Lettera aperta di Enrique Guzman e Marcella Lo Biondo

 

Frequento la Culla di Gesù Bambino da febbraio del 2008 e sono insieme alla mia famiglia fedele della Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme. Ho avuto la grazia seppur per poco tempo di vivere terrenamente Maria Giuseppina Norcia, ho aperto il mio cuore riconoscendo la Santità di questa Donna, che ha trasmesso a ogni pellegrino che ha messo piede alla Culla l’Amore di Dio, con semplicità, umiltà, materna dolcezza, col suo esempio di vita irreprensibile rispetto alla volontà del Padre. Già da allora Samuele parlava al cuore dei fedeli, portando avanti gli insegnamenti di Mamma Giuseppina con lo stesso Amore e la stessa dedizione, per quanto mi riguarda le due figure sono sempre state imprescindibili l’una dall’altra, anche perché Samuele era colui che per tanto tempo Mamma Giuseppina aveva atteso e che Dio Padre aveva promesso le avrebbe mandato per aiutarla, proseguire e portare a compimento il Suo progetto salvifico.

Come nella storia, l’intervento di Dio Padre è sempre stato dinamico, mai statico e ora come allora avanza, prima con Giuseppina ora con Samuele e ahimè tutti coloro che oggi rinnegano, accusano, calunniano, offendono quest’uomo, indubbiamente non si sono mai abbandonati a Dio e non si sono mai accostati al Mistero di Gesù Bambino col cuore, bensì con la ragione ed evidentemente con superbia umana hanno escluso la possibilità che quest’uomo potesse veramente portare a compimento ciò che la Donna di Dio aveva annunciato e iniziato. Personalmente Samuele e Anna, la sua sposa, sono per me e mio marito un esempio di vita da imitare, esempio di cristianità autentica e rettitudine, a difesa degli insegnamenti di Cristo e Maria ormai perduti e sempre più svenduti.

Difendiamo con forza la nostra Chiesa, unica e vera Chiesa di Cristo e colui che per Amore del Padre e per Amore della Verità si è donato a tutti noi nella totalità, ognuno può accettare o meno, si sceglie liberamente benché la Verità sia una sola ma qualunque strada si decida di percorrere, che sia con coerenza e responsabilità, non è necessario infangare, calunniare e offendere chi decide di percorrere una strada diversa dalla propria. Io ringrazio Dio per averci fatto la grazia di donarci questo cammino consapevole del fatto che alla fine della partita tra Dio Padre e tutto il resto…… la vittoria è di Dio.

Palermo, 30/01/2018

                                       Enrique Guzman
Marcella Lo Biondo




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