Lettera aperta di Lorenzo Di Ruzza

 

Sono Lorenzo Di Ruzza, ho 15 anni, sono un fedele della Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme e mi sento in dovere di dare voce ai miei pensieri.

Ho l’onore e la gioia di conoscere e frequentare la “Piccola Culla del Bambino Gesù” fin dalla nascita e, da allora, non ho mai avuto gioia più grande nella mia vita: sto vivendo il mio sogno!

Ho conosciuto, seppur da piccolo, Maria Giuseppa Norcia che per me era, è e sarà sempre una Mamma piena di umiltà, una Madre che mi ha donato una viva testimonianza di Santità.

Dopo aver sperimentato l’amore di questa Mamma ho avuto l’occasione di conoscere anche il Figlio Spirituale, Samuele Morcia. Anche Lui, come Maria G., mi ha dato una prova sicura degli insegnamenti di Gesù Cristo e delle Virtù Cristiane che contraddistinguono questa Casa rispetto ad un’altra casa.

I miei genitori mi hanno sempre raccontato quanta gioia provò e prova ancora Maria G. quando nel 2000 arrivò il giovane tanto atteso e pronunciò il suo “SI” per restare nella Terra d’Amore.

Come si fa a scindere una Madre da un Figlio?

Inutile dire che vivo la mia giovinezza in totale libertà senza costrizione alcuna né da parte dei membri di questa Chiesa, né da parte dei miei genitori, sia gli uni che gli altri hanno sempre rispettato totalmente la mia volontà: nella Nuova Gerusalemme, infatti, la Libertà è la direttiva per eccellenza.

Le parole “plagio”, “inganno” o “lavaggio del cervello” non appartengono all’Isola Bianca, lo dico perché lo penso e lo credo fermamente.

Viene però meno la libertà quando, pur avendo scelto di non appartenere più a questo Mistero, si insulta, si denigra e soprattutto si “sputa nel piatto in cui si è mangiato”. Ciò vuol dire quindi che non si è scelto di non appartenere ad una realtà perché non si era più d’accordo, ma perché, per determinate persone, qualcosa è andato storto.

Bisogna trattare con rispetto ciò che per tante e tante famiglie è pura Verità e pura Vita quotidiana, non si può cercare di impedire la Via che tanti hanno scelto di vivere e di intraprendere. Così non si rispetta né la Via che numerose persone stanno abbracciando, né la Verità che tanti accolgono e quindi di conseguenza non si rispetta la Vita dei fedeli di questa Madre Chiesa.

Io, come tanti altri miei fratelli, mi sono sentito in dovere di scrivere questa lettera, non per obbligo, ma per puro senso di responsabilità difendendo la nostra Chiesa in quanto Cristiano.

La verità è sempre stata scomoda a chi non la sente più nel cuore, era scomoda prima ed è scomoda ora. Noi abbiamo scelto la Verità, non per essere accettati e compresi da altri, ma per andare avanti in questo Santo cammino.

Siamo il piccolo resto, ma non un piccolo resto che rimane in silenzio davanti alle calunnie. Che piaccia oppure no non smetteremo mai di diffondere e proclamare al mondo Cristo.

Rinnovo la mia più totale fedeltà alla Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme e il mio più grande grazie per essere stato chiamato a far parte di questo grande Mistero.

Cassino, 30 Gennaio 2018

Lorenzo Di Ruzza




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