Lettera aperta di Maria Giovanna Piva

 

Era Marzo del 2004 il giorno in cui mi recai per la prima volta alla Culla del Bambino Gesù e subito sentii dentro il mio cuore, che mi trovavo in luogo speciale, unico.

Arrivai con il peso e i fardelli dei miei dolori, delle mie angosce ma fui accolta con il dolce amore materno di Maria G. Norcia ed ebbi la sensazione di sentire l’abbraccio del Padre che mi stava da tempo attendendo per donarmi la pace e la serenità di cui avevo bisogno.

Quando la Mamma lasciò questa terra compresi che il Mistero a cui ci aveva preparati avrebbe avuto compimento con Samuele e la sua amata sposa, Anna, per questo sono fiera e ringrazio Dio di far parte della Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, Luce nelle tenebre di questo mondo che tutto concede e tutto permette, nel torpore delle coscienze che più non riconoscono il peccato e le sue conseguenze devastanti.

Questa Chiesa vuole riportare tutti alle origini, al rispetto dei comandamenti istituiti da Dio Padre perché solo così ci si avvicina a Lui e alla luce del suo Amore salvifico; quanto dolore nel sentire infangare la limpidezza di questo Mistero e di chi si pone al servizio di Dio per portarlo avanti!

“L’albero buono si riconosce dai frutti”, le parole del Signore siano spunto di riflessione per tutti coloro che proferiscono menzogne nel tentativo di distruggere la Verità.

Torino, 01 febbraio 2018

                                                     Maria Giovanna Piva




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