Lettera aperta di Marisa Lazier

 

L’incontro con il Mistero della Nuova Gerusalemme è un evento straordinario, il più straordinario che si possa immaginare nella propria esistenza, capace di stravolgere la vita pian piano, con una delicatezza che sembra irreale. Ma ogni evento eccezionale fa emergere la vera natura, buona o cattiva che sia, di chi ne viene coinvolto e quello che sta accadendo ne è la prova tangibile.

Questo è l’unico Luogo in cui ho trovato il Dio che cercavo da sempre, Padre Figlio e Spirito Santo, e Sua Madre, Nostra Madre, che da piccola amavo guardare per ore nelle immagini che mia nonna conservava con cura e devozione.

Lo devo a Maria Giuseppina Norcia, a Samuele Morcia e Anna che, con semplicità e gratuità, invogliano le persone a riacquistare dignità, con il rispetto dei Comandamenti di Dio e con la preghiera. Non vi è la minima ombra nel loro operato, allora per colpirli non c’è altro mezzo che ricorrere alla calunnia, adducendo come scusa la mancanza di continuità per vomitare cattiverie sui diretti interessati, sulla Famiglia e su tutti coloro che hanno fatto di Questo Mistero la loro ragione di vita.

Le parole di Maria Giuseppina trovano compimento nell’operato di Samuele e Anna, chi lo nega e li rinnega per tornare ad essere schiavo si accomodi, ma lo faccia senza sputare veleno.

Sparare a zero sulla Nuova Gerusalemme significa sparare sulla Verità, sparare sulla Verità è un suicidio.

Aosta, 7 febbraio 2018

Marisa Lazier




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