Bergoglio e la “iella”

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

In questi giorni di gioiosa preparazione al Natale, porgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Ringrazio tutti voi degli auguri per il mio prossimo compleanno, grazie tante! Ma vi dirò una cosa che vi farà ridere: nella mia terra fare gli auguri in anticipo porta iella! E chi fa gli auguri in anticipo è uno “iettatore”! Sono lieto di accogliere voi sacerdoti novelli dei Legionari di Cristo con i vostri familiari e anche voi seminaristi di Brescia: auspico che possiate vivere il vostro sacerdozio con autenticità, spirito di servizio e capacità di mediazione tra la grazia di Dio e la fragilità della condizione umana. Capacità di mediazione: dovete essere mediatori, mai intermediari” (Udienza Generale, 14 dicembre 2016)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Non rispondere allo stolto secondo la sua stoltezza per non divenire anche tu simile a lui. Rispondi allo stolto secondo la sua stoltezza perché egli non si creda saggio” (Prov 26,4-5)

Mi sono accorto che il vantaggio della sapienza sulla stoltezza è il vantaggio della luce sulle tenebre” (Qo 2,13)

Tu dunque, figlio mio, attingi sempre forza nella grazia che è in Cristo Gesù” (Tim 2,1)

Perché a voi è stata concessa la grazia non solo di credere in Cristo; ma anche di soffrire per lui” (Fil 1,29)

Ed egli mi ha detto: “Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza” (2Cor 12,9)

 

C) Commento:

Bergoglio parla come uno stolto che, privo di ogni vero sentimento religioso, privo della nozione di “grazia” di Dio, cancella tutto ciò che è sacro dal cuore dei cristiani per far avanzare ciò che è profano.

Bergoglio parla pubblicamente di “iella” e “iettatori”, come gli stolti che disconoscono il concetto di “grazia”. Un vero cristiano, come dice San Paolo, “attinge sempre forza dalla grazia che è in Cristo Gesù” (Lettera di San Paolo a Timoteo). E la vera grazia porta a credere in Cristo e a soffrire, per amore, per Lui (Lettera di san Paolo ai Filippesi).

Quindi i veri cristiani non possono essere superstiziosi, come invece insegna ad essere Bergoglio. I veri cristiani si nutrono della grazia che procede da Cristo per opera dello Spirito Santo. I veri cristiani non temono la “iella” ma fuggono da tutto ciò che è male, da tutto ciò che è peccato, da tutto ciò che proviene dallo spirito maligno.




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