Rispondiamo a Gabriele, Orsola e tutti i traditori autentici del Mistero

 

Prima il dovere, poi il piacere. Prima il dovere che si deve a tutti i cristiani che vogliono essere autentici, che devono conoscere il pericolo che si corre nel seguire chi, fingendosi il paladino di una falsa misericordia, fa precipitare nel baratro dell’eresia tutti coloro che lo seguono e che, smarrita la via, mai più la ritroveranno.

Poi il piacere di dedicarsi a chi, dopo aver tradito, si adopera affinché altri siano travolti dai loro errori.

Eccoci qui. I traditori del Mistero di Dio avranno ciò che meritano. I figli di Dio ci sono e sempre ci saranno.

C’è chi, come Gabriele, che ama ora nascondersi dietro a falsi profili di falsi utenti internet per cercare di convincere col suo parlare logorroico chi può (insieme ai suoi quattro gatti) che prima era una cosa, adesso è un’altra. Gabriele, il paladino dell’obbedienza. Colui che ha sempre obbedito fedelmente al suo “io”. Di questo, coloro che chiamava fratelli sono testimoni. Meglio sarebbe stato ritirarsi e rimanere a dimorare nei casali dei principi. Sicuramente nella Dimora di Dio non potrà tornare più. Lo Spirito Santo e i suoi figli non glielo consentiranno. Chi dopo aver tanto mangiato ha tanto sputato in quello stesso piatto meglio che rimanga nei casali. Già diverse volte è stato graziato; ma non è bastato. Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.

Poi c’è Orsola, che dopo aver perso posti e posizioni umane, si nasconde ora, insieme a colui che è obbligato a stare al suo guinzaglio, dietro a comunicati emessi da Curie a lei vicine, nella speranza di potersi così riscattare. E’ gonfia. Il livore l’ha gonfiata assai. Tante sono le situazioni a lei vicine che potrebbero esplodere da un momento all’altro. A litigare con tutti prima o poi ci si rimette. E la famiglia esplode.

Poi c’è anche chi, pur travolto da scandali personali e famigliari, ancora non demorde, seppur la canizie avanza. E appena può sputa sentenze frutto dell’orgoglio di cui è intriso, senza pensare che chi di lussuria ferisce di lussuria perisce. Così come Don Alberto, che della lussuria e dell’orgoglio si nutre ogni giorno. Se l’era data a gambe, Don A.M., capendo che l’aria non era più così buona; poi, confessare dopo la Onlus, non era più così redditizio; le offerte non giungevano più ad oasi sperdute e la messa, senza offerte, non si poteva cantar più.

Chi prima dell’altro era nemico ora ne è grande amico. Ci si unisce per contrastare i figli di Dio, che con coerenza ci sono e mai molleranno.

Ci si unisce a tutto e a tutti, pur di raggiungere l’obiettivo. Come si fa in politica. Ci si allea con i nemici di prima per combattere i nemici di oggi. Alla faccia della coerenza. Alla faccia della fede. Solo orgoglio e “io”. Si fa come il faraone che nell’ostinarsi a maledire Mosè fece ricadere su di sé e sui suoi figli la maledizione. E pianse amaramente, il faraone.

Disse Gesù a Pietro: “Chi di spada ferisce, di spada perisce”. Pietro sbagliò ma lo fece per difendere il Maestro. Giuda invece sbagliò e tradì il Maestro, che tante volte lo aveva perdonato dopo i tanti errori commessi. Il Maestro tante volte lo aiutò nella speranza che Giuda vincesse il suo “io” e si potesse riscattare nella totalità. Ma così non fu.

Giuda e Guida. L’Orso Leone (la leonessa). (di) Benedetto e Don Alberto. Il Bimbo e Don Armando, Tom (Marino) e Gerry (Gerardo Buonavoglia).

Ora si vorrebbero pure coinvolgere le Vallette, all’apparenza per difendere Giuseppina, nella realtà per aizzarle e scagliarle contro il Mistero di Dio e i suoi attuali responsabili. Ma le Vallette non cadono nella trappola e rimbalzano Gerry (Gerardo Buonavoglia), il Bimbo, che ora scopre (tramite Imma) le sue carte: il Bimbo ha cercato di contattare e fare sponda con Bruno di Benedetto (il responsabile del Gris di Campobasso) colui che da sempre ha combattuto Giuseppina, colui che il Bimbo, l’Orso e il cagnolino di Salerno hanno da sempre insultato. Che Bruno di Benedetto si servisse delle Vallette insieme a Don Alberto per scrivere i suoi pensieri in modo anonimo era arcinoto (Imma, quella burrosa, è la loro preferita; poi c’è Rita, che si spaccia per avvocato ma che avvocato non è; Enza è volgare e impura; con Valentina si spara sulla croce rossa). Ora è certo che il Bimbo, l’Orso e chi è al suo guinzaglio si vorrebbero unire al Gris e a Don Alberto.

Lo Spirito del Padre e i figli di Dio vedono le maschere cadere. Tutte cadranno, le maschere dei nemici di Dio. A loro resterà solo la vergogna. Ma chi non ha vergogna troverà Maria, la tutta pura, la tutta bella, l’Immacolata dello Spirito Santo, che ad uno ad uno li guarderà e, con il Suo sguardo, a Dio Padre Onnipotente li consegnerà.

Difendiamo la Verità.




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