Lettera aperta di Antonietta Di Bonaventura

 

Mi chiamo Antonietta Di Bonaventura. Ho 54 anni e sono più che fiera, con orgoglio santo, di appartenere alla Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme. Sono arrivata alla “Culla del Bambino Gesù” nel marzo 2010. Gesù mi ha convertita immediatamente appena ho incontrato i Suoi occhi e subito la mia vita è cambiata. Miracoli e Grazie, Guarigioni e Conversioni hanno arricchito la mia vita e quella dei miei familiari fino ad oggi.

Ho sempre difeso il Mistero in nome di quella profonda gratitudine per quanto ricevuto e che per coerenza desidero continuare a fare nella più totale libertà. Non ho conosciuto fisicamente Maria Giuseppa Norcia, ma conosco bene colui che oggi guida il Mistero di Dio: Samuele Morcia. Un giovane dolcissimo sempre pronto a donare una parola di conforto a tutti; umile e pieno di grazia nel far arrivare nel cuore di ognuno il suo incondizionato amore per la Donna di Dio che, in questo mondo difficile, calunniata e derisa, è andata avanti con dignità credendo fermamente in ciò che stava facendo. L’Immensità dell’amore di Samuele per “la sua mamma spirituale” mi ha fatto innamorare di Lei divenendo così anche “la mia mamma spirituale”, conoscendo e riconoscendo il Mistero fin dal Suo nascere senza nessuna interruzione.

Viene da sé che, conoscendo sempre più Samuele, ho conosciuto la sua sposa Anna e i loro splendidi figlioli; Vincenzo e Antonietta e i loro figli. Alla luce di quello che con tanto dolore e con altrettanta forza in questi giorni stiamo vivendo, mai e poi mai avrei pensato di ritrovarmi a difendere il Mistero di Dio, non solo dal mondo, ma soprattutto dalle persone più strette, che sono state nutrite da quell’Insegnamento Santo. Mi rivolgo a te, Roberta: parliamo da donna a donna. Lui ha raggiunto il suo obiettivo coronando un “sogno”. Tu, da donna, come puoi pensare, credere, sostenere e difendere fermamente colui che ti ha promesso di amarti nella gioia e nel dolore, che il suo sia “amore sincero” insultando, calpestando le tue origini, deridendo e addolorando i tuoi familiari a cominciare da tua madre e da tuo padre che ti hanno generata e messa al mondo? Forse mi sono persa qualcosa: ti ha trovata sotto un cavolo, come si suol dire? Non lo credo affatto. Ho dato voce al mio cuore per difendere chi mi ha ridato la Vita e, se sarà necessario, continuerò la Difesa della Verità.

Alba Adriatica, 27 gennaio 2018

Antonietta Di Bonaventura




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