Lettera aperta di Michèle Jeandot

 

Questo scritto viene dalla Francia, ne affido la traduzione a mia figlia che vive a Venezia. Infatti è tramite lei che sono tornata alla fede dopo anni di ribellione a Dio (in seguito alla scomparsa della mia figlia più piccola). Così decisi di recarmi alla “Culla di Gesù Bambino” posto in cui mia figlia e mio genero andavano spesso in pellegrinaggio. Non ho avuto l’onore di conoscere Maria G. Norcia e ho “soltanto” incontrato per pochi secondi lo sguardo consolatore di Samuele Morcia. Ma qui la mia vita ha subito una svolta. IL MIO CUORE AVEVA CAPITO PRIMA DELLA MIA MENTE! La mia tremenda sofferenza di mamma si stava piano piano trasformando nella consapevolezza che in questo Luogo Santo c’era l’ Amore di Dio, il Suo balsamo rigenerante.

Mia figlia e suo sposo frequentando questo luogo erano cambiati drasticamente cercando di mettere in pratica, con cuore e volontà, i 10 Comandamenti. Regole di cui non si erano mai preoccupati.

Come spiegare questo miracolo spirituale e tante altre grazie, fra le quali la nascita, dopo 11 lunghi anni di preghiera, del nostro nipotino? se in questo posto ci fossero degli impostori, come tutto ciò potrebbe accadere?

Se non sbaglio, L’ ALBERO SI RICONOSCE DAI FRUTTI, non è vero?

Quindi chi infanga con cattiveria gratuita e cognizione di causa questo Santo Mistero e le persone che credono in Esso, dovrebbero capire, per il loro bene, che c’ è un limite a tutto e che prima o poi Dio Padre pronuncerà il Suo BASTA!

Lione (Francia), 2 febbraio  2018

In fede
Michèle Jeandot




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