Lettera aperta di Mattia Di Marcantonio

 

Sono un giovane di 25 anni che mise piede per la prima volta alla Culla di Gesù Bambino il 15 maggio 2010.

Ricordo benissimo quando mia madre mi fece conoscere Samuele, dicendo “Samuele, ti presento mio figlio.” Samuele mi salutò e mi chiamò per nome “Ciao, Mattia“. Rimasi stupito! Come faceva a sapere il mio nome, senza che glielo avessi detto?… Iniziò così la mia esperienza in questa Terra Santa, in questo unico faro di luce per l‘umanità.

Da ragazzo si va sempre alla ricerca della felicità, di quel qualcosa che ci fa stare bene… io quel qualcosa l‘ho trovato alla Culla di Gesù Bambino di Gallinaro. È lì che ho trovato tanto amore, tanta pace, tanta serenità, che penetra fin da subito direttamente il cuore e fa scendere una lacrima di gioia dopo l‘altra. Sempre. Incrociare lo sguardo di Gesù Bambino ti fa rinascere ogni volta a vita nuova, ti fa volare talmente alto il cuore, da avere la sensazione di camminare senza toccare terra.

Io non ho avuto la possibilità di conoscere Maria G. Norcia, che pur riconosco come nostra Mamma spirituale. Quanto deve essere stato grande, umile, santo e pieno d‘amore il suo cuore, per indurre il Padre ad affidarle la missione di salvezza per l‘umanità. Ma quanto deve essere stato ed è tuttora altrettanto grande, umile, santo e pieno d‘amore il cuore di quel ragazzo allora e uomo oggi, al quale la Donna e umile ancella di Dio ha rivelato tutto ciò che il Padre le aveva rivelato, affidandogli di fatto le redini di quella missione iniziata con il suo si‘ tempo prima. Quindi chi offende e attacca Samuele e la sua famiglia, i suoi collaboratori, i ministri e tutti i fedeli offende ed attacca in Primis il Padre, e poi anche Maria G., che il 6 gennaio 2000 ha riconosciuto in quel cuore colui che il Signore le aveva annunciato che doveva arrivare. Allora o si crede e si accetta tutto, riconoscendo che il presente non è che il proseguimento di ciò che è iniziato nel passato, o si rifiuta dalla a alla z.

Io da fedele della Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme non mi sento un plagiato… anzi, mi sento onorato della chiamata ricevuta, mi sento un graziato che attraverso l‘amore che in questa Terra Santa è vivo e palpitante io ho cominciato a vivere la vera vita… perché la vita al di fuori di questa non è vita, si tratta piuttosto di un sopravvivere tra delusi e morti che camminano. Perciò non è plagio, come lo definiscono gli sterili di cuore. Piuttosto si tratta di Amore, con la ‚A’ maiuscola, quello vero da cuore a cuore, quello che ti fa battere a mille il cuore e ti fa comunicare solamente con lucentezza e splendore degli sguardi.

Qui in questa Terra il Padre ci ha chiamato ad essere vivi, santi e veritieri, ad incarnare i Suoi insegnamenti e le Sue virtù. E ci ha dato l‘esempio da seguire, affinché tutti potessero vedere, apprendere ed imitare. L‘esempio, oggi Pontefice della nostra Chiesa, porta il nome di Samuele Morcia, che con il Suo esempio di vita, con il Suo si‘ che riconferma ogni giorno, incarna insieme alla Sua sposa Anna quei valori che il Padre si aspetta da noi. In questa famiglia umile, retta e Santa io ho trovato quell‘esempio da imitare che, prima di mettere piede alla Culla, io ho cercato invano nel mondo. Nella loro unione di marito e moglie vedo la famiglia che desidero avere anch’io in futuro, secondo i tempi e la Volontà del Padre. Nel loro essere padre e madre riconosco quei genitori santi ed affiatati tra loro, che sempre avrei voluto avere, ma che non ho mai avuto.

Chi non conosce e offende ingiustamente questa Famiglia, il nostro Faro, la guida della Chiesa nata per volere del Padre, non sa quello che fa e bisogna pregare per costoro affinché si ravvedano. Ma chi offende, attacca e ingiuria pesantemente dopo aver toccato con mano ed essere stato parte di quell‘unico segno di riconoscimento dell‘amore del Padre che è la Culla, è diabolico. Non si è riusciti a resistere alle tentazioni, si è scelti la strada più comoda e veloce, umana… allora bisogna fare mea culpa, senza attaccare chi c’è e ci sarà sempre, chi non si tira indietro, chi vuole portare con cuore e volontà a compimento la missione affidatagli: la salvezza dell‘umanità fino all‘avvento del Regno di pace.

Anche se per venire alla Culla di Gesù Bambino ho 1800km da percorrere io ci sono e ci sarò sempre… perché in questa Terra ho trovato l‘amore, la pace, la serenità, il nutrimento santo per la mia anima e quindi il mio Tutto.

Hamburg (DE), lì 27 gennaio 2018

Mattia Di Marcantonio




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