Il vescovo di Sora Antonazzo apre ai divorziati, ai separati, ai conviventi e soprattutto ai gay

 

A) Testo del discorso:

Gerardo Antonazzo, vescovo della chiesa di Roma della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo scrive:
65. (…) Alla cura materna della comunità cristiana e al suo discernimento si presentano alcune situazioni particolari:
– coppie che convivono, senza alcun legame civile né religioso;
– coppie che celebrano solo il matrimonio civile;
– coppie che decidono il matrimonio religioso perché in attesa del figlio (“matrimonio riparatore”);
– coppie che, dopo aver celebrato il sacramento del matrimonio, decidono per la separazione, per poi il più delle volte approdare al divorzio;
– unioni civili di persone omosessuali.

Processo matrimoniale canonico
67. Diverse situazioni matrimoniali in stato di “crisi” e in condizioni di “irregolarità”, meritano un saggio discernimento.
A tal proposito, è necessario informare più diffusamente i nostri fedeli laici riguardo alla riforma del processo canonico matrimoniale attuata da papa Francesco. Con l’aiuto di specifici consulenti, le coppie in situazione di separazione o di divorzio siano incoraggiate ad esplorare i possibili motivi invalidanti del matrimonio contratto, avvalorati anche da alcune particolari condizioni e circostanze, al fine di accedere al procedimento canonico di dichiarazione di nullità. Il Motu proprio di papa Francesco, “Mitis iudex”, ha istituito la forma del “processo breve” il cui svolgimento è affidato al Vescovo diocesano.

Coppie conviventi
68. (…) Se l’unione di persone conviventi, che praticano ordinariamente la vita cristiana, dimostra una notevole stabilità, un affetto profondo, responsabilità nei confronti dei figli, fortezza nelle prove, deve essere vista come una situazione da accompagnare con ogni sforzo verso il sacramento del matrimonio, stabilendo un aperto e costruttivo dialogo con la coppia per illustrare la “novità” e la bellezza dell’amore sacramentale.

Sposati con rito civile
69. La decisione di rendere stabile un’unione coniugale anche solo con rito civile è più apprezzabile rispetto alla convivenza, ma imperfetta secondo la visione cristiana dell’amore. (…)

Separati e divorziati fedeli
71. (…) Si ricorda che, mediante opportuno discernimento e specifica preparazione, per i separati e per i divorziati fedeli è consentito accedere ai sacramenti, ai servizi ecclesiali e alla funzione di padrino e madrina.

Unioni civili di persone omosessuali
75. “(…) In particolare, una persona dichiaratamente omosessuale può essere ammessa al sacramento della confessione e della comunione, come anche può fungere da padrino o da madrina, purché non vi sia in atto una notoria convivenza di fatto“.

85. Questa possibilità può essere ulteriormente avvalorata quando i divorziati risposati “sono soggettivamente certi in coscienza che il loro precedente matrimonio, irreparabilmente distrutto, non era stato mai valido”. Queste particolari situazioni così descritte possono non impedire ai divorziati risposati di ricevere l’aiuto della Chiesa non escluso, in certi casi, l’aiuto dei Sacramenti.

In riferimento ad una delle condizioni che si richiede ai divorziati risposati per essere ammessi ai Sacramenti, e cioè l’obbligo di vivere “come fratelli e sorelle”, l’Esortazione di papa Francesco applica alle coppie dei divorziati risposati quanto affermato dal Concilio Vaticano II per le coppie regolari circa il valore delle relazioni ses- suali, mancando le quali “non è raro che la fedeltà sia messa in pericolo e possa venire compromesso il bene dei figli” ” (Gerardo Antonazzo, Vescovo della Diocesi di Sora – Cassino – Aquino – Pontecorvo, lettera pastorale per l’anno 2016 – 2017, agosto 2016)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio” (Lev 20,13)

«Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi». Gli obiettarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e mandarla via?». Rispose loro Gesù: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così. Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un’altra commette adulterio»” (Mt 19,6-9)

 

C) Commento:

La lettera pastorale per l’anno 2016-2017 di Gerardo Antonazzo, vescovo della chiesa di Roma, diocesi di Sora, è un’apertura totale ai separati, ai divorziati, ai conviventi, a coloro che sono uniti solo con rito civile, alle coppie di fatto e, dulcis in fundo, agli omosessuali.

Così facendo la Diocesi di Sora – Cassino – Aquino – Pontecorvo traduce in pratica la nuova dottrina di Bergoglio, facendo propri i principi introdotti dallo sciagurato documento del magistero bergogliano, beffardamente chiamato Amoris Laetitia, che di fatto distrugge il magistero di Cristo in tema di Famiglia.

Ecco i frutti marci degli insegnamenti di Bergoglio che concretamente dal centro (Roma) arrivano nelle periferie, dove prima i vescovi e poi i sacerdoti della chiesa di Roma si stanno sempre più adoperando per distruggere gli insegnamenti di Cristo, seguendo gli insegnamenti eretici di Bergoglio.

Ma la diocesi di Sora non è una diocesi qualunque. Sebbene per tanti è una realtà di per sé insignificante, tale diocesi è una diocesi di frontiera, dove lo scontro tra il Bene e il male è più vivo che mai. In quel territorio Dio Padre ha rifondato la Chiesa di Cristo dando vita alla Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme per difendere gli insegnamenti autentici di Cristo e la purezza della fede.

Per questo tutto ciò che avviene in quel territorio assume una importanza e una rilevanza particolare. Non è affatto un caso che la rabbia e l’odio di Bergoglio e della chiesa di Roma si siano scagliati con un atto di scomunica (caso unico in tutto il mondo) solo contro la Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme.

La realtà è che Bergoglio e la chiesa di Roma temono le azioni della Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, perché Essa con coraggio avanza e denuncia le azioni ispirate dallo spirito anticristico che anima la chiesa di Roma, senza arretrare di fronte all’enorme potere umano che tale istituzione esercita contro chi per il mondo è insignificante. Ma non per Dio.

I veri cristiani infatti non temono il potere del mondo. I veri cristiani temono solo il giudizio di Dio, che vincerà e annienterà ogni potere del mondo che Gli è contrario e avverso. In questo vi è la fiducia e la fierezza dei cristiani della Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme.

Troppo facile sarebbe sparare a zero contro Gerardo Antonazzo e i contenuti ridicoli e ipocriti della sua lettera c.d. pastorale.

Troppo facile sarebbe dire che Antonazzo apre di buon grado agli omosessuali in virtù delle sue tendenze, che i recenti fatti di cronaca hanno pubblicamente manifestato e reso noto.

Troppo facile sarebbe evidenziare l’ipocrisia totale di Antonazzo che dice che gli omosessuali nella chiesa devono essere accettati “purché non vi sia in atto una notoria convivenza di fatto“. Che è come dire agli omosessuali: “fatelo, ma non fatevi scoprire pubblicamente”.

Troppo facile sarebbe dire che gli omosessuali nella diocesi di Sora sarebbero di certo accolti con affetto e riceverebbero l’abbraccio premuroso e… affettuoso di Antonazzo, dopo averlo ricevuto premuroso e altrettanto… affettuoso dal vescovo emerito Brandolini (colui che attaccò duramente in vita Giuseppina Norcia e che ora attacca Samuele Morcia).

La chiesa di Roma, la grande prostituta (Ap 17), perirà essa stessa, schiacciata e travolta dai suoi stessi scandali che non potranno più essere celati. L’ira di Dio Padre si abbatterà su colei che santa doveva rimanere e che invece è divenuta meretrice (Ap 19), avendo tradito il Suo Sposo Santo, Cristo, per inseguire passioni non sante e per la bramosia del potere del mondo.




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