Lettera aperta di Emanuele Supino

 

Frequento la “Piccola Culla del Bambino Gesù” dal 1997, un anno dopo la mia nascita.

Ricordo vagamente quando andavo a salutare “mamma” Giuseppina alla finestrella dove usualmente si affacciava per dispensare ai presenti una parola di conforto o un sorriso. O entrambe le cose. Insomma dipendeva dalle strette circostanze e dalla predisposizione di cuore di ognuno, fin dalla tenera età ho sempre sentito dentro di me che quella Donna, scelta da Dio per annunciare al mondo l’avvento della Nuova Gerusalemme, aveva un carisma particolare.

Umanamente parlando non posso dire di averla conosciuta come hanno avuto modo di fare tanti altri che oggi si riconoscono come fratelli della Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme.

Ma occorre illustrare le dinamiche spirituali che hanno caratterizzato questo Mistero con ordine, pertanto consiglio a tutti quelli che leggeranno queste poche righe di consultare il sito ufficiale della Chiesa qualora non l’avessero ancora fatto.

Sono testimone della rettitudine e dell’integrità morale e spirituale di Samuele Morcia, il “giovane” mandato dal Padre per portare a compimento il Suo Progetto di Amore e di Redenzione affidato in un primo momento al cuore di una bambina, che senza esitazione o tentennamento ha dato la possibilità a tutti noi, i suoi Figli spirituali, di poter godere delle Grazie che sgorgano quotidianamente da questa nuova Grotta di Betlemme.

L’itinerario è uno e indivisibile, di conseguenza chi è chiamato a portarlo avanti è fatto della stessa essenza di quella Madre Spirituale che per prima ha deciso di dargli vita.

Non accetto che sia infangato il nome di colei che mi ha generato e ri-generato spiritualmente e di colui che ora mi è Guida Spirituale.

Se credo in Dio lo devo a loro, e al loro esempio di vita.

Diversamente, se avessi dovuto continuare a seguire le parole e l’esempio di quelli che sono soliti dire “fate quel che dico ma non fate quel che faccio” sono sicuro che avrei impiegato la domenica allo stadio.

Formia, 29 gennaio 2018

Emanuele Supino




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