“L’intento di Martin Lutero era quello di rinnovare la Chiesa, non di dividerla”

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

Su questo cammino, cattolici e luterani, da vari Paesi, insieme a diverse comunità che condividono il cammino ecumenico, abbiamo percorso una tappa significativa, quando, il 31 ottobre scorso, ci siamo riuniti a Lund, in Svezia, per commemorare l’inizio della Riforma con una preghiera comune. Questa commemorazione congiunta della Riforma ha avuto un significato importante sul piano umano e teologico-spirituale. Dopo cinquant’anni di dialogo ecumenico ufficiale tra cattolici e luterani, siamo riusciti a esporre chiaramente le prospettive sulle quali oggi possiamo dirci d’accordo. Di questo siamo riconoscenti. Nello stesso tempo teniamo vivo nel cuore il pentimento sincero per le nostre colpe. In questo spirito, a Lund è stato ricordato che l’intento di Martin Lutero, cinquecento anni fa, era quello di rinnovare la Chiesa, non di dividerla. Quell’incontro ci ha dato il coraggio e la forza di guardare avanti, nel nostro Signore Gesù Cristo, al cammino ecumenico che siamo chiamati a percorrere insieme.
(…) Prego il Signore affinché accompagni con la sua benedizione la Commissione di dialogo luterana-cattolica della Finlandia, che sta lavorando con dedizione ad una interpretazione sacramentale comune della Chiesa, dell’Eucaristia e del ministero ecclesiale. (…) A conclusione della giornata commemorativa di Lund, guardando al futuro, abbiamo tratto coraggio dalla nostra testimonianza comune di fede davanti al mondo, quando ci siamo impegnati a sostenere insieme coloro che soffrono, coloro che sono nel bisogno, coloro che sono esposti a persecuzioni e violenze. Nel fare ciò, come cristiani non siamo più divisi, ma siamo uniti nel cammino verso la piena comunione (…)” (Discorso alla Delegazione Ecumenica della Finlandia, 19 gennaio 2017)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Ascoltate un’altra parabola: C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò. Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono. Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero. Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?”. Gli rispondono: “Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo”.
E Gesù disse loro: “Non avete mai letto nelle Scritture:
La pietra che i costruttori hanno scartata
è diventata testata d’angolo;
dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri?
Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare. Chi cadrà sopra questa pietra sarà sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno, lo stritolerà”” (Mt 21,33-44)

 

C) Commento:

Bergoglio continua a difendere e a lodare Martin Lutero (cfr. Bergoglio: “Faremo memoria, dopo cinque secoli, dell’inizio della riforma di Lutero“). Di fronte ad una delegazione di luterani provenienti dalla Finlandia, Bergoglio ora afferma testualmente che “l’intento di Martin Lutero, cinquecento anni fa, era quello di rinnovare la Chiesa, non di dividerla”. Quindi Bergoglio ancora una volta scusa ufficialmente Lutero (cfr. Bergoglio ai luterani: “Anche noi dobbiamo… riconoscere l’errore e chiedere perdono“) facendosi anche interprete delle sue rette intenzioni. Tuttavia, la posizione assunta da Bergoglio è in netto contrasto con tutti i suoi predecessori e con la scomunica ufficiale che la Chiesa di Roma ha comminato in passato a Martin Lutero, definito dal pontefice Leone X “un cinghiale che ha devastato la vigna del Signore”. Perché dunque Bergoglio non esce allo scoperto e, in qualità di romano pontefice, non annulla la scomunica a Lutero?

Infatti Bergoglio ha poi affermato che con i protestanti “siamo uniti nel cammino verso la piena comunione”. Ma come può la chiesa di Roma giungere alla “piena comunione” dal momento in cui i protestanti non credono nel mistero della transustanziazione (cfr. Lutero, Benedetto XVI e la Transustanziazione)? La risposta è semplice: la “piena comunione” con i protestanti vi potrà essere rinnegando Cristo e il rinnovamento del Suo sacrificio salvifico. Bergoglio, in nome di un falso e vuoto ecumenismo, rinnega il sacrificio di Cristo, per unire tutti in una nuova filosofia religiosa su base mondiale, dove Cristo non è più “la pietra divenuta testata d’angolo”, ma la pietra nuovamente scartata, da Bergoglio e dalla chiesa di Roma.

Come è stato profetizzato e annunciato dalle Sacre Scritture, la chiesa di Roma ha perso la fede e manifesta la sua viva Apostasia, iniziando dai suoi vertici.




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