L’azione dello Spirito Santo nella Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme – Parte II

 

Prima della venuta di Cristo Dio dimorava in tutte quelle chiese, fino a quando tutto fu svenduto.

La Casa del Padre era divenuta fonte di mercanzie, fonte di profitto, di guadagno, per accrescere il proprio ego e avere sul cuore degli uomini potere. Si esercitava nel Nome di quel Dio il proprio potere. Nulla si poteva fare se non veniva chiesto al ministro di turno. E la povera gente non sapeva più come andare avanti. Aspettava il Liberatore, il Messia. Lo aspettava nel proprio modo, nel proprio pensiero.

Poi arrivò Gesù e con la Sua mitezza scompaginò tutto. Con quella obbedienza al Padre, con quella umiltà che Lo caratterizzava, piano piano quell’Uomo mise a rischio quel potere che tanti esercitavano perché, credendo nel Dio che esercitava forza, non potevano comprendere quel Dio venuto, che con l’Amore cambiava tutto. Non compresero il passo che quell’Uomo portava: un passo di umiltà, di fedeltà, di obbedienza amorevole. La parola “Amore” era sconosciuta.

Ora, dopo oltre duemila anni di storia, la parola “Amore” è ben radicata nel cuore e conosciuta.

Così era e doveva essere prima che l’inganno e l’iniquità arrivassero per confondere e annebbiare le menti, le coscienze e i cuori. Per i cristiani l’ “Amore” ha un nome e un volto: Cristo. Non un generico concetto di “amore”, un unico minestrone che accoglie tutto ciò che è o appare religione, ma Cristo, l’Amore fatto carne per opera dello Spirito Santo. Non l'”amore” di cui umanamente ci si serve per assoggettare tutti a sé con l’inganno, per creare una nuova unica religione mondiale, facendo credere che dietro alla parola “amore” vi è in realtà ciò che ognuno desidera che vi sia: per i cristiani, Cristo; per i mussulmani, Allah; per gli ebrei: il Dio della prima Alleanza; per i buddisti, Buddha; per gli induisti, il concetto di eternità, che si manifesta nella reincarnazione, nella possibilità di liberazione e nell’unicità di un supremo senza volto. Anche il più sprovveduto degli sprovveduti, se si fermasse per un attimo a riflettere con l’intelletto, dono del Padre, comprenderebbe che questa “religione” fondata sulla parola “amore” non è e mai sarà; ma che è solo un modo per ingannare le genti e poterle meglio assoggettare a sé e così poterle governare.

Così facendo si annulla l’azione del Liberatore, del Messia, di Cristo inviato nella storia dal Padre. Ecco che nuovamente il Padre soccorre i Suoi figli inviando il Suo Spirito, per ricostruire ciò che lo spirito del male sta mandando e sempre più manderà in rovina. Ma tanti, ora come allora, non accettano che il Padre possa inviare il Suo Spirito fuori dal tempio, fuori dalla nuova Alleanza voluta dal Padre a suo tempo. Per questo, per tale ragione, per tanti oggi ancor più grave è stato ed è essere coloro che si sono staccati da ciò che era, per rinnovare ciò che già era nato per rinnovare.

Per tanti (anche per chi è santamente animato) è come se con ciò si sia deciso di buttare a mare migliaia di anni di storia, non comprendendo che, aderendo e vivendo per la Chiesa di Cristo, avviene l’esatto contrario: si vogliono salvare tanti che, diversamente, annegherebbero in acque putride, stagnanti, non più alimentate dalla Fonte d’acqua viva, zampillante, rigenerante, che è l’azione dello Spirito Santo; ma intorpidite e avvelenate da uno spirito di morte e di iniquità, che con l’inganno fa perire anche chi inconsapevolmente vi si accosta, come un virus letale, se non si è coperti dall’antidoto rappresentato da una condotta di vita di vera santità. Diversamente lo spirito del male saprà trovare il modo di crearsi un varco per poi entrare in quel cuore e, al momento propizio, agire.

Consapevoli di ciò, è bene non accostarsi per niente a tali ambienti, per non correre il rischio di essere contaminati dal veleno sparso nell’aria dallo spirito del male che domina quegli spazi.

Tuttavia, nonostante la storia di Dio insegni il contrario, per molti tutto ciò continua ad essere scandalo. Non lo si vuole né credere né accettare, non comprendendo neppure la meraviglia che fu dello stesso Apostolo Giovanni nel vedere (in visione) in anticipo tutto ciò (Ap 17,7).

Cosa successe ieri? Lo Spirito del Padre aveva animato migliaia di anni di storia, dalla Creazione alla prima venuta del Cristo. Lo Spirito dava vita e rendeva testimonianza al tempio, nonostante chi animasse la vita del tempio non sempre fu fedele al Padre e ai Suoi insegnamenti. Nonostante ciò si andò avanti e il tempio non crollò. Fino a quando il Padre mandò il Figlio e lo Spirito si pose su di Lui. Da quel momento in poi chi cercava e voleva seguire lo Spirito non Lo poteva più trovare nel tempio ma Lo avrebbe trovato solo in quell’Uomo, Uomo Dio, Gesù, il Cristo, Tempio vivo dello Spirito.

Cosa succede oggi? Ciò che successe ieri. Non si tratta di errori di singoli uomini, che si sono susseguiti negli ultimi cinquanta e più anni. Gli errori ci sono stati. Tante volte le colonne del tempio hanno vacillato. Ma il tempio non è crollato. Perché lo Spirito lo ha sostenuto. Certo, le crepe sono andate aumentando ma lo Spirito tutto avrebbe potuto restaurare, fino a quando il Padre glieLo avesse concesso. Ma nel momento in cui gli uomini (e non lo Spirito) hanno voluto Caifa, che già in precedenza era stato (molto) prossimo a trionfare, usando ogni mezzo umano, per tradire deliberatamente lo Spirito e la buona fede di altri fratelli che si sono maldestramente fidati dell’uomo anziché invocare lo Spirito, ecco che tutto da quel momento è definitivamente cambiato.

Il Padre ritrae il Suo Santo Spirito e rompe nuovamente l’Alleanza.

Il Padre lo può fare? Sì o no? Il Padre è Onnipotente. Chi nega che lo possa fare, nega la Sua Onnipotenza e prerogativa di Padre, Creatore del Cielo e della Terra. Un Padre che, dopo aver ammonito, avvertito,oralmente e per iscritto i Suoi figli, non li obbliga a rimanere fedeli, sempre in virtù del Suo più grande dono (totalmente incompreso) concesso ai Suoi figli: LA LIBERTA’.

Non si è abituati a ragionare in questi termini. Perché non si conosce l’essenza di questo Padre, Buono e Giusto. Se la si conoscesse, non si continuerebbe a ragionare umanamente negando l’azione dello Spirito. Si ragionerebbe secondo Dio, conformandosi al Suo Pensiero, non volendo costringere Dio, Padre Onnipotente, ad accettare e a sottostare al pensiero umano.

Quindi, il Padre può ritirare il Suo Spirito e rompere la Sua Alleanza, come già fece con la prima, dopo che promise che sarebbe stata eterna? La prima, perché si ruppe? A causa di Dio o degli uomini? Dio Padre è Buono ma è anche Giusto. E non può essere preso in giro da un manipolo di uomini che si autoproclamano re (anche se il loro regno è destinato a durare molto poco), che adorano lo spirito che proviene dal nemico del Padre dopo che il Padre ha più volte avvertito circa la grande prova che il popolo eletto avrebbe dovuto subire negli ultimi tempi. E quale sarebbe dunque questa prova? Un caifa che sbaglia un po’ più degli altri, che attua meglio (cioè peggio) e con più efficacia ciò che hanno iniziato a fare gli altri? O un caifa, il Caifa, (nefastamente) profetizzato, sotto il cui pontificato si sarebbero adempiute le scritture e le profezie, che deliberatamente, convintamente, volontariamente, perspicacemente, ostinatamente, ingannevolmente, diabolicamente, vuole attuare ciò che il suo padrone, al quale è spiritualmente legato e al quale s’ispira, ha progettato affinché tutto sia portato a compimento? Si comprende la differenza?

E che cosa rimarrà dopo, dopo che tutte le pedine, una dopo l’altra, legate al suo stesso spirito, stanno occupando tutti i posti chiave di quell’Istituzione? Che fine farà chi stoicamente, con convinzione, cercherà di resistere, facendo valere le proprie ragioni, la dottrina, gli insegnamenti, la tradizione e tutto ciò che di buono, santo, totalmente santo vi è stato, nonostante gli umani errori e gli umani scivoloni dei successori di Pietro e Paolo e di tanti altri, a cui hanno fatto da contraltare la santità di tanti uomini e donne che non solo sono nel martirologio ma che sono nel Cuore del Padre e il cui sangue non è stato sparso e versato invano ma ha irrorato la Madre Terra affinché potesse sorgere, dalla Terra rinnovata, nuovamente la Madre, la Madre Chiesa, la Sposa Fedele dell’Agnello, Immolato nuovamente per la salvezza dei Suoi figli? Che fine verrà fatta fare loro? Che senso ha immolarsi per Caifa, sapendo che Caifa è guidato dallo spirito del maligno, che ha infestato quella casa? Vale la pena perire da martiri per lo spirito del male o meglio immolarsi martiri per lo Spirito Santo, per Amore del Sacrificio di Cristo?

Ecco, questo è il concetto: non comprendere che, tutto ciò che è stato creato per garantire la libertà, la fedeltà e l’Amore a Dio, è venuto meno. Ma Dio non può stare al ricatto di un uomo, scelto e voluto da altri uomini per sedere sul trono che porta a Dio. Non può stare Dio al ricatto di un uomo iniquo.

Ecco che Dio ascolta tanti pensieri e tanti ragionamenti umani:
“Come può Dio permettere che quell’uomo iniquo segga su quel trono?”; “Come può Dio permettere questo o quello?” LA LIBERTA’. Dio ha sempre dato modo prima di poter comprendere; e non a cose fatte. Ha prima avvertito e poi dato segnali per tempo di ciò che sarebbe avvenuto, se gli uomini non Lo avessero ascoltato.

Ecco quindi questa nuova presenza dello Spirito Santo in mezzo agli uomini. Per far comprendere, così come avvenuto prima, ciò che sta avvenendo ora. Si deve difendere ciò che quell’Uomo Dio aveva creato, difendere dall’apostasia, dall’inimicizia, dal disamore o “amore” umano. In una: difendere la Santità.

Questo è ciò che si deve comprendere, perché nessuno vuole affondare ciò che di buono vi è, vi è stato e che in questa Chiesa sempre sarà.

Per quale motivo Dio è sceso nel Luogo Santo da Egli voluto e manifestato, al fine di mantenere puro l’Amore, pura la fede e santa la Sua Chiesa, la Sua Dimora, la Sua Casa? Per quale motivo si sono impiegati tutti questi anni prima di manifestare pubblicamente al mondo tutto ciò?

La risposta è questa: per dare tempo a tutti di poter comprendere e di non trovarsi, da un giorno all’altro, a dover scegliere, senza aver compreso e maturato nel cuore la Fedeltà a Dio e non agli uomini. Dio ha creato questa Chiesa per mantenere intatto il legame che lega Dio alle proprie creature. E per chi già crede a tutto ciò, essendo questa la parte finale della storia della salvezza, allora si dovrebbe comprendere e credere che mai Dio avrebbe permesso e permetterà che in questa Chiesa si potesse e si possa insediare chi avrebbe potuto o potrebbe minare questo rapporto intimo e indissolubile con i propri figli.

Questo significa non far naufragare duemila anni di storia ma dare dignità e salvare quella storia.

Questo significa essere testimoni coerenti di ciò che si è vissuto in questa storia, per decenni, (non per un giorno, un mese o un anno). Le storie si intrecciano, per portare tutto a compimento.

Nessuno girerà le spalle a Colui che ha guarito, prima l’anima e in tanti casi anche il corpo.

Quanti furono i lebbrosi guariti? Quanti ritornarono a ringraziare quell’Uomo? «Ma Gesù osservò: Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri dove sono?» (Lc 17,17). A ringraziare chi? Caifa, i suoi sodali e lo spirito che domina la sua casa? Via da qui, figli vergognosi e irriconoscenti. Gli stranieri renderanno gloria a Dio, perché la loro fede li salverà (Lc 17,19).

Mai gli inferi prevarranno sulla Chiesa di Cristo, quella vera: la Chiesa animata dallo Spirito Santo.




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