Lettera aperta di Anna Picano

 

Mi chiamo Anna Picano, ho sessant’anni e frequento la Culla di Gesù Bambino da 23 anni.

Vi sono arrivata sconvolta dalla notizia del tumore alla lingua di mia madre. Mamma Giuseppina mi confortò, donandomi la Sua coroncina del Santo Rosario ed esortandomi a pregare.

Era il 13 giugno del 1995. Da allora non ho lasciato più né la Culla né la preghiera. Ci sono state altre prove dure da superare, una delle quali durissima: la morte tragica di mio fratello di 24 anni, ma la Culla e Mamma hanno rappresentato sempre un punto di riferimento fermo e fuori da ogni discussione.

I colloqui con Mamma, i pellegrinaggi, la preghiera del Santo Rosario sono stati e sono per me sorgente di conforto, di forza e speranza. Se Lei, Maria Giuseppa, ha rappresentato un esempio vivo e forte di dolcezza e fermezza, lui, Samuele, continua l’opera da Lei iniziata, senza soluzione di continuità, come un “naturale” proseguimento…

La Culla è il nostro Paradiso! Lì il cuore gioisce di una gioia autentica, liberandosi di tante preoccupazioni.

La gioia è ascoltare la voce di Mamma, incrociare lo sguardo di Samuele, vedere Anna accanto al suo sposo… Chi può comprendere questo, se non lo vive con il cuore? E dove può accadere questo, se non dove c’è Dio? E dove c’è Dio non può esserci falsità, menzogna e divisione!

Non finirò mai di ringraziare il Padre per avermi donato l’Isola Bianca e tutti coloro che hanno speso e spendono la loro vita per mantenerla viva.

Formia, 7 febbraio 2018

                                                                                                                        Anna Picano




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