Gli insegnamenti di Bergoglio ai novelli sposi in relazione con i figli

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

Ai novelli sposi io do questo consiglio: Litigate quanto volete. Se volano i piatti, lasciateli. Ma mai finire la giornata senza fare la pace, mai” (Visita pastorale ad Assisi, 4 ottobre 2013)

Una volta ho sentito in una riunione di matrimonio un papà dire: “Io alcune volte devo picchiare un po’ i figli … ma mai in faccia per non avvilirli”. Che bello! Ha senso della dignità. Deve punire, lo fa in modo giusto, e va avanti” (Udienza Generale, Aula Paolo VI, 4 febbraio 2015)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata” (Ef 5,22-27)

Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso». E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva” (Mc 10,13-16)

Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! è inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!»” (Mt 18,2-7)

 

C) Commento:

“Litigate quanto volete”, consiglia Bergoglio ai novelli sposi. Un bel consiglio, affinché chi ben comincia possa arrivare prontamente a metà dell’opera. Ma qual è la finalità di questa opera?

Bergoglio giustifica la lite tra gli sposi, anche in una forma di violenza inaudita (qual è l’atto inumano di scagliarsi contro i piatti), purché poi si faccia la pace.

La vera Pace scaturisce dall’Amore, non dalla lite e da gesti di violenza. Chi vuole essere santo, fin dal primo giorno, cerca con tutte le proprie forze e con tutta la volontà, di non litigare mai. L’accento deve essere posto sul fare bene prima, non sul rimedio da attuare dopo.

E’ molto grave l’affermazione di Bergoglio che è pronto a giustificare a priori un atto di violenza tra sposi come quello rappresentato dal lancio dei piatti purché poi si faccia la pace.

E’ questo l’esempio di Amore che Cristo e la sacra scrittura indicano agli sposi che vogliono camminare santamente e seguire l’esempio perfetto degli sposi santi, San Giuseppe e la Madonna? Gli insegnamenti di Cristo e gli insegnamenti di Bergoglio sono, anche in questo caso, opposti.

E che cosa dire di quello che potrebbe avvenire se i litigi e gli episodi di violenza domestica avvenissero alla presenza dei bambini? Sarebbe uno scandalo per quei bambini, che rimarrebbero così scandalizzati per sempre, in modo indelebile, dai comportamenti non santi dei loro genitori.

Con i bambini non si deve mai usare la violenza. Questo un educatore deve, ha il dovere, di insegnare. La violenza è un atto sempre da deprecare, specie sulle creature innocenti.

Soprattutto a riguardo dei bambini la sensibilità di Cristo è molto alta e profonda, diversa dalle affermazioni di Bergoglio. Bergoglio è ben consapevole delle parole di Gesù riguardanti coloro che si macchiano di comportamenti violenti e irripetibili nei confronti dei bambini: “Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare” (Mt 18, 6). Si renderà conto al Padre della violenza perpetrata nei confronti dei più piccoli. Parola di Dio.

Cristo non giustifica mai un atto di violenza perpetrato a danno dei più piccoli. Mai!

Bergoglio invece giustifica l’intervento violento (“picchiare”) di un genitore su un figlio, purché non sia “in faccia”. Un intervento violento, indipendentemente dalla parte del corpo che la riceve, è sempre un gesto violento, a maggior ragione se inflitto verso chi è più debole.

Il modo di ragionare e di insegnare di Bergoglio è lineare. Gli sposi possono litigare ed essere violenti, purché poi facciano la pace. I genitori possono picchiare i figli, purché non in faccia.

Non così Cristo, che dona il Suo Amore per prevenire il litigio e ogni gesto di violenza; e si erge nella Sua autorità e autorevolezza a difesa dei più deboli e dei più piccoli.

Ancora una volta gli insegnamenti di Cristo e di Bergoglio sono opposti.




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