Lettera aperta di Isabella Maria D’Angelo

 

Come figlia di questo Mistero d’Amore e fedele di questa Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, come sposa e madre di famiglia, sento nel cuore il vivo desiderio di manifestare amore e riconoscenza verso chi, oggi ingiustamente oltraggiato e calunniato, mi ha donato la vera dignità di figlia di Dio, l’appartenenza viva e concreta alla Famiglia di Dio, la consapevolezza di aver ricevuto una chiamata che non viene dagli uomini ma viene da Dio. Oltre trent’anni fa ho incontrato l’amore di una Mamma spirituale che mi ha nutrito, amato e fatto crescere nella cristianità. Il suo Eterno Amore mi ha condotto verso Samuele e Anna e con loro ho sperimentato e sperimento ogni giorno la bellezza e la gioia di vivere questo Santo Mistero, nella semplicità, nell’offerta quotidiana della mia vita, fatta di piccole cose. Ho potuto toccar con mano, perché testimone vivente, la continuità tra Maria Giuseppina Norcia e Samuele e Anna.
Chi oggi dice il contrario è animato solo dalla cattiva volontà di gettar fango gratuitamente su quanti, con spirito di sacrificio e semplicità, vogliono portare avanti questo Mistero.
Una cosa è certa: preferisco morire piuttosto che tradire questo Mistero, Maria Giuseppina Norcia, Samuele, Anna e tutta la Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, perché tradire ciò significherebbe tradire me stessa e sarebbe un vero suicidio spirituale.

Latina, lì 27 gennaio 2018

Isabella Maria D’Angelo




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