Lettera aperta di Antonella Citro

 

Vivo nel mio cuore è il desiderio di ergermi a difesa della Verità, che tanti fratelli hanno già professato innalzando lo scudo della Fede dinanzi a chi, ora come allora, infanga con menzogne e calunnie il progetto di Dio.
Vivo questo santo Mistero d’amore da quando ero piccola insieme alla mia famiglia, e se pur non ero consapevole della grandezza di ciò che mi trovavo a vivere, ben presenti sono dei ricordi di momenti particolari che sono rimasti vivi nel mio cuore. Ricordo che quando era ancora viva Giuseppina, un giovane di nome Samuele sedeva su di una panchina e diverse persone, compreso mio padre, gli si accostavano per chiedergli consigli,aiuto o una semplice preghiera; nulla di diverso,anche se in modi differenti, accade anche oggi. Vivida la scena dell’ultima domenica in cui Giuseppina si affacciò più volte dalla piccola Culla a salutare i fedeli, gesto a quel tempo incompreso, ma oggi , con gli occhi del cuore, non si può che rivedere una Mamma che con immenso amore salutava i propri figli per l’ultima volta. Ebbene sì, è con immensa fierezza che chiamo Mamma, chi, con il proprio sacrificio mi ha fatto rinascere a vita nuova, insieme a tanti fratelli. Sono cresciuta in questo Mistero e ringrazio Dio per avermi onorato di questo privilegio, ma al tempo stesso ho l’onere di doverlo difendere da chi oggi, dopo aver tanto ricevuto, ha rinnegato tutto e spudoratamente sputa nel piatto in cui ha mangiato.
Diverse volte mi sono ritrovata insieme a Tommaso P. a risalire quella ripida strada ,che tutt’oggi percorriamo, per poter ritornare ai pullman e spesso mi raccontava com’era trascorsa la sua giornata alla Culla, ribadendomi l’amore ricevuto da Anna e Samuele, che lo chiamavano a ristorarsi in fondazione, sempre servito e mai servitore. Eravamo quasi coetanei,io oggi ho vent’anni e lui ventuno, e nel parlargli non ricordo di certo quel “bambino fantasioso” come lui stesso si è definito, ma un ragazzo con degli occhi che sprizzavano amore, amore verso quel luogo e verso chi ci guida. Nel 2012 la Piccola Culla è stata chiusa e sono iniziati gli incontri di preghiera, periodo in cui la nostra terra (il salernitano) si è ritrovata a scontrarsi contro chi, a causa del proprio io, stava rinnegando questo Mistero, e proprio Tommaso P. è stato fervente condottiero di questa battaglia, difendendo con le unghie e con i denti ciò che gli era tanto a cuore: il Mistero santo di Dio e la continuità che legava Giuseppina e Samuele. Questo lo dico perché ne sono testimone! Per anni ho sentito la sua bocca aprirsi per proferire parole di amore, verso la nostra Mamma e verso chi ci oggi ci guida,  dicendo che tutto questo era la sua vita, che avrebbe preferito la morte pur di non rinnegare questo Santo Mistero. Parole che oggi si fa finta di non ricordare oppure si rinnegano con tanta superficialità, non rendendosi conto che ciò si che sta rinnegando è ciò che lui stesso ha definito la sua vita. Ci si aspetta da una persona di ventuno anni, la coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa, o almeno la maturità di ammettere i propri errori, se ci sono stati, ma non di certo di accusare altri delle proprie azioni, dicendo di essere stato obbligato o plagiato, oppure che la Chiesa Cristiana universale della Nuova Gerusalemme è una setta, semplicemente perché toccati nell’intimo del proprio e caro io, si vuole iniziare una battaglia già persa in partenza. Persa in partenza perché falsa e menzognera: una casa costruita sulla sabbia al primo vento che si scaglierà contro crollerà, e la sua rovina sarà grande.

Montoro (AV) 28-02-18

Antonella Citro




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