Lettera aperta di Davide e Cristina Cacciato

 

Mi chiamo Davide, ho 33 anni e insieme a mia moglie Cristina volevamo unire le nostre voci a quelle della nostra famiglia spirituale. Sì, perché diversamente da quello che si possa spettegolare in giro, scrivere sui giornali o dire nei programmi televisivi costruiti ad arte per screditare quello che siamo, noi siamo famiglia, noi siamo Chiesa, quella autentica con la “C” maiuscola, siamo corpo mistico di Cristo. Giuseppina Norcia, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere, con il suo “Sì” diede inizio a quel progetto voluto dal Padre per la salvezza delle anime, che ancora oggi procede con Samuele e che non è mai cambiato, né nello spirito né nelle opere.

Ella, prima che il Padre La chiamasse a Sé, ci ribadiva a gran voce, che sarebbero arrivati tempi duri e difficili e ci invitava ad accostarci a questa Culla perché non ce ne sarebbe stata un’altra mai più.

E oggi le parole di quella Donna sono un eco lontano per alcuni; vengono strumentalizzate, capovolte e in alcuni casi anche ridicolizzate da chi forse vorrebbe giustificare le proprie azioni che escono fuori dalla strada tracciata da Cristo. Loro additano noi come “sbagliati”, quando invece dovrebbero battersi il petto per come hanno rinnegato il progetto di Dio e la Culla.

Io e Cristina, oltre a ringraziare il Signore per aver permesso di sposarci in questa Isola Bianca,

continueremo a difendere e testimoniare ciò in cui crediamo: la Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme.

Aci Catena, 19/03/2018

Davide e Cristina Cacciato




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