“La resistenza alla croce, la resistenza al Signore ci porta alla redenzione”

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

(…) Nella vita cristiana ci sono sempre difficoltà e resistenze per andare avanti: ci sono resistenze aperte, che nascono dalla buona volontà». Proprio come per Saulo che «resisteva alla grazia, ma non sapeva ed era convinto di fare la volontà di Dio». Poi «è stato lo stesso Gesù a dirgli: “Saulo, Saulo, stai tranquillo, fermati”». Perché «è duro ricalcitrare contro i pungoli». Così «Gesù va lì e Saulo riconosce e si converte». Del resto, ha aggiunto il Pontefice, «le resistenze aperte sono sane, perché tutti siamo peccatori ed è naturale che vengano». E «sono sane, nel senso che sono aperte alla grazia per convertirsi»
«Queste resistenze nascoste, che tutti abbiamo», ha chiarito ancora Francesco, hanno una «natura» ben riconoscibile in quanto «vengono sempre per fermare un processo di conversione». Ed è proprio un «fermare, non è lottare contro; è stare fermo, sorridere forse, ma tu non passi», come un «resistere passivamente, nascostamente». Del resto «quando c’è un processo di cambiamento in un’istituzione, in una famiglia» si possono riconoscere, appunto, «resistenze» ed è un bene, ha rimarcato Francesco. Infatti «se non ci fossero, la cosa non sarebbe di Dio: quando ci sono queste resistenze è il diavolo che le semina, perché il Signore non vada avanti».
… «Ma le resistenze non sono quelle grandi resistenze storiche solamente, la linea Maginot o tutte quelle che abbiamo studiato» ha messo in guardia Francesco. Ce ne «sono dentro il nostro cuore, tutti i giorni». C’è «la resistenza alla grazia, e quello è un buon segno, perché indica che il Signore sta lavorando in noi».
(…) Ed E’ «LA RESISTENZA ALLA CROCE, LA RESISTENZA AL SIGNORE CHE CI PORTA ALLA REDENZIONE». È «la resistenza di Pietro: quando Gesù, dopo aver detto che lui sarebbe stato la pietra della Chiesa, comincia a spiegargli che dovrà soffrire, Pietro resiste. E dice: “No, Signore, questo mai accadrà!”». E «Gesù a Pietro, al suo eletto, al primo Papa, replica dicendo “vattene satana!”». Sì, perché Pietro «resisteva alla grazia, resisteva al piano di Dio sull’umanità e su ciascuno di noi».
(…). Ed è bello «avere resistenze». È «brutto» invece «prenderle come difesa dalla grazia del Signore». Insomma «avere resistenze è normale» ha concluso il Papa, suggerendo di dire: «Sono peccatore, aiutami Signore!». E invitando a preparasi «con questa riflessione al prossimo Natale»” (Omelia, Casa Santa Marta, 1 dicembre 2016)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi” (Giac 4,7)

Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede” (1Pt 5,8-9)

Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”” (Lc 1,38)

Rispose (Giacobbe): “Ma perché? Possa io solo trovare grazia agli occhi del mio signore!”” (Gen 33,15)

 

C) Commento:

Bergoglio insegna una dottrina opposta al cristianesimo. Bergoglio insegna una dottrina contraria a Cristo e ai Suoi insegnamenti. In questo si manifesta lo spirito dell’anti-cristo che è in Bergoglio.

Solo chi è animato da uno spirito anti-cristico può affermare che “è bello avere resistenze“; “le resistenze aperte sono sane, perché tutti siamo peccatori ed è naturale che vengano“;”le resistenze sono belle“; “la resistenza alla grazia, e quello è un buon segno, perché indica che il Signore sta lavorando in noi“; ma soprattutto affermare che “la resistenza alla croce“, “la resistenza al Signore“, “porta alla redenzione“.

I veri cristiani con forza si oppongono agli insegnamenti ispirati dallo spirito anticristico di Bergoglio e a voce alta proclamano che chi resiste alla croce, chi resiste al Signore e alla sua grazia va all’inferno!

La resistenza alla croce” e “la resistenza al Signore” non porta alla redenzione ma al contrario porta alla perdizione eterna!

Chi vuole essere santo non resiste al Signore e alla sua grazia. Chi vuole essere santo vince l’ “io” e le sue resistenze, vince l’umanità e le sue resistenze, vince la superbia e le sue resistenze. Chi vuole essere santo si abbandona, con umiltà e docilità, alla volontà di Dio, sull’esempio di Maria, Figlia, Sposa e Madre fedele e ubbidiente alla volontà del Suo Signore! Maria non ha opposto resistenza alla grazia del Signore, ma l’ha accolta abbandonandosi. «Sono la serva del Signore. Avvenga di Me secondo la Tua Parola»: il contrario della “resistenza” insegnata da Bergoglio.

Maria e lo spirito che è in Bergoglio non si conoscono. Sono opposti.




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