Lettera aperta della Famiglia Iannone a Tommaso P.

 

Come fedeli della Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, riteniamo quanto mai opportuno scrivere questa lettera per rispondere a chi, senza ritegno alcuno, sta sputando veleno sulla nostra Chiesa e su chi la guida.

Nel 2012, con la chiusura al pubblico della Culla di Gesù Bambino, iniziarono incontri settimanali di preghiera in tutta Italia. Proprio in quel periodo, nostro figlio Michele strinse amicizia con Tommaso, un ragazzo poco più grande di lui che già alla Culla tutti vedevano correre sempre dietro Samuele per ascoltare quello che diceva. Michele a stento conosceva quell’uomo ma furono le parole d’amore spese da Tommaso per Samuele e quel suo senso di appartenenza alla Culla da aiutarlo a crescere nella fede in Dio. I ragazzi entrarono subito in confidenza tra loro e, dal Giugno 2012, iniziarono a partecipare agli incontri settimanali di preghiera, spostandosi qualche volta anche fuori regione. In alcuni casi, dopo questi incontri, passando per Gallinaro, incontravano anche Samuele e gli altri fratelli della Culla che, con premura ed amore, chiedevano come fosse andata la giornata e in particolare come l’avevano vissuta, in un clima di amore e di armonia santa.

La premura e l’amore di Samuele e degli altri fratelli nella fede sono sempre state particolari, soprattutto verso nostro figlio e verso Tommaso che, essendo i più piccoli di età, avevano bisogno di maggiori attenzioni. Per Tommaso l’attenzione era ancora più grande dato che tutti sapevano che la sua famiglia di origine aveva dei grandi problemi e viveva dei grandi squilibri, di cui Tommaso soffriva. Questo lo sanno tutti perché lui stesso ne parlava, raccontando liberamente dei suoi problemi di bambino, causati dall’assenza dei suoi genitori e dalla mancanza di affetto. Tommaso, che insieme a Michele ha vissuto tutto ciò, parlava tanto di Samuele e di quanto gli volesse bene; di quanto fosse importante per lui a tal punto da prenderlo come esempio di umiltà e rettitudine, insieme agli altri fratelli della Culla che si sono presi cura di lui come un figlio, dato che la sua famiglia era assente e non era per nulla esempio di cristianità.

Noi siamo testimoni di come, nonostante Tommaso sia stato accolto come un figlio, nessuno lo abbia mai invitato né tantomeno costretto a rivolgersi a Samuele chiamandolo “padre”, e a sua moglie Anna chiamandola “madre”, né tantomeno ad inginocchiarsi a loro, come oggi vigliaccamente Tommaso afferma (nostro figlio ne è testimone!).

Quello che ci sorprende, e che ci ha spinto a scrivere questa lettera, è vedere come ora Tommaso e sua moglie stanno raccontando tante menzogne senza vergogna, volendo far credere, a chi non sa nulla, cose che non stanno né in cielo né in terra. Siamo tutti sorpresi del suo totale cambiamento; di questa sua inspiegata rabbia, di questo suo sentimento di odio e di gelosia, e di questa sua voglia di “vendetta” che oggi anima e spinge lui e la moglie a sputare veleno contro tutto e tutti, dalla mattina alla sera. Si vede proprio che non vivono in pace, ma che sono tormentati nell’anima. Di questo siamo dispiaciuti ma non possiamo tacere di fronte a chi, preso dal male e dalla cattiveria, calunnia senza motivo alcuno le persone, raccontando e affermando cose (in modo falso) che nostro figlio, insieme a lui, ha vissuto in prima persona. Come si fa a voler male a Samuele, a sua moglie e agli altri fratelli nella fede? Se non si vuol credere al Mistero, si è liberi di andare via. Ma perché si deve andare via dicendo solo falsità? Forse perché si stava comodi e quando le cose non sono andate come superbamente si pretendeva ci si è comportati come bambini capricciosi? Forse perché si vorrebbe dimostrare agli altri di avere sempre ragione? Prima si voleva avere ragione e comandare stando nel Mistero, ora si vorrebbe avere ragione e comandare tutti i traditori del Mistero. Ma questa è superbia! Ma a che punto siamo arrivati!? Siamo rimasti sorpresi anche di sua moglie Roberta che, più di ogni altro ha vissuto quella famiglia, ma che ora, sulla scia del marito, infanga e insulta quella famiglia, la sua famiglia! Che arroganza! Che superbia! Ma Giuseppina non era così! Da Giuseppina non ha imparato un bel niente!

Quello che ci ha sempre stupito è il comportamento della madre di Tommaso, che ha sempre voluto esaltare il figlio. Diceva che Tommaso aveva un grande compito e che sarebbe iniziato alla riapertura della Culla. Se quello che sta facendo ora Tommaso era il compito preannunciato dalla madre, complimenti! Ha tradito tutto e tutti, umanamente e cristianamente, per mostrare realmente a tutti quello che è in realtà: un bambino irriconoscente, superbo e presuntuoso, che non sa cosa vuole dire essere uomo ma soprattutto non sa cosa vuol dire essere cristiano (come lui oggi è convinto di essere) essendo scappato di casa con quella che ora è diventata sua moglie. Come famiglia e come fedeli di questa Chiesa, sull’esempio di San Michele, sempre difenderemo la verità.

Fisciano (SA), 5 febbraio 2018

                                                                             Bartolomeo Iannone
Lucia Acconcia
Michele Iannone
Mariapia Iannone




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