Povero Padre Pio!

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

… Invece, quando qualcuno si dimentica la necessità che ha di perdono, lentamente si dimentica di Dio, si dimentica di chiedere perdono e non sa perdonare. L’umile, colui che si sente peccatore, è un gran perdonatore nel confessionale. L’altro, come questi dottori della legge che si sentono “i puri”, “i maestri”, sanno soltanto condannare. … Ma voi Cappuccini avete questo speciale dono del Signore: perdonare. Io vi chiedo: non stancatevi di perdonare! Penso a uno che ho conosciuto nell’altra diocesi, un uomo di governo, che poi, finito il suo tempo di governo come guardiano e provinciale, a 70 anni è stato inviato in un santuario a confessare. E quest’uomo aveva una coda di gente, tutti, tutti: preti, fedeli, ricchi, poveri, tutti! Un gran perdonatore. Sempre trovava il modo di perdonare, o almeno di lasciare in pace quell’anima con un abbraccio. Ci sono tanti linguaggi nella vita: il linguaggio della parola, anche ci sono i linguaggi dei gesti. Se una persona si avvicina a me, al confessionale, è perché sente qualcosa che gli pesa, che vuole togliersi. Forse non sa come dirlo, ma il gesto è questo. Se questa persona si avvicina è perché vorrebbe cambiare, non fare più, cambiare, essere un’altra persona, e lo dice con il gesto di avvicinarsi. Non è necessario fare delle domande: “Ma tu, tu…?”. Se una persona viene, è perché nella sua anima vorrebbe non farlo più. Ma tante volte non possono, perché sono condizionati dalla loro psicologia, dalla loro vita, dalla loro situazione… “Ad impossibilia nemo tenetur”. Un cuore largo… Il perdono… Il perdono è un seme, è una carezza di Dio. Abbiate fiducia nel perdono di Dio. Non cadere nel pelagianesimo! “Tu devi fare questo, questo, questo, questo… … “. E chi è il grande accusatore, nella Bibbia? Il diavolo! O fai l’ufficio di Gesù, che perdona dando la vita, la preghiera, tante ore lì, seduto, come quei due [san Leopoldo e san Pio]; o fai l’ufficio del diavolo che condanna, accusa… Non so, non riesco a dirvi un’altra cosa. In voi lo dico a tutti, a tutti i sacerdoti che vanno a confessare. E se non se la sentono, che siano umili e dicano: “No, no, io celebro la Messa, pulisco il pavimento, faccio tutto, ma non confessare, perché non so farlo bene“. E chiedere al Signore la grazia, grazia che chiedo per ognuno di voi, per tutti voi, per tutti i confessori, anche per me” (Celebrazione con i Frati Minori Cappuccini per la traslazione in San Pietro delle spoglie di San Pio e San Leopoldo, Basilica di San Pietro, 9 Febbraio 2016)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?” (Mt 11,7b)

Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno” (Mt 5,37)

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». Ma l’altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male». E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso»” (Lc 23,39-43)

 

C) Commento:

I cappuccini sono giunti a San Pietro per onorare le spoglie mortali di Padre Pio. Bergoglio parla di lui? Macché! Ne esalta le doti di confessore che, a volte con dolcezza, a volte con asprezza, trascorre ore e ore per compartecipare al sacrificio di Cristo e vincere il male? Neppure per scherzo. Anzi, Bergoglio gli si rivolge, senza nominarlo, quasi con sprezzo.

Ai confessori che hanno voglia di confessare Bergoglio raccomanda che “non è necessario fare domande” perché se una persona va a confessarsi, “è perché nella sua anima non vorrebbe farlo più“. Quindi il sacerdote dovrebbe stare in silenzio e il peccatore, nel silenzio, nell’intimità della propria anima, forse chiedere perdono. Forse. Perché tutto è bene che si svolga in silenzio (il confessore non deve fare domande; il penitente dice ciò che crede, perché tutto è nella sua anima). Che stoltezza!

Povero Padre Pio!

Il peccatore deve riconoscere il peccato e deve avere piena coscienza del peccato, per non peccare più. Gesù perdona dando la vita ma a chi chiede perdono, non a chi fa silenzio o peggio lo insulta. L’esempio dei due ladroni in croce con Gesù è chiaro. Gesù perdona un ladrone, quello che si pente e CHIEDE perdono. E Gesù lo perdona. L’altro ladrone lo insulta, non chiede perdono e Gesù non dice che si sarebbe salvato. Il silenzio di Gesù nei confronti del ladrone equivale a una sua definitiva condanna.

Poi Bergoglio dice che è umile chi è peccatore. Altro inganno! Si può essere umili anche senza essere peccatori. Gesù, l’Umile per eccellenza, non era peccatore. Maria, Colei che dell’umiltà ha fatto la Sua prima virtù, non era peccatrice. San Giovanni Battista era umile ma non peccatore. Padre Pio era umile ma non è un peccatore: è un santo, un grande santo!

Povero Padre Pio!

Poi Bergoglio dice ai confessori che “se non se la sentono” di confessare nel modo insegnato da Bergoglio è meglio non confessare. Meglio dire “no, no” (quindi anche disubbidendo al superiore). Bergoglio dice: meglio, per umiltà, dire “no, no“. Ma questa non è umiltà. E’ superbia! Non si può insegnare a chi ha fatto voto di obbedienza a disubbidire al superiore.

Gli insegnamenti di Bergoglio sono totalmente opposti a quelli di Padre Pio. Bergoglio insegna ad ubbidire al proprio “io”, facendo sì che i voti di ubbidienza in questo caso vengano infranti. Padre Pio è stato un esempio di obbedienza ai superiori, anche quando questi ingiustamente lo hanno maltrattato, vilipeso e mortificato, prima da vivo ora da morto.

Povero Padre Pio!

Gli insegnamenti di Padre Pio, dimenticati; il suo nome, neppure pronunciato. E’ sempre stato un personaggio scomodo, Padre Pio, per la gerarchia ecclesiastica. Sia da vivo che ora da morto. Padre Pio serve solo per far arrivare le folle che, sentendo il suo nome, sono pronte ad accorrere e a donare e a donarsi con generosità. A questo serve, Padre Pio. Per questo è molto utile. Poco conta poi se il suo esempio nel confessionale fosse opposto a quello insegnato ora da Bergoglio. Padre Pio nel confessionale a volte “bastonava”. E la cura del bastone, per i peccatori incalliti, a volte funzionava. Ma Bergoglio anche stavolta dice il contrario: “guai a chi bastona”. Padre Pio a volte non assolveva. Bergoglio dice il contrario perchè Dio è misericordia: perdona tutti, anche chi non si pente.

L’anima che non riceve l’assoluzione dai peccati, come fa ad andare in pace, come racconta Bergoglio lodando un uomo che “sempre trovava il modo di perdonare, o almeno di lasciare in pace quell’anima con un abbraccio“? Nessun abbraccio potrà mai donare la pace al peccatore che non è perdonato dai suoi peccati! Questo ha insegnato Padre Pio!

Povero Padre Pio!

Quindi, i cappuccini accorsi a San Pietro per Padre Pio, quale esempio e quali parole devono imitare e ascoltare? Quelle del loro santo confratello Padre Pio, che con schiettezza e con durezza portava alla Verità, che è Cristo; o quelle di Bergoglio, che dice il contrario e allontana da Cristo?

Lo Spirito che era in Padre Pio è opposto a quello che è in Bergoglio. Il parlare di Padre Pio è schietto e diretto “sì, sì; no, no”; quello di Bergoglio contraddittorio e tremolante, ingarbugliato e meschino. Ora ci si serve senza vergogna del nome e delle spoglie mortali di Padre Pio per profittare della buona fede della gente. Se solo potesse parlare…

Povero Padre Pio!




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