Lettera aperta di Domenico Scarponetti

 

Dopo un periodo di riflessione e preghiera, come membro di questo Corpo mistico che è la Chiesa, ho ritenuto opportuno scrivere questa lettera per dare voce al mio cuore che mi spinge a proclamare e a confermare apertamente, senza alcun timore e a testa alta, la mia fede in Dio e nel Suo Mistero d’amore e di redenzione che Maria Giuseppina Norcia ha annunciato al mondo facendo conoscere la “Piccola Culla del Bambino Gesù” e che ora, con la nascita della Chiesa Cristiana Universale, Samuele e tutti quanti noi con lui, ministri e fedeli, abbiamo l’onore e l’onere di portare a termine.

La chiamata ricevuta alla “Piccola Culla” è un onore, nella consapevolezza della grazia ricevuta di poter lavorare nella Vigna del Signore; e al tempo stesso è un onere, nella consapevolezza del peso e della responsabilità che grava sulle spalle di coloro che sono stati chiamati dal Padre a continuare la missione che, nell’amore e nella libertà, ognuno di noi ha abbracciato dicendo “sì” alla chiamata e rinnovando il proprio “sì” ogni giorno, come la Donna di Dio prima e Samuele ora ci hanno insegnato e ci insegnano quotidianamente, con il loro esempio di veri uomini e donne e, quindi, di veri cristiani.

Il Mistero della Nuova Gerusalemme è uno. O lo si accetta o lo si nega. Tutti noi, ieri come oggi, siamo stati chiamati da Dio nella piena libertà, di accogliere o rifiutare la chiamata, di confermarla o rinnegarla. Chi frequenta il Mistero di Gesù Bambino ne è testimone. E chi afferma il contrario per propri interessi è un menzoniero. Così come è sempre stato prima e così come è ora: ognuno è libero di credere o di non credere, di proseguire o di fermarsi nella chiamata ricevuta, senza alcun obbligo. L’unico obbligo che resta, davanti a Dio e agli uomini, è quello della lealtà, della sincerità e della correttezza, morale e spirituale, che non deve portare a manipolare la verità delle cose per coprire le proprie mancanze, o per giustificare le proprie scelte di comodo o per fornirsi degli alibi, infangando o servendosi del nome di chi ha iniziato questo Mistero d’amore per infangare chi ora lo conduce.

Questo non è e non sarà accettato. A nessuno è e sarà consentito di dire falsità e di infangare gratuitamente la Chiesa, Samuele e la sua famiglia, gli strumenti chiamati da Dio e tutti i suoi fedeli. Facile ora alzare la voce, proferire volgarità, insulti e menzogne dopo essere scappati per soddisfare i propri capricci umani e perché divenuti gelosi e invidiosi della chiamata di altri, raccontando di aver visto gli “asini che volano” a persone che nulla sanno perché non presenti. Io sono sempre stato presente, prima e ora. E conosco bene la realtà dei fatti. Mai fuggirò di fronte alla realtà, alle mie responsabilità, di uomo prima e di cristiano poi. I veri figli di Dio non fanno le “scappatelle” per poi ergersi a giudici di morale, senza pensare all’immoralità che si vive nella propria famiglia. I veri figli di Dio non vivono di gelosia e di invidia per la chiamata di altri. I veri figli di Dio non si servono del nome o del legame di sangue con chi è santo per ritagliarsi un ruolo umano, per voler essere “qualcuno” di fronte a chi nulla conosce. Chi è Santo non può avere alcun legame, né di sangue né di spirito, con chi ha profanato il Suo Nome e la Sua Opera, senza essersene mai, prima d’ora, interessati, perché intenti a fare altro. Troppo comodo volersi servire ora del nome della Santa di Dio.

Ognuno è libero di vivere la propria fede nella libertà. Ma nessuno può pensare di poter vivere le proprie scelte puntando il dito, spargendo veleno. Da uomo e da fedele ben conosco tali soggetti, “campioni di coerenza”. Nella vita ci vuole coraggio e senso di responsabilità, che ti porta a parlare e ad agire da vero uomo, guardandoti negli occhi, nella vita reale, senza nascondersi nella vita virtuale, dove può essere vero tutto e il contrario di tutto, perché così la virtualità prevede e procede.

Il Mistero della Nuova Gerusalemme è la mia e la nostra vita, che difenderemo rinnovando il dono della nostra vita, che appartiene al Cuore Immacolato di Maria e al cuore di Gesù, testimoniando e difendendo sempre la verità, con vero coraggio e con vera lealtà, come membra vive di questo Corpo mistico che è la Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, dono del Padre per tutti noi.

Scriverò ancora, perché io vivo per difendere la verità.

Latina, 25 gennaio 2018

Domenico Scarponetti




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