I consacrati sono chiamati a condividere la condizione di peccato

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

Il brano della Lettera agli Ebrei, che abbiamo ascoltato, ci ricorda che Gesù stesso, per farsi incontro a noi, non ha esitato a condividere la nostra condizione umana: «Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe» (v. 14).
Gesù non ci ha salvati “dall’esterno”, non è rimasto fuori dal nostro dramma, ma ha voluto condividere la nostra vita. I consacrati e le consacrate sono chiamati ad essere segno concreto e profetico di questa vicinanza di Dio, di questa condivisione con la condizione di fragilità, di peccato e di ferite dell’uomo del nostro tempo. Tutte le forme di vita consacrata, ognuna secondo le sue caratteristiche, sono chiamate ad essere in stato permanente di missione, condividendo «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di coloro che soffrono» (Gaudium et spes,1)” (Omelia per la Festa della presentazione del Signore, Giubileo della vita consacrata e chiusura dell’anno della vita consacrata, Basilica Vaticana, 2 febbraio 2016)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

“Poiché io sono il Signore, il Dio vostro. Santificatevi dunque e siate santi, perché io sono santo; non contaminate le vostre persone con alcuno di questi animali che strisciano per terra” (Lev 11,44)

Poiché dunque abbiamo un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato” (Eb 4,14-15)

 

C) Commento:

Non solo i consacrati e le consacrate, ma tutti gli uomini di buona volontà che vogliono essere cristiani veri non sono chiamati alla “condivisione con la condizione di fragilità, di peccato“, ma sono chiamati alla santità.

Bergoglio bestemmia. I figli di Dio sono chiamati ad essere santi, come il Padre che è nei Cieli è santo. I figli di Dio sono chiamati ad andare oltre la propria fragilità. I figli di Dio sono chiamati a fuggire il peccato.

Chi vuole rimanere cristiano autentico è chiamato a fuggire dagli insegnamenti di Bergoglio, che allontanano dall’insegnamento di Cristo.
Fuggite, figli di Dio, fuggite dal peccato e dai falsi profeti.




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