L’ipocrisia di Bergoglio sulle riforme della finanza vaticana. L’ex Revisore Milone accusa: «Non mi sono dimesso volontariamente. Sono stato minacciato di arresto»

 

A) Testo del discorso:

(…) «Parlo solo ora perché volevo vedere cosa sarebbe successo dopo le mie dimissioni del 19 giugno…». Milone, 69 anni, per due Revisore generale dei conti d’Oltretevere, ex presidente di Deloitte Italia, ha affermato di essere stato rimosso a motivo di accuse prefabbricate. « (…) Ma non posso far passare sotto silenzio il modo in cui sono stato trattato. Voglio essere chiaro: non mi sono dimesso volontariamente. Sono stato minacciato di arresto. Il capo della Gendarmeria mi ha intimidito per costringermi a firmare una lettera che avevano già pronta». (…) L’ex Revisore racconta che il 19 giugno 2017 «fui ricevuto dal Sostituto alla Segreteria di Stato, monsignor Becciu, per parlargli del contratto dei miei dipendenti. E invece mi sentii dire che il rapporto di fiducia col Papa si era incrinato: il Santo Padre chiedeva le mie dimissioni. Ne domandai i motivi, e me ne fornì alcuni che mi parvero incredibili. (…). A metà luglio ho scritto al Papa attraverso un canale sicuro e credo abbia avuto la lettera. Spiegavo che ero vittima di una montatura, e meravigliato dell’uscita contemporanea di Pell. Nessuna replica» (…)” (Andrea Tornielli, La Stampa, 24 settembre 2017; video integrale sky tg24)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci” (Mt 23,13)

Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno” (Mt 5,37)

 

C) Commento:

La barca vaticana fa sempre più acqua da tutte le parti. Le tanto annunciate e decantate riforme promesse da Bergoglio si rivelano un clamoroso bluff. Parole, solo e sempre parole per coprire una realtà che è il contrario di ciò che si vuole far apparire.

Ora anche l’ex Revisore dei conti del Vaticano, a distanza di oltre tre mesi dalle sue “dimissioni”, vuota il sacco e racconta una verità opposta rispetto a quella ufficiale raccontata dal Vaticano. L’ex Revisore non si è dimesso volontariamente, come era stato fatto credere. Si è dimesso perché “costretto”, sotto “minaccia di arresto”.

Ciò che per molti semplici cittadini sembra assurdo è in realtà tutto vero. Nel Vaticano ciò che viene fatto apparire come “normale” nasconde una realtà totalmente diversa. Intrighi, congiure, minacce, rivolte anche alle persone per bene, colpevoli solo di aver cercato di fare “bene” il proprio lavoro, il proprio compito. Questo è successo all’ex Revisore Milone, questo è ciò che succede quotidianamente a tutti coloro che cercano di fare il “bene”, pensando che nel Vaticano vi sia ancora il “bene”.

Il problema che tanti non riescono a comprendere (da qui il loro stupore, così come anche per l’ex Revisore Milone) è proprio questo. In Vaticano non vi è più lo “Spirito del Bene”, ma si è insediato un altro spirito, quello del “male”, che non si mostra per quello che è perché, se riconosciuto, sarebbe allontanato da tanti. Lo spirito del male si camuffa, si nasconde, per far apparire un finto bene che nella realtà è male.

Questo modo di fare, menzognero e bugiardo, tipico di chi è animato dallo spirito del male, genera in molti uno stato di confusione. E tanti perdono l’orientamento. Chi è animato dallo spirito del male usa parole “buone”, ispirate al “bene”: parla di Dio, di misericordia, di Maria, dei Santi. Parole. Vuote e ingannevoli parole, per ingannare la gente. Ma la realtà è opposta e pian piano sta venendo a galla. Il marciume non si può più nascondere o contenere, perché è ovunque e si manifesta nella perversione di ogni ambito: sessuale, morale, etico, economico-finanziario, giuridico-legale, tutto.

Ciò che tanti (suo malgrado, Milone incluso) non hanno compreso è che “il pesce puzza dalla testa”. E per questo tanti si meravigliano e non riescono a comprendere da che parte sta Bergoglio. Per questo a lui si appellano sperando di trovare in lui il “salvatore della patria”. Ma il problema è proprio lì. Il problema parte da Bergoglio, che poi si nasconde volutamente dietro ai suoi collaboratori, facendo credere di “non sapere”, di “non essere stato informato” o di “non poter agire”.

Tutto può chi vuole. Questo è il punto. Bergoglio non vuole. Non è che “Bergoglio non può”. E’ il contrario: non vuole. Non vuole il trionfo del “bene”. Bergoglio agisce animato da uno spirito cattivo, che sempre più si manifesterà per quello che è. L’albero è marcio alla radice. Il vero problema sta al vertice dell’Istituzione, che al proprio interno è profondamente divisa. Come era stato profetizzato, vi sono cardinali contro cardinali, vescovi contro vescovi, tutti contro tutti. E questo altro non è che il frutto dello spirito maligno, che non porta unione, bensì divisione. Da questo tanti dovrebbero comprendere quale spirito ha preso possesso della Chiesa di Roma. Uno spirito maligno che vuole far crollare definitivamente, dall’interno, la cristianità.

L’ex revisore Milone, nell’intervista video rilasciata ai media, ha concluso il suo intervento lanciando l’ultimo, finale appello a Bergoglio, affinché Bergoglio intervenga personalmente (ora che non può più far finta di non sapere) per consentire che l’ex Revisore Milone completi il lavoro iniziato, per eliminare la corruzione e favorire la trasparenza dell’economia e della finanza del Vaticano. Sig. Milone, stiamo a vedere Bergoglio (che parla sempre contro i corrotti) da che parte sta. Un cantautore romano, componendo il testo di una canzone, ad un certo punto ha concluso così: “Tu da che parte stai? Dalla parte di chi ruba nei supermercati o di chi li ha costruiti, rubando?”.




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