non trovarvi in lotta con Dio stesso”.

Valleluce (FR),

    Patrizia McCabe




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