Lettera aperta di Mariafrancesca Cozzolino

 

Il desiderio di scrivere questa lettera nasce dall’esigenza, ma soprattutto dal bisogno interiore, di voler difendere ciò che per me prima, e per la mia famiglia dopo, ha significato, rappresenta e rappresenterà il nostro vivere cristiano. Sono giunta alla piccola culla di Gesù Bambino il 29 giugno del 1997 e da allora non ho mai smesso e mai smetterò, finché il Signore me lo consentirà, di recarmi in questa Isola d’Amore, perché è in questo luogo che ho imparato ad amare il Signore ed il prossimo. E ciò grazie agli insegnamenti donatimi, gratuitamente, da Maria G. Norcia prima e da Samuele Morcia dopo . Entrambi, seppur in tempi diversi, mi hanno esortato, con la stessa dolcezza e la stessa cura amorevole, alla preghiera e  a fare, ma soprattutto a vivere, la volontà del Signore, così da poter  essere, ogni giorno, testimone autentico del vero vivere Cristo con la propria vita e non con le “chiacchiere”. Dire di credere in Cristo , con la bocca o peggio ancora servendosi dei social, ma poi condurre una vita che non rispecchia i comandamenti del Signore è come giurare il falso.

Mai ho pensato che Samuele non fosse innestato in questo Mistero, sia perché annunciato per tempo da Giuseppina sia perché in lui sono evidenti gli stessi sentimenti e la stessa fede autentica che erano in lei. L’uno in sintonia con l ‘altro, animati dallo stesso spirito, quello che ha spinto Giuseppina prima e Samuele dopo a sacrificare se stessi ed i propri affetti per la salvezza delle anime, preoccupandosi unicamente del nostro bene e di quanti ancora vi giungeranno, affinché possiamo crescere nella santità ed avere come obiettivo unico la vita eterna, che come ogni buon cristiano sa si ottiene rispettando i dieci comandamenti ed amando il prossimo come se stessi non calunniandolo senza alcuna causa. Solo chi non ha conosciuto Maria G. e con lei Anna, Vincenzo e nonna Nella o chi era troppo piccolo, allora, per poter capire il susseguirsi degli eventi, non ha potuto comprendere né l’essenza di Samuele né di quanti, ministri e fedeli, si dedicano con amore a questo Mistero, che è un Mistero d ‘Amore. Pertanto mi sento di dire a tutti quelli che non hanno pienamente vissuto e non vivono tutto ciò………”Bugiardi”.

Ercolano 29 gennaio 2018

Mariafrancesca Cozzolino




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